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Letta, Calenda e il campo strettino

Calenda, Letta e il campo strettino

Enrico Letta e Carlo Calenda

Proviamo a riavvolgere il nastro. Letta meno di due mesi fa teorizzava il campo largo con i grillini, oggi arranca tra Fratoianni, Bonelli e Di Maio in un’alleanza dichiaratamente “non di governo”. Ma se non possono governare perchè dovremmo votarli?
Possibile non comprendano che la loro accozzaglia viziata dagli antidraghiani è il migliore alleato di questa pessima destra?
Calenda invece teorizzava i tre poli elettorali, ciò quello con Pd-5Stelle, il suo dei duri e puri di Azione con + Europa e quello della destra sovranista
Quanto a Renzi, il Carletto prevedeva che avrebbe fatto un accordo con il Pd e con aria quasi schifata annunciava che Italia Viva non avrebbe fatto parte della sua coalizione.
Veniamo a pochi giorni fa quando prima di siglare l’accordo con Letta, Emma Bonino la sodale di Calenda, sentenziava senza appello che Renzi in coalizione NO, proprio non lo voleva.
Il giorno successivo l’accordo, accortosi di essersi amputato almeno un gingillo, Carletto rivolge un pubblico e sarcastico appello a Renzi:
“contro le destre hai fatto il governo con Conte. Se quella era una buona ragione per metterti col M5S, non è questa una ragione buona per metterti con il Pd di cui sei stato segretario?”.
E veniamo a ieri quando il Carletto preso atto delle dimissioni di un numero imprecisato di suoi iscritti, letti i sondaggi riservati e viste le tiepide reazioni dei suoi finanziatori, insomma accortosi che anche il secondo gingillo (pare ne abbia solo due) lo stava abbandonando, manda a gambe all’aria l’accordo appena firmato con l’accozzaglia di Letta.
Cosa succederà nelle prossime ore temo non lo sappia nessuno, neppure il coerente funambolico Carletto.
Suggerirei però agli amici di Italia Viva di trattare il caso Carletto con la cautela che si dedica a una mina vagante.
Lui non sarebbe neanche cattivo ma senza infierire qualcuno dovrebbe spiegargli che la politica non è il suo mestiere.
Il caso, più che politico lo definirei psicoanalitico, qualche persona per bene pare però abbia ancora fiducia in lui e sono voti che sarebbe un peccato sprecare, perciò se accordo ci deve essere, che siano patti chiari basati sull’onestà intellettuale.
Ma ho fiducia in Renzi e al gruppo dirigente di Italia Viva, persone con la mente lucida e la schiena dritta.

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