Centro

Prove di aggregazione Renzi-Toti

Prove di aggregazione Renzi-Toti
Matteo Renzi e Giovanni Toti

Un nuovo soggetto politico di centro, che “federi” altri soggetti politici, attorno ad Italia Viva, e Coraggio Italia. Un progetto di terzo polo centrista, che inizi ad affinare – ed aggregare – relazioni con altre forze di centro a partire dal parlamento. Con il nome che potrebbe essere quello di “Italia al centro

A pochi giorni della rielezione del presidente Mattarella continua l’effetto tellurico all’interno di tutti i partiti, dopo una elezione travagliata che ha fatto emergere dissidi soprattutto sulle leadership nel M5s e nel centro-destra – quasi tutte poi smentite pubblicamente – ad un anno dalla scadenza della legislatura e le elezioni politiche, ed il vulnus da risolvere, della discussione sulla legge elettorale che le regolerà. 

Azione comune in parlamento

Unificazione delle sigle che si sostanzierebbe in “nuove alleanze parlamentari”, considerando che alla camera i renziani ed i totiani, in tutto possono contare su 50 deputati: un peso rilevante su ogni votazione dell’organo legislativo. Al Senato, l’unione delle due forze porterà – secondo quanto filtrato – alla formazione di un gruppo autonomo di “Italia al Centro”.

Il coordinatore nazionale di Forza Italia,Antonio Tajani, in un vertice del centrodestra durante le consultazioni per il quirinale

ll commento di Forza Italia

“Forza Italia sta lavorando per rafforzare l’anima popolare all’interno del Centrodestra, e Renzi non ne fa parte”, così il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani: “con questo sistema elettorale non vedo aggregazioni centriste fuori dalle coalizioni: aggregazioni destinate comunque a non raccogliere consenso elettorale”.

“Le fusioni a freddo non esistono, bisogna lavorare con iniziative e scelte comuni, a partire dal governo per dare risposte concrete al Paese, perchè agli italiani interessano poco le vicende interne ai partiti, i problemi per i cittadini sono la salute, l’economia, il lavoro, l’inflazione crescente, le imprese faticano e i costi energetici e quindi il caro-bollette”, conclude Tajani.

Anche Carlo Calenda, leader di Azione, si sfila da ogni ipotesi di nuovo polo centrista a cui aggregare il suo partito: “Azione, non parteciperà ad alcun progetto centrista frutto della somma di piccole forze parlamentari – il leader conferma all’Adnkronos, che “il percorso di Azione e +Europa andrà avanti distinto da quello delle forze centriste”. 

“Noi – commenta Calenda – lavoriamo a una proposta riformista e liberaldemocratica:  centrismo e moderatismo non sono valori in cui ci riconosciamo”.

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