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Alternativa, gli ex M5s anti Draghi diventano partito

Alternativa, gli ex M5s anti Draghi diventano partito
Alternativa

Il simbolo anticipato ieri (sia pure in una versione ridotta e a colori invertiti) è stato confermato, ora è più noto anche il progetto politico: ci si riferisce ad Alternativa, soggetto politico neocostitiuito, presentato in una conferenza stampa questa mattina, che parte dalle articolazioni parlamentari (cui ad oggi aderiscono 15 deputati e 2 senatori) formate soprattutto da persone elette sotto il simbolo del MoVimento 5 Stelle e fuoriuscite dai rispettivi gruppi in gran parte all’inizio di quest’anno, in dissenso rispetto alla scelta di sostenere il governo guidato da Mario Draghi.  Aperta da Andrea Colletti, a capo della componente del gruppo misto alla Camera che fino a pochi giorni fa si chiamava L’Alternativa c’è, la conferenza ha visto come primo intervento rilevante quello di Pino Cabras, scelto come rappresentante del soggetto politico appena fondato. “Con Alternativa nasce una possibilità in più per un paese che in questo momento è ingabbiato in un pensiero unico che domina, al punto di avere oltre il 90% dei voti parlamentari intorno al Presidente del Consiglio: è un’anomalia, nessun paese del G7 ha una situazione simile.

Noi stiamo dando una possibilità straordinaria, cioè l’opposizione in Italia: l’opposizione non è un luogo negletto della vita politica, ha fatto molto bene per anni alla politica italiana, è la palestra di una democrazia che si rinnova e può offrire un’alternativa”. Cabras ha sottolineato l’idea di continuare le battaglie parlamentari condotte sin qui, ma anche di collegarsi “alle piazze, ai fermenti che si trovano in tanti luoghi attivi, del lavoro che stanno soffrendo, perché siamo in una fase molto difficile della vita repubblicana”. Si è ricordato come le compagini parlamentari di L’Alternativa c’è siano nate per opporsi al governo Draghi e Cabras ha confermato la stessa posizione anche ora che si è formato un soggetto politico più consistente: “Draghi è l’autobiografia di una nazione in declino, con le sue impronte digitali in tutte le circostanze in cui l’Italia ha costruito il suo declino negli ultimi trent’anni: è incredibile come il sistema dei partiti si sia arreso in una posizione subalterna, mantenendo i ministeri di serie B, mentre la serie A è in mano a un gruppo di tecnocrati, gli stessi di questo grande declino italiano”. Se Alternativa si propone innanzitutto di non mandare Draghi al Quirinale (“Sarebbe il perfezionamento di un sistema che diventa regime, il Draghistan”), sono altri i fronti su cui la neonata forza politica vorrebbe impegnarsi: “Non ci piace questo Pnrr – ha spiegato Cabras – perché è una fetta di bilancio pubblico che, per la prima volta, è sottratta al controllo del Parlamento e diventa una questione di un gruppo di tecnici che sfuggono al controllo di tutti. Noi vogliamo unire tutte le forze, e sono tante nel paese, che in questo momento non hanno una sponda parlamentare, per combattere questo sistema per proporre qualcosa di più vicino alla Costituzione, difendendo appunto la democrazia e la Costituzione”.

Rifiuta Cabras le ricostruzioni di Alternativa come casa politica dei “fuoriusciti grillini, duri e puri, che tornano alle vecchie battaglie di sempre”: “Sono schemi poveri, non ci fermiamo a una vicenda che si è esaurita nel passato, parte di una crisi generale dei partiti, che riguarda tutte le forze politiche che hanno lasciato spazio al supertecnico e non riescono a rappresentare ciò che sta accadendo realmente nel paese. Noi vogliamo essere qualcosa di realmente diverso nella storia repubblicana, abbiamo delle facce pulite, appassionate di persone che hanno la schiena dritta. Non ci arrendiamo, non ci vendiamo, siamo a disposizione di un popolo che vuole resistere rispetto alle imposizioni del governo Draghi, a partire dalla gestione pessima della pandemia, che ha creato sofferenze in tanti cittadini che non meritano questo trattamento”.Pur essendo nata all’interno del Parlamento, Alternativa ha mire più ampie, aprendosi ad altri eletti e soprattutto a cittadine e cittadini: “Vogliamo essere parte di un più ampio movimento civile e sociale – ha continuato Cabras – per costruire un cantiere di discussione e azione con tante formazioni sociali presenti nel paese”, guardando soprattutto al mondo del lavoro, alle imprese, ai consumatori e al terzo settore, aprendo un dialogo anche con mondi lontani da quello originario delle persone elette. “Vogliamo essere – ha aggiunto il deputato – un partito molto costituzionale, anche nella parola ‘partito’: la Costituzione chiama così queste entità, le chiama partiti e non rinoceronti, mentre un po’ di rinoceronti hanno travolto la vita democratica del paese nel palazzo. Noi vogliamo liberare un po’ questo palazzo: non è la solita scatoletta di tonno da aprire, quella della vecchia polemica, vogliamo stabilire un circuito positivo tra il paese delle istituzioni, che meritano rispettabilità, e il paese dei cittadini, che stanno soffrendo e meritano un futuro migliore”.

Emanuela Corda, altra deputata della componente Alternativa a Montecitorio, è toccato illustrare il simbolo scelto per il nuovo progetto politico, accanto alla nuova denominazione “più asciutta e immediata”: “Abbiamo deciso di cambiare tutto, anche visivamente. Il nostro nuovo simbolo è un segno grafico molto moderno, efficace, molto ‘giovane’; anche i colori richiamano il risveglio, un cammino nuovo”. La base del simbolo è la A di “Alternativa”, proposta in grande evidenza, ma nel segno c’è una sorta di “via di fuga, uno strappo: noi sappiamo dove stiamo andando, quello strappo è proprio la strada che abbiamo deciso di percorrere in opposizione a tutto ciò che abbiamo ritenuto ingiusto. Questo cammino è iniziato quando abbiamo detto no al governo Draghi: siamo sempre stati contrari ai governi tecnici, stabiliti altrove rispetto ai confini della nostra nazione e abbiamo voluto rappresentare tutto questo attraverso questa simbologia molto forte. Crediamo possa andare incontro alle esigenze di milioni di cittadini rimasti privi di una rappresentanza: servono forze più giovani, che abbiano la voglia e l’energia per portare avanti battaglie giuste senza restare immobili, annichilite davanti a una narrazione preconfezionata. Questo è tutto ciò che vogliamo rappresentare, con un movimento che vuole dire ‘no’ ma anche costruire, rinunciare a qualcosa per dei valori, cui ci ispiriamo e che vogliamo mantenere saldi”. In un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, Corda ha precisato che il simbolo e il suo “strappo” sono “un nuovo inizio. Un invito a staccarsi da una strada preconfezionata, dalle scelte pilotate ed imposte subdolamente. Un’esortazione a reagire e a costruire una nuova solida e fresca proposta, partendo da un nuovo cammino, forse più difficile, forse più scomodo, ma certamente più vero ed autentico”. Quanto all’arancione, “è il colore positivo del risveglio, della rinascita, di una nuova possibile fase vitale del Paese”. 

Si sono poi susseguiti gli interventi di Alvise Maniero, Paolo Giuliodori, Raffaele Trano e Francesco Forciniti, per marcare alcuni dei punti più importanti sui quali Alternativa intende agire (attaccando ciò che è stato fatto negli ultimi anni e “l’emarginazione, criminalizzazione, ghettizzazione” da parte di chi – come ha detto Forciniti – intende criticare chi governa ora). Il simbolo ufficializzato oggi e illustrato da Corda appare più semplice rispetto a quello precedente (e, rispetto alla versione vista sul sito fino a ieri, è già pronto per essere usato sulle schede elettorali, visto che il cuore di quella grafica sta in un cerchio, come dimostravano del resto le spille portate dai parlamentari che sono intervenuti stamani). La spiegazione fornita in conferenza stampa è stata utile, avendo contribuito a rendere più comprensibile un emblema pensato ma oggettivamente non “immediato” (e nemmeno di pronta descrizione); si vedrà in futuro se resterà identico o se cambierà, di poco o di molto (e, nel caso, come potrà convivere con altri segni grafici).

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