Europa

Elezioni Germania: Spd e Cdu sotto il 30%

Elezioni Germania: Spd e Cdu sotto il 30%
Elezioni Germania: Spd e Cdu sotto il 30%

Per la prima volta nel Dopoguerra i due maggiori partiti tedeschi sono entrambi sotto il 30%. Per l’Unione, la federazione formata dai partiti gemelli Cdu e Csu che sotto la guida di Angela Merkel ha vinto le ultime quattro elezioni politiche, è il peggior risultato di sempre. Per i socialdemocratici della Spd, fino a pochi mesi fa 20 punti sotto l’Unione, un successo relativo, perché senza un mandato schiacciante per governare. Per i Verdi il miglior risultato di sempre, ma comunque una delusione.

Mai il panorama politico in Germania era apparso così frammentato e soprattutto imprevedibile, una parola che ai tedeschi piace pochissimo. Il giorno dopo il voto, nelle prime ore del mattino, il conteggio ufficiale provvisorio della Commissione elettorale federale ha dato la Spd al 25,7%, la Cdu/Csu al 24,1%, i Verdi al 14,8%, i liberali di Fdp all’11,5%, l’estrema destra AfD al 10,2%, la sinistra radicale Linke al 4,9%, che entra in parlamento pur non superando lo sbarramento grazie alla vittoria in tre collegi uninominali, due a Berlino e uno a Lipsia.

La Cdu, a risultati non definitivi, perdeva anche nel distretto dove ha votato Laschet, ad Aquisgrana. A Potsdam invece Scholz ha prevalso nell’elezione diretta su Annalena Baerbock.

Nel «giro degli elefanti», il confronto tra i leader che chiude la giornata elettorale in Germania, sia il candidato socialdemocratico Olaf Scholz che quello cristiano-democratico Armin Laschet hanno detto di voler guidare il prossimo governo tedesco. Laschet ha ripetuto più volte che per farlo serve avere una maggioranza in parlamento, non necessariamente essere il primo partito. Ma sembra un tentativo disperato. «Il nostro compito adesso è fare quello che desiderano i cittadini. Non dare la priorità alle nostre esigenze ma formare un buon governo che possa dare un giusto orientamento e che ci porti versi il futuro», ha detto Scholz, commentando l’esito del voto. Il candidato cancelliere dell’Spd si è espresso a favore di una coalizione “semaforo” con i liberali dell’Fdp e i Verdi la mattina dopo la vittoria elettorale del suo partito. «Tre partiti hanno vinto ieri e hanno così ricevuto il mandato» di formare un nuovo governo«Spd, Verdi e Fdp», ha detto il ministro delle Finanze parlando alla sede dei socialdemocratici a Berlino.

Di certo c’è che ci vorrà una coalizione a tre. E questo dà un potere inedito ai due partiti «minori»: Verdi e Fdp, con i liberali che già ieri sera hanno fatto agli ambientalisti «l’offerta», subito accettata, di trattative dirette a due, indipendenti da quelle del possibile partner di maggioranza.

Esclusa la riedizione della «grande coalizione» con o senza terzo incomodo (non la vuole né l’Spd né la Cdu), e con il pessimo risultato della Linke, le alleanze possibili restano appunto quella «semaforo», la più probabile (dai colori dei partiti: il rosso di Spd, i Verdi e il giallo di Fdp) e la «Giamaica» (cioè il nero di Cdu/Csu, i Verdi, e Fdp).

Da oggi le forze politiche avvieranno le loro trattative. Hanno promesso tutti di volerle portare a termine velocemente, perché le urgenze per il Paese sono tante e «tutta l’Europa guarda alla Germania».

L’ultima volta, nel 2017, ci sono voluti sei mesi di discussioni puntuali per trovare una maggioranza. Intanto resterà in carica la cancelliera Angela Merkel: in molti si chiedono se toccherà ancora a lei pronunciare il discorso di capodanno. Ieri Scholz ha promesso che il nuovo governo arriverà prima di Natale.

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