Droghe

Cannabis, si potrà coltivare in casa. Alla Camera la nuova legge ma la maggioranza si spacca

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Cannabis, si potrà coltivare in casa. Alla Camera la nuova legge ma la maggioranza si spacca

La commissione Giustizia della Camera ha adottato il testo base che depenalizza la coltivazione di massimo 4 piante di cannabis. Lo annuncia Mario Perantoni, deputato 5 stelle e relatore del Ddl. “La coltivazione in casa di canapa è fondamentale per i malati che ne devono fare uso terapeutico e che spesso non la trovano disponibile oltre che per combattere lo spaccio ed il conseguente sottobosco criminale”. Il provvedimento ha visto l’astensione di Italia Viva e il voto favorevole di Pd, M5s, LeU e +Europa. Il centrodestra ha votato compatto contro l’adozione del testo ad esclusione del deputato liberal di Fi Elio Vito che su Twitter scrive: “Testo base Ddl Perantoni approvato! Ringrazio il mio gruppo, Forza Italia alla Camera, ed il capogruppo Roberto Occhiuto di avermi dato l’opportunità di manifestare il mio voto favorevole, in coerenza con la mia storia e le mie convinzioni radicali ed antiproibizioniste”.

Il testo adottato è la sintesi delle tre proposte di legge depositate rispettivamente da +Europa, M5s e Lega in commissione Giustizia della Camera.  La novità più importante riguarda la non punibilità della coltivazione di piccole quantità. Di fatto, con il nuovo Ddl viene legalizzata la coltivazione per uso personale di massimo quattro piante “femmine” di cannabis. Vengono depenalizzati anche i “fatti di lieve entità” attraverso una distinzione tra le varie tipologie di stupefacenti. Nel caso sia una persona tossicodipendente a commettere il reato di produzione o spaccio, il testo dà la possibilità di sostituire la pena del carcere con i lavori socialmente utili. Il provvedimento, infine, aumenta le pene in caso di associazione a delinquere e spaccio nei confronti di minorenni.

 

Non solo la conversione in legge del decreto sul Green Pass in discussione alla Camera, la maggioranza si spacca anche sulla cannabis. Una questione che riporta alla luce le antiche divisioni tra proibizionisti e antiproibizionisti. Del primo gruppo fanno parte Pd, M5s, LeU, +Europa e il deputato forzista Elio Vito: tutti favorevoli al Ddl adottato come testo base in Commissione Giustizia. Dall’altra parte, invece, il centrodestra torna compatto sul no alla depenalizzazione. I governisti di Lega, Fi e Coraggio Italia, infatti, hanno votato contro il provvedimento insieme all’opposizione di Fratelli d’Italia. Mentre i renziani di Italia Viva – anche loro al governo – hanno optato per l’astensione.

“Pd e 5 Stelle vivono su un altro pianeta. C’era l’esultanza perché in commissione alla Camera è passata la possibilità di coltivarsi la cannabis a casa”, attacca da Catanzaro Matteo Salvini. “Una di quelle riforme che il Paese aspettava”, ha aggiunto ironicamente il leader della Lega parlando del testo base sulla cannabis. “Sì, caro Salvini. Allontanare i cittadini dalle piazze di spaccio è una priorità”, risponde Riccardo Magi di +Europa, da sempre favorevole alla legalizzazione della cannabis. “Per noi la sicurezza non è solo uno slogan. Il leader della Lega preferisce che a coltivarla sia la ‘ndrangheta?”, attacca su Twitter. Il deputato, subito dopo l’ok della commissione Giustizia, aveva anche auspicato un’approvazione rapida da parte del Parlamento: “È un primo passo nella giusta direzione ma ora è necessario che la maggioranza che oggi ha approvato il testo base si impegni a farlo arrivare in aula evitando che il testo resti soffocato in commissione tra i molti provvedimento governativi in arrivo. Serve la volontà politica per individuare una corsia”. Anche il Pd, tramite Marco Furfaro, esprime soddisfazione per l’adozione del testo: “Una norma di civiltà per i malati che ne devono fare uso terapeutico e fondamentale per combattere la criminalità organizzata. Ora avanti in aula”, scrive su Twitter il dirigente dem. Ma a stretto giro arriva anche la presa di posizione di Lega e Fratelli d’Italia, con la prima che parla “preludio alla legalizzazione” e i secondi che spiegano come il Ddl finirebbe “inevitabilmente per favorire il consumo di droga oltre a promuovere comportamenti pericolosi che minacciano il diritto alla salute sancito dalla nostra Costituzione”, scrivono le deputate di FdI Carolina Varchi e Maria Teresa Bellucci. “Le nostre proposte, contenute nel provvedimento Droga zero, sono rimaste infatti inascoltate ma da parte nostra resta la ferrea convinzione che chi vende droga vende morte, e continueremo a battagliare per difendere questo principio”, scrive in una nota il deputato leghista Roberto Turri.

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