Giustizia

Il caso Grillo irrompe alla Camera

Beppe Grillo in difesa del figlio

Ciro Grillo

Il controverso video di Beppe Grillo a difesa del figlio Ciro, coinvolto in un caso di presunta violenza sessuale, irrompe nell’Aula di Montecitorio. Alla Camera, i partiti di centrodestra attaccano, chiedendo chiarimenti in merito. Anche il capogruppo di Leu Federico Fornaro ha condannato il video del fondatore del M5s. Dopo l’intervento della deputata di Fratelli d’Italia Lucaselli, che ha chiesto la convocazione immediata della conferenza dei capigruppo sul tema, sono arrivate parole dure anche dalla parlamentare della Lega Laura Ravetto. «Una donna deve sempre dare il consenso espresso e trovare il coraggio di denunciare anche dopo mesi e nessuno può mettere in discussione questo principio. Neanche Grillo», ha detto.

«Non siamo giustizialisti con gli altri e garantisti con i figli, denunciamo quel video non per lotta politica, ma per non vanificare la lotta per i diritti delle donne. Il video di Grillo è di una gravità inaudita», ha aggiunto Ravetto, «E poi non è Grillo che in questi anni ha detto di avere cieca fiducia nella magistratura? Voi avete questa fiducia solo quando si tratta di casi che coinvolgono i vostri avversari politici. Noi della Lega rimaniamo garantisti, ma condanniamo la spettacolarizzazione di un evento che coinvolge due giovani donne. Speriamo», ha concluso la deputata del Carroccio, «che alla denuncia di tutti i movimenti si aggiunga anche quella delle donne simboliche del M5s, come la Raggi: spendano una parola per i temi di dignità femminile».

All’appello di Ravetto, si è unita anche la deputata di Italia Viva Lucia Annibali: «Il video di Grillo lascia sgomenti per i toni. Non possiamo tollerare parole e toni che denotano ignoranza sul nostro stato di diritto». Il deputato pentastellato Davide Crippa, da parte sua, ha evidenziato che la «vicenda è complessa e dolorosa perché coinvolge diverse famiglie che stanno vivendo una situazione drammatica. La vicenda è al vaglio la magistratura che rispettiamo, sta alla giustizia fare il suo corso», ha detto il deputato, che invita a distinguere «la vicenda personale di un padre coinvolto e quella del Movimento».

 

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