Centrosinistra

Nasce Italia Più 2050. Il partito di Conte che sostituirà il M5s; ma che lascerà fuori i casaleggiani.

Giuseppe Conte

Si chiama “Italia Più 2050”. “Italia” è in stampatello. Il “più” è corsivo, che da un punto di vista grafico vuol dire che sta proprio lì la differenza. Il simbolo è un tondo in campo verde con una strisciolina stilizzata e tricolore che lo attraversa. Spariscono le stelle, il giallo e quel che di sol dell’avvenire che poteva evocare il simbolo del Movimento. È la prima ipotesi di lavoro del nuovo soggetto politico a cui stanno lavorando in gran silenzio e lontano dai riflettori Beppe Grillo e Giuseppe Conte.

Il progetto doveva essere presentato entro l’inizio di primavera (21 marzo) ma il dinamismo del quadro politico dove tutto sta cambiando, implodendo e rinascendo alla velocità della luce ma nulla è ancora definitivo, ha suggerito di rinviare a dopo Pasqua. Nella speranza che la situazione si cristallizzi un po’, ovunque, da destra a sinistra e dentro il Movimento dove l’ordine di non partecipare ai talk show e, nel caso, con tanto di istruzioni di bon ton di per sé degne della peggiore censura, comincia a dare qualche sofferenza nei gruppi parlamentari. Così come il sospetto e il timore che Grillo e Conte prendano decisioni anche impopolari, troppo radicali e comunque non condivise ed elaborate insieme alla base e ai parlamentari.

Il documento di due pagine di cui il Riformista è entrato in possesso tramite fonti parlamentari è uno schema molto sintetico, e quindi divulgativo, di quello che dovrebbe il nuovo Movimento. Un’ipotesi su cui si stanno esprimendo al momento, i pezzi grossi del Movimento e la pattuglia di governo. Nulla a che vedere con i temi più ostici, il regolamento, lo statuto, il trattamento economico dei parlamentari e il rapporto con la piattaforma Rousseau e Davide Casaleggio. Sarà divorzio consensuale o giudiziario? La vita e anche l’evoluzione del Movimento è nel guado insidioso ed assai poco politico delle carte bollate. Anche i custodi più attenti del regolamento e dello statuto si stanno convincendo che la situazione è così intrecciata da disperare nel trovare una soluzione. Anche il professor Conte è al lavoro su questo. È chiaro che finché non si risolve il contenzioso con Casaleggio (chiede 450 mila euro di arretrati) il progetto politico non può camminare. Casaleggio ha bloccato la piattaforma Rousseau e l’insediamento di Conte può passare solo da qui.

Ma torniamo al volantino/programma. Se ogni traccia grafica e cromatica del Movimento sembra dissolta, si riconoscono subito i tipici toni divulgativi e anche un po’ velleitari. «È giunto il momento di andare lontano» è l’incipit. «Guidati dai valori dell’inclusione e della solidarietà, vogliamo contribuire a dare forza ad una nuova visione di sviluppo sostenibile per l’Italia che miri al 2050». Riconosci l’ambizione nel distico sotto il simbolo: “Formazione alla democrazia, solidarietà e responsabilità”. Che echeggia un po’ il nobilissimo grido “liberté, egalité, fraternité ou la mort” di rivoluzionaria memoria. La firma è piccola in alto: “by Parole Guerriere”. Ed è l’unico indizio che conduce a Beppe Grillo le cui parole guerriere emozionarono le piazze prima nel 2013 e poi nel 2018 quando il Movimento toccò il 33%. Mai, nelle due pagine, si trova la parola partito. Si cerca di definire la missione: «Italia Più è lo strumento per costruire l’Italia del dopo», dopo la pandemia quando il mondo, in una visione un po’ apocalittica ma neppure troppo, non sarà più quello di prima. E tramite «una transizione mite e coraggiosa» già iniziata con l’istituzione del ministero della Transizione ecologica di cui Grillo rivendica la nascita.

Non si parla di partito ma di “organizzazione” il cui primo obiettivo è una non meglio definita «ritrovata unità tra tutti i corpi intermedi della società», una sorta di nuova alleanza tra le varie formazioni sociali che s’interfaccia con pubblico e privato. Un nuovo soggetto politico al tavolo delle grandi decisioni. L’organizzazione è definita “democratica”, è presente «in modo capillare in tutto il territorio», è animata da «idee lungimiranti» in grado di dare voce a tutti con «con messaggi chiari». L’organizzazione avrà sedi fisiche in ogni angolo del paese, evoluzione si presume delle vecchie sezioni di partito. Gli attori di questa organizzazione che vengono appellati “compagni”, sentono su di sé la «responsabilità personale e planetaria di mettere a disposizione tutti i mezzi materiali e immateriali (quindi anche la rete ma non si dice come, ndr) per creare luoghi di incontri sui territori» chiamate «oasi verdi di formazione permanente dove la porta è sempre aperta».

L’obiettivo di “Italia Più” è ambizioso: «Correggere il nostro sistema sociale ed economico per creare e donare un futuro sostenibile alle prossime generazioni sul nostro buon pianeta». Per farlo occorre coinvolgere tutti, gli scettici, i delusi e i più giovani. È un dovere “etico e morale”. Con tanto di appello finale, un call to action generale: «Unisciti a questa impresa: la consapevolezza ha bisogno di compagni!». Sostantivo neutro, non declinato nel genere.
Organizzazione. Obiettivi. E Programma. Sono dodici punti che rendono chiara l’operazione politica che sta tentando Grillo: trasformare i 5 Stelle nel primo vero grande partito verde italiano «per la promozione dello sviluppo sostenibile in Italia». Del resto, la prima delle 5 stelle era proprio l’ambiente. Poi s’è persa un po’ per strada. Il modello di riferimento però sembra essere quello tedesco, dove i Verdi hanno una politica che non sempre coincide con le istanze della sinistra. Ad esempio sulla sicurezza e sui migranti. E i No ideologici sono stati sostituiti da proposte realizzabili su rifiuti, energia e infrastrutture.

L’elemento unificatore è la parola “Più”. «Transizione ecologica» significa «Più benessere per il pianeta e per le persone». «Salute integrale» è uguale a «più benessere fisico e mentale», più sanità, più prossimità, più sport. Imprese e fisco si portano dietro «più incentivi per le imprese e più equità fiscale», cioè «pagare meno, pagare tutti». Anche il lavoro si declina con «lavorare meno, lavorare tutti». La giustizia con «più rapidità nei processi» e la sicurezza con «più legalità e più investimenti per la lotta alla mafia e alla corruzione». Alla voce Unione europea si trova: «Più unione dei popoli, costituzione europea, potestà legislativa al Parlamento europeo e riforma dello Statuto della Bce». Siamo ai titoli. Ed è solo una bozza. Grillo tenta di rinascere per la terza volta. Giuseppe Conte sarebbe il leader e candidato premier di questo progetto. In attesa che Casaleggio sblocchi la piattaforma Rousseau.

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