
Il centrodestra unito e la delegazione di M5s sono stati a colloquio con il capo dello Stato. M5s non chiude all’ipoesi di un nuovo governo anche con Iv (“partire dall’attuale maggioranza”) a patto che sia guidato da Giuseppe Conte. Plaude Italia Viva: “Le dinamiche interne al M5s le lasciamo a loro. Noi abbiamo chiesto ieri che ci sia atteggiamento chiaro degli altri partiti di maggioranza verso di noi per una maggioranza politica seria. Mi sembra che la risposta sia stata coerente: verificheremo i passaggi successivi“, dice Ettore Rosato, presidente di Iv, dopo l’apertura della delegazione M5s. “Dopodiché noi – vogliamo essere chiari – abbiamo detto che dobbiamo confrontarci sui contenuti perché il governo è caduto sull’incapacità di fare le cose. Non si può dire che è andato tutto bene. Se ci confrontiamo con molta schiettezza può nascere un governo più forte di prima”. Ma l’apertura del capo politico crea la reazione di alcuni esponenti M5s a partire da Alessandro Di Battista: “Prendo atto che oggi la linea è cambiata. Io non ho cambiato opinione. Tornare a sedersi con Renzi significa commettere un grande errore politico e direi storico. Significa rimettersi nelle mani di un “accoltellatore” professionista che, sentendosi addirittura più potente di prima, aumenterà il numero di coltellate. L’ho sempre pensato e lo penso anche adesso. Se il Movimento dovesse tornare alla linea precedente io ci sono. Altrimenti arrivederci e grazie“. “Mi auguro che il M5s trovi una sintesi interna”, è il commento in proposito di Rosato. Anche Barbara Lezzi va all’attacco: “La posizione del M5s su Renzi “è un repentino cambio di linea al quale, per essere legittimato, deve seguire un voto degli iscritti. I due governi formati dal 2018 hanno visto centrale il voto dei nostri iscritti. Anche in questo caso è necessario”. Lezzi commenta così un tweet del deputato Emilio Carelli che diceva: “Il M5s ha definito la linea per il Colle: no a veti su Italia Viva, ma avanti con Giuseppe Conte”.
La posizione di M5s – “Si può accettare che ci siano veti o personalismi? Oppure è il momento della responsabilità e di fare un passo avanti e farlo tutti insieme?”. Lo ha detto il capo politico di M5s Vito Crimi, al termine del colloqui con il presidente Mattarella al Quirinale. “Al presidente Mattarella abbiamo reso la nostra disponibilità ad un confronto con chi ha a cuore l’interesse del Paese, per un governo politico a partire dalle forze di maggioranza” attuali “ma con un patto di legislatura. L’unica persona in grado di presiedere questo governo, per il M5S è Giuseppe Conte”.”Stamattina – ha raccontato – ho trovato sul mio cellulare un messaggio di un sindaco, non del messaggio. “Ciao Vito come sindaco di un piccolo comune di montagna, per giunta terremotato, fatico a capire cosa sta accadendo. Non meritiamo quello che stiamo vivendo, c’è bisogno di satbilità, di rimboccarci le maniche e elavorare, ci vuole un nuovo corso. Solo lavorando seriamente potremo rialzarci. C’è un’Italia piena di energia che vuole lavorare”. Parole, quelle di Crimi, che hanno scatenato l’ira di Alessandro Di Battista. “Prendo atto che oggi la linea è cambiata. Io non ho cambiato opinione. Tornare a sedersi con Renzi significa commettere un grande errore politico e direi storico. Significa rimettersi nelle mani di un “accoltellatore” professionista che, sentendosi addirittura più potente di prima, aumenterà il numero di coltellate. L’ho sempre pensato e lo penso anche adesso. Se il Movimento dovesse tornare alla linea precedente io ci sono. Altrimenti arrivederci e grazie”.
Il centrodestra unito al Colle – “Abbiamo espresso preoccupazione – ha detto Matteo Salvini – per qusto governo incapace: serve soluzione rapida. Abbiamo riproposto al Presidente la richiesta di elezioni. Quindi un governo con programma coeso e maggioranza solida. Piena disponibilità a collaborare su provvedimenti utili a italiani. No ad appoggio di questa maggioranza”.
“Al Presidente della Repubblica – ha spiegato Salvini – è stata quindi confermata la nostra richiesta di valutare l’ipotesi di scioglimento delle Camere e del ricorso ad elezioni. Il centrodestra auspica che sia così offerta agli italiani la possibilità di dare vita in breve tempo ad un governo coeso con un programma comune condiviso dagli elettori e con una maggioranza forte per affrontare in tempi brevi i gravi problemi della nazione”. “La delegazione unitaria del centrodestra, che rappresenta la maggioranza del Paese e governa 14 regioni su 20, ha espresso al presidente della Repubblica la comune preoccupazione per la situazione sanitaria, economica e sociale in cui versa l’Italia, situazione che è stata aggravata da un Governo incapace e nato da un accordo di palazzo. La crisi, causata dai litigi, dalla vanità e dagli interessi personali di chi stava al governo, necessita di una soluzione rapida e incisiva”.
Incarico esplorativo a Roberto Fico che riferirà al Colle martedì. E’ l’esito del giro di consultazioni del capo dello Stato conclusosi dopo l’apertura della crisi da parte di Iv e le dimissioni del presidente Conte. “Ringrazio il presidente della Repubblica per la fiducia”. Mi ha dato un incarico esplorativo “volto a verificare la prospettiva di una maggioranza parlamentare a partire dai gruppi che sostenevano il precedente governo“, ha detto il presidente della Camera dopo il colloquio con il presidente Sergio Mattarella. “Nei prossimi giorni sarò impegnato nel confronto con gli esponenti di queste forze politiche. Il momento è molto delicato per il Paese, siamo chiamati ad affrontarlo con la massima responsabilità per dare risposte urgenti che i cittadini attendono”.
Le emergenze del Paese – ha detto Mattarella prima della convocazione del presidente della Camera al termine del terzo giorno di consultazioni – “possono essere fronteggiate soltanto attraverso l’utilizzo rapido ed efficace delle grandi risorse predisposte dall’Ue. Com’è evidente le tre emergenze sanitaria, sociale, economica, richiedono immediati provvedimenti di governo”.“E’ doveroso – ha detto il capo dello Stato – dar vita presto a un governo con un adeguato sostegno parlamentare” in un “momento così decisivo”. “E’ emersa la prospettiva di una maggioranza politica composta a partire dai gruppi che sostenevano il governo precedente. Questa possibilità va peraltro doverasamente verifcata”, ha detto il capo dello Stato.
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Il presidente della repubblica, Sergio Mattarella, ha incaricato il presidente della Camera, Roberto Fico, di verificare «una maggioranza politica composta a partire dai gruppi che sostenevano il governo precedente». Una «possibilità» che va «doverosamente verificata». Si tratta, dunque, di un mandato esplorativo: «L’Italia sta affrontando il pericolo della pandemia, c’è una pesante crisi sociale ed economica, è doveroso dare vita presto a un Governo con un adeguato sostegno parlamentare», ha detto il capo dello Stato, che dovrà concentrarsi soprattutto sul movimento di appartenenza di Fico. Sì, perché, il M5s è esploso sul mancato veto a Matteo Renzi da parte della delegazione del movimento per le consultazioni al Colle. Hanno avuto l’effetto di una deflagrazione le parole del reggente Vito Crimi: «M5s è pronto a fare la sua parte». «Può oggi il paese accettare che sia il momento dei veti, dei personalismi, dell’arroccarsi sulle proprie posizioni?», ha spiegato. «O piuttosto chiede che sia il momento della responsabilità e della condivisione?» Di qui «lo spirito collaborativo, per un governo politico che parta dalle forze di maggioranza che hanno lavorato in questo ultimo anno e mezzo insieme. Ma con un patto di legislatura chiaro davanti ai cittadini e che sia affrontato con lealtà».
«Se ci confrontiamo con molta schiettezza può nascere un governo più forte di prima», ha accolto con favore la notizia, Ettore Rosato, presidente di Iv. Diversamente da autorevoli esponenti pentastellati che hanno aperto il fuoco di fila: «Leggo che siamo più dorotei dei dorotei. Io no!», ha sbottato Nicola Morra (M5s), presidente della Commissione Antimafia. «Un repentino cambio di linea. I due governi formati dal 2018 hanno visto centrale il voto dei nostri iscritti. Anche in questo caso è necessario», intende pretendere la senatrice M5s, Barbara Lezzi. Sarebbero una quarantina i parlamentari M5s non disposti a nuove avventure politiche con Renzi. Tra i leader M5s, il più duro di tutti è stato Alessandro di Battista: «Il 12 gennaio scorso condivisi la linea presa dai principali esponenti del Movimento cinque stelle e scrissi queste parole: «Non so quel che farà o meno nelle prossime ore il manipolo di anti-italiani. Mi interessa quel che farà il Movimento. Ebbene io credo che se i renziani dovessero aprire una crisi di governo reale in piena pandemia, nessun esponente del Movimento dovrebbe mai più sedersi a un tavolo, scambiare una parola, o prendere un caffè con questi meschini politicanti», ha scritto. «Prendo atto», ha continuato, «che oggi la linea è cambiata. Io non ho cambiato opinione. Tornare a sedersi con Renzi significa commettere un grande errore politico e direi storico. Significa rimettersi nelle mani di un ”accoltellatore” professionista che, sentendosi addirittura più potente di prima, aumenterà il numero di coltellate». «Se il Movimento dovesse tornare alla linea precedente», ha concluso, «io ci sono. Altrimenti arrivederci e grazie».
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