Centro

Sulla crisi di governo …

Nasce Italia Viva, i renziani si scindono dal Pd

Matteo Renzi

Su La Repubblica di questa mattina c’è un articolo a firma di Stefano Folli dal titolo “Renzi ed il fascino del palcoscenico”.
Sembrava un articolo come tanti volto a denigrare l’ex premier, poi entrando nel dettaglio il giornalista analizza i motivi della mancata soluzione della “crisi-non-crisi” e soprattutto come mai non sono riusciti a bloccare il “manipolo” di Italia Viva.
Una cosa è certa benché siano pochi e dal futuro fortemente “incerto” sono fermi sulle loro posizioni e tengono il “più amato dagli italiani” sull’orlo l precipizio.
Scrive il giornalista:”Se avessero aspirato a un piccolo rimpasto lo avrebbero ottenuto da un pezzo; se si fossero limitati a chiedere una revisione del Recovery plan (la cui prima stesura era apparsa a tanti gravemente insufficiente) sarebbero stati facilmente accontentati; se avessero avuto paura delle elezioni, avrebbero smesso di tirare la corda. Il fatto che non sia successo niente di tutto questo, dimostra che i motivi della frattura non sono così banali come si è voluto accreditare”.
Anche il buon Bersani (ormai incapace di dirigere alcunché) sull’onda dei populismo antirenziano ha avuto modo di ribadire che “è da irresponsabili provocare la caduta del governo nel mezzo della pandemia”.
A questo punto Folli si chiede:” un esecutivo inefficiente e una maggioranza sfilacciata non sono meno negativi per il Paese?”
Zingaretti forse pensava che sarebbe bastato qualche ammiccamento a Renzi per farlo “rientrare” dai suoi propositi, sottovalutando anche il fatto che all’interno dello stesso PD siano presenti umori contrastanti.
Chi pensa che Renzi sia solo Italia Viva non ha capito nulla.
Non ci sarà “Crisi Pilotata” con reincarico al “più amato dagli italiani” e, continua il giornalista, “si sta andando in quella direzione, visto che la miscela di minacce e seduzioni non ha ottenuto gli effetti sperati. Peraltro l’operazione “responsabili” si è rivelata un’avventura un po’ scombinata. Pochissimi hanno voglia di sacrificarsi per la nave di Palazzo Chigi, già coricata su un fianco. E il premier non dispone di una forza politica propria, non è in grado di promettere granché ai potenziali transfughi. È noto poi che il Quirinale non ha mai visto di buon occhio questa ricerca di voti casuali in Parlamento: anche in caso di successo vorrebbe dire avere una maggioranza molto precaria nel momento in cui l’Italia è chiamata al compito storico di non disperdere le risorse del Recovery”.
Questa la realtà dei fatti, un analisi precisa e dettagliata della cronaca di oggi, senza parlare bene o male di qualcuno.
Complimenti Sig. Stefano Folli, giornalista con la “G” MAIUSCOLA.

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