Economia

Governo Conte II: sedicesimo mese

Governo Conte II sedicesimo mese

Roberto Speranza

Legge bilancio. Dopo aver ottenuto, lo scorso 23 dicembre, la fiducia alla Camera, la legge di Bilancio 2021 ha passato anche il vaglio del voto al Senato, è stata promulgata dal Presidente della Repubblica e pubblicata come legge 178 del 30/12/2020 in Gazzetta Ufficiale. Ora che, dunque, i giochi sono fatti, vi proponiamo la versione finale del testo del Piano Transizione 4.0 nella versione in “commi” dell’articolo 1. Si tratta di una versione identica a quella presentata a novembre, eccezion fatta per l’aggiunta del comma 1066 relativo al finanziamento del Cursa. Via libera definitivo alla Legge di bilancio 2021 approvata anche dal Senato, che ha confermato la fiducia al governo sulla Manovra, con 156 voti a favore, 124 contrari e nessun astenuto. Superato l’ultimo step, oggi 30 dicembre, il provvedimento è legge.  Il 27 dicembre era stata approvata dalla Camera con 298 sì, 125 contrari e 8 astenuti. La palla era poi passata al Senato per l’ok definitivo, che doveva avvenire entro il 31 dicembre per evitare l’esercizio provvisorio. Un testo arrivato sui banchi dei senatori blindato, pronto per ottenere la fiducia, accordata poi il 30 dicembre. Si attende ora la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, dopo la firma del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Questo è il mio ultimo anno al Quirinale” e sarà un anno interamente dedicato alla ripartenza dell’ItaliaSergio Mattarella chiude con quest’assicurazione personale il suo sesto discorso agli italiani. Ripartenza è infatti la parola chiave di un messaggio sobrio, a tratti doloroso, ma che in appena 14 minuti ha sferzato la politica chiedendo uno scatto morale che allontani i partiti dalla tentazione di capitalizzare “illusori interesse di parte”. Un accenno forse ai venti di crisi che agitano la maggioranza in questi giorni di festa e che non sarebbero compresi dentro un’emergenza che non ha precedenti nel dopoguerra. Il presidente della Repubblica, per la prima volta apparso ai cittadini in piedi di fronte al cortile d’onore del Quirinale con la mascherina in vista appoggiata sul leggio, è andato subito al sodo attaccando il tema del giorno, il negazionismo sui vaccini: “la scienza ci offre l’arma più forte, prevalendo su ignoranza e pregiudizi. Vaccinarsi è una scelta di responsabilità, un dovere. Tanto più per chi opera a contatto con i malati e le persone più fragili”, scandisce con estrema serietà il capo dello Stato.

Chiusa la parentesi estranea alla riforma del MES, dopo quello della Camera è arrivato anche il via libera del Senato alla risoluzione che dà il mandato al premier per il Consiglio europeo con 156 voti favorevoli e 129 contrari. Un semaforo verde nonostante i voti contrari di una parte dei senatori del Movimento 5 Stelle, posizioni che nei giorni scorsi avevano fatto temere per la tenuta della maggioranza. Tensioni analoghe (anche se con margini meno rischiosi, 314 sì e 239 no) hanno segnato anche il voto della Camera con 13 ribelli nel gruppo M5S. Anche il Centrodestra, che aveva annunciato il no compatto, ha visto qualche defezione eccellente come quella di Renato Brunetta, Renata Polverini e Andrea Cangini. Giuseppe Conte supera lo scoglio parlamentare del mandato sulla riforma del MES ma resta impigliato per la governance del Recovery Fund dopo l’altolà di Italia Viva . Da Matteo Renzi nel passaggio al Senato è infatti arrivato un attacco preciso sulla proposta fatta in Consiglio dei Ministri per la cabina di regia e la gestione delle risorse dell’UE. In un dibattito a tratti surreale, la riforma del Meccanismo di stabilità passa in secondo piano e il senatore toscano sfrutta la scena del dibattito in diretta TV per lanciare la minaccia di non votare il progetto portato in Consiglio dei Ministri. “Non scambieremo il nostro sì alla proposta di governance arrivata nottetempo in cambio di uno strapuntino. Se questo verrà inserito nella legge di bilancio senza far discutere il Parlamento voteremo contro” urla in aula Renzi che accusa il premier di imboccare i giornali raccontando falsi retroscena della trattativa.

Si apre, si chiude, si rivede, ci si ripensa su, e poi di nuovi daccapo. Il governo fa marcia indietro e avanti. Parte in quinta e poi mette la retromarcia. L’argomento: spostamenti tra comuni. Il divieto il giorno di Natale, 25 dicembre, quello di Santo Stefano, il 26 dicembre, e il giorno di Capodanno. Almeno questo era stato previsto dal dpcm. Bufera subito dopo la presentazione in conferenza stampa del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e polemiche mai sopite. L’apertura ieri: forse il divieto sarà revocato. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio spinge per permettere gli spostamenti. Definisce il divieto “assurdo”, come se stesse parlando di un altro governo, non del governo di cui fa parte. Insomma si spinge sull’acceleratore da una parte e dall’altra si tira il freno a mano. Il ministro della Salute Roberto Speranza in un’intervista a Repubblica è di tutt’altro avviso rispetto al collega grillino. L’accordo finale nel governo è quello di una zona rossa nazionale dal 24 dicembre al 6 gennaio, nei giorni festivi e prefestivi. Per gli altri giorni feriali, invece, zona arancione (28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio). In tutto ci saranno 10 giorni di lockdown totale mentre altri 4 saranno di parziali chiusure. Resta inoltre il divieto di muoversi in più di due persone, in deroga al blocco della circolazione. Di fatto, si potranno invitare due persone senza contare gli under 14. E sarà possibile andare da parenti e amici anche nei giorni rossi. La bozza del decreto all’esame del Cdm, iniziato poco dopo le 18, ‘apre’ alla possibilità di fare visita agli amici durante le festività. Nel testo infatti non è specificata la necessità che vi sia un grado di parentela, come invece era stato ventilato, per consentire le visite. Fermo restando che a soltanto 2 persone è permesso spostarsi verso abitazioni private con la ‘deroga’ per gli under 14 che non vengono conteggiati. Misure dal 7 gennaio, zona rossa, scuola, restrizioni per arginare il coronavirus. La riunione tra il premier Giuseppe Conte e i capidelegazione della maggioranza prevista oggi è appena iniziata, per un confronto sull’emergenza Covid e sulle nuove eventuali misure da adottare a partire dal 7 gennaio. Lo si apprende da fonti della maggioranza. Anche il ministro per la Salute, Roberto Speranza, è collegato, così come i membri del Comitato tecnico scientifico. Dovrebbe essere presente anche il ministro Francesco Boccia, per gli Affari regionali.

Il decreto Ristori è stato approvato dal Senato dopo il voto di fiducia dell’Aula di Palazzo Madama con 154 voti favorevoli e 122 contrari. Il provvedimento comprende al suo interno anche i testi dei decreti Ristori bis, ter e quater, per un valore complessivo corrispondente a 19 miliardi nel 2020 e ad altri 8 miliardi nel 2021. Il decreto approvato al Senato comprende i ristori per le attività colpite dalle nuove chiusure causate dall’emergenza Covid-19. Il provvedimento passerà ora all’esame della Camera, ma l’iter sembra blindato considerando la scadenza del 27 dicembre e l’impossibilità di modificare il testo e farlo poi tornare al Senato per un nuovo passaggio. Andiamo a vedere quali sono le novità del dl Ristori su bollette, mutui, tasse e altro. La Camera ha approvato con 280 voti a favore 176 contrari il decreto Ristori che diventa legge. Il via libera definito al provvedimento che accorpa i quattro decreti varati a partire da fine ottobre, e su cui il governo aveva posto la fiducia, è arrivato nel testo già licenziato lo scorso mercoledì dal Senato.  Diverse le misure per la sanità, dall’autorizzazione della spesa di 30 milioni per permettere l’esecuzione di 2 milioni di test antigenici rapidi da parte di medici di famiglia e pediatri di libera scelta, fino all’indicazione dell’adozione di un tetto di spesa massimo per i tamponi rapidi e test sierologici presso le strutture private accreditate. Sempre ai privati accreditati, che hanno sospeso l’attività per effetto del Covid, le Regioni potranno riconoscere fino ad un massimo del 90% del budget loro assegnato per il 2020.

Partono le vaccinazioni. In totale l’Italia ha opzionato 202 milioni di dosi, il 13,4% dell’Ue, “dotazione sufficiente per poter potenzialmente vaccinare tutta la popolazione e conservare delle scorte”. Novità importanti arrivano dall’Inghilterra per il vaccino sviluppato da AstraZeneca e dall’Università di Oxford: è “efficace al 95%”, come quelli già approvati di Pfizer e Moderna, “ed è in grado di eliminare al 100%” i sintomi gravi che portano ai ricoveri per Covid-19, dice al Sunday Times Pascal Soriot, ad di AstraZeneca. Secondo il domenicale, il via libera delle autorità britanniche al vaccino arriverà “entro giovedì” mentre la sua distribuzione dovrebbe avvenire a partire dal 4 gennaio.

Sono usciti dal porto di Bengasi i due pescherecci della flotta di Mazara del Vallo ‘Medinea’ e ‘Antartide’ con 18 uomini di equipaggio, liberati ieri dal governo del generale libico Haftar. Il ritardo è stato causato dalla necessità di ricaricare le batterie delle imbarcazioni rimaste ferme dopo il sequestro avvenuto il primo settembre scorso. La partenza è stata comunicata dal comandante del motopesca ‘Medinea’, Pietro Marrone, al suo armatore. Le due imbarcazioni faranno adesso rotta verso Mazara; l’arrivo è previsto nella giornata di domenica.

Nel tardo pomeriggio del 18 dicembre, il Senato ha definitivamente approvato il decreto che modifica i cosiddetti “decreti sicurezza” voluti dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, già approvato dalla Camera dei deputati il 9 dicembre. Il nuovo decreto elimina le dure misure restrittive sull’immigrazione e l’integrazione che erano entrate in vigore tra il 2019 e il 2018: ha reintrodotto di fatto la “protezione umanitaria” (chiamata “protezione speciale”) per i richiedenti asilo e ha ridotto le multe per le ong che soccorrono i migranti in mare. La modifica è stata approvata con 153 voti a favore, 2 contrari e 4 astenuti i nuovi Decreti Sicurezza vengono approvati in via definitiva al Senato.

Fra sabato 19 e domenica 20 dicembre diversi paesi europei hanno deciso di sospendere i collegamenti con il Regno Unito per via delle preoccupazioni su una nuova variante del coronavirus SARS-CoV-2, isolata dagli scienziati britannici e che potrebbe diffondersi con più facilità rispetto a quella circolata finora in Europa. Secondo un calcolo di Politico i paesi che hanno introdotto restrizioni agli spostamenti da e per il Regno Unito sono almeno 15: fra questi ci sono soprattutto Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Belgio. Nei prossimi giorni la situazione sarà ulteriormente complicata dall’uscita definitiva del Regno Unito dall’Unione Europea, che avverrà l’1 gennaio 2021. Al momento fra le due parti non è ancora stato trovato un accordo commerciale, e nonostante i passi in avanti degli ultimi giorni la prospettiva di un no deal è ancora aperta, come sottolineato ieri sia dai negoziatori britannici sia da quelli europei.

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