Società

2020, un anno di morti eccellenti

Diego Maradona, Rossana Rossanda, Luis Sepulveda, Franca Valeri, Ennio Morricone e Lidia Menapace.

Giornalisti. Italo Moretti, come radiocronista e poi inviato speciale si occupò di sport, cronaca, politica interna, politica estera. Nel 1976, passò alla redazione del TG2 per volontà di Andrea Barbato dove continuò a dedicarsi alle complesse realtà del Sudamerica e alle vicende politiche di Portogallo e Spagna, alternando l’esperienza di inviato speciale con la conduzione della edizione principale del telegiornale. Dal 1979, sempre per il TG2 fu cronista dalle vicende nicaraguensi e della guerra civile nel Salvador. Nel 1987 divenne vice-direttore del TG3, di cui fu poi direttore nel 1995, dal 1996 al 1998 fu condirettore della testata regionale della Rai. È morto dopo un incidente stradale. Giampaolo Pansa è stato un giornalista che ha scritto per Il Giorno, La Stampa, la Repubblica e il Messaggero e per i periodici Espresso, Epoca e Panorama. è  deceduto a Roma a causa di una leucemia. Giulietto Chiesa è stato vice presidente dell’Unione Goliardica Italiana dal 1967 al 1968, occupandosi anche dell’Unuri, l’organismo rappresentativo nazionale degli studenti, e poi dirigente nazionale della Federazione Giovanile Comunista Italiana. Dal 1970 al 1979 è stato dirigente della Federazione di Genova del Partito Comunista Italiano; infine è stato capogruppo per il PCI nel consiglio provinciale di Genova dal 1975 al 1979, distinguendosi per le posizioni filo-sovietiche. Roberto Gervaso è stato corrispondente da Mosca per L’Unità e La Stampa, oltre che per il TG5, il TG1 e il TG3. È morto improvvisamente stroncato da un infarto. Roberto Gervaso Fu collaboratore di quotidiani (Il MattinoIl MessaggeroIl Gazzettinoil Giornale, sul quale tenne una rubrica di aforismi ogni lunedì, e Libero) e periodici, opinionista e commentatore politico e di costume. Fu presidente onorario della «European sexual dysfunction alliance» (ESDA). Sergio Zavoli è noto per programmi come Viaggio intorno all’uomoLa notte della RepubblicaViaggio nel Sud) sia quella letteraria e nella veste di autore vinse il Premio letterario Basilicata con Romanza (1987). Dopo il reportage Nostra padrona televisione (1994) entrò in politica con il Partito Democratico della Sinistra. Nel 1998, vince il Premio Cimitile con l’opera Ma quale giustizia? (Rai Eri – Piemme). Dal 2001, dopo Viaggio nella scuola, è assente dal piccolo schermo. È morto a Roma il 4 agosto 2020 a 96 anni. Arrivo Levi dopo la guerra tornò con la famiglia a Modena, appena in tempo perché suo padre potesse partecipare, il 2 giugno 1946, al Referendum istituzionale. Trasferitosi in Israele si arruolò volontario nelle brigate del Negev e partecipò alla prima guerra arabo-israeliana, scrivendo corrispondenze dal conflitto per i quotidiani Libertà e Gazzetta di Modena (con direttore ancora Guglielmo Zucconi), nonché per la rivista socialista Critica Sociale diretta da Ugo Guido Mondolfo. Si trasferì successivamente a Londra, dove lavorò al programma “Radio Londra” presso la BBC. Successivamente fu corrispondente del quotidiano torinese Gazzetta del Popolo. Dal 1953 al 1959 inviò le sue corrispondenze da Roma al quotidiano Corriere d’Informazione, edizione pomeridiana del Corriere della Sera. Rossana Rossanda,  storica fondatrice de Il Manifesto ed esponente di spicco dell’ala di sinistra interna maggiormente movimentista del PCI, gravitante sulla figura di Pietro Ingrao e proprio per questo denominata Ingraiana, nel 1968, proprio nel bel mezzo delle dirompenti agitazioni studentesche ed operaie, pubblicò un piccolo saggio, intitolato L’anno degli studenti, in cui esprimeva la sua adesione piena ed incondizionata alle rivendicazioni che gruppi e collettivi di sinistra – anche all’infuori dei circuiti del PCI – stavano portando avanti. A causa della loro linea politica sempre più divergente da quella dettata dalla dirigenza del Comitato Centrale, specialmente sull’occupazione della Cecoslovacchia da parte di paesi del Patto di Varsavia (a cui il manifesto non risparmiò dure parole di netta condanna), Rossana Rossanda fu radiata unitamente a tutta la sua corrente – nonostante il parere contrario del futuro segretario nazionale Enrico Berlinguer. Costituitosi poi come un partito vero e proprio in occasione delle elezioni politiche del 1972, il manifesto ottenne solo lo 0,8% dei voti e decise d’unirsi al Partito di Unità Proletaria – cioè con le parti del PSIUP e del MPL che dopo la cocente sconfitta elettorale non avevano accettato di confluire nel PCI o nel PSI -, dando vita dunque al PdUP per il Comunismo nel 1974 (che a sua volta riconfluirà poi, dopo vicende alterne, nelle file del PCI nel 1984). Cinema. Kirk Douglas è stato un attore e produttore cinematografico statunitense. Padre dell’attore Michael Douglas e del produttore Joel Douglas, nonché nonno di Cameron Douglas, nel 1999 l’American Film Institute lo inserì al 17º posto tra le più grandi star della storia del cinema statunitense. Per tutti gli anni sessanta partecipò a film di vario genere, distinguendosi ancora per la sua presenza sanguigna e decisa; tra questi si segnalano il disneyano Ventimila leghe sotto i mari (1954) di Richard Fleischer, I vichinghi (1958) di Richard Fleischer, Noi due sconosciuti (1960) di Richard Quine, L’occhio caldo del cielo (1961) di Robert Aldrich, Due settimane in un’altra città (1962) di Vincente Minnelli (1962), Solo sotto le stelle (1962) di David Miller, Sette giorni a maggio (1964) di John Frankenheimer, Carovana di fuoco (1967) di Burt Kennedy, La fratellanza (1968) di Martin Ritt e Il compromesso (1969) di Elia Kazan. Negli anni settanta e ottanta diradò la sua attività sul grande schermo; di questo periodo si ricordano, tra gli altri, Uomini e cobra (1970) di Joseph L. Mankiewicz, Un uomo da rispettare (1972) di Michele Lupo, Fury (1978) di Brian De Palma, Jack del Cactus (1979) di Hal Needham, Saturno 3 (1980) di Stanley Donen, L’uomo del fiume nevoso (1982) di George Miller e Due tipi incorreggibili (1986) di Jeff Kanew, ove apparve nuovamente in coppia con Burt Lancaster. Sean Connery è stato un attore e produttore cinematografico britannico, vincitore di un Premio Oscar, tre Golden Globe (compreso l’Henrietta Award e quello alla carriera) e due Premi BAFTA. Raggiunse la celebrità negli anni sessanta grazie al personaggio di James Bond del quale è stato il primo interprete cinematografico; la sua incarnazione dell’Agente 007 nell’omonima saga è riconosciuta dalla quasi unanimità della critica e del pubblico come la migliore in assoluto, diventando il simbolo del personaggio nato dalla penna di Ian Fleming. In questo periodo lavorò anche con registi del calibro di Alfred Hitchcock in Marnie (1964) e Sidney Lumet in La collina del disonore (1965). Joel Schumacher è stato un regista cinematografioco e nella sua carriera fu il sostituto di Tim Burton nella regia di due film ispirati al personaggio di Batman (Burton aveva diretto i primi due): Batman Forever (1995) e Batman & Robin (1997). Quest’ultimo ebbe una pessima accoglienza da parte dei critici e dai fan di Batman. Schumacher a seguito di questo fu costretto a ridimensionare i propri progetti e la Warner Bros. si trovò obbligata a fermare la produzione di altre pellicole legate al tema del supereroe di Gotham City. Diresse due adattamenti cinematografici di altrettanti successi di John Grisham: Il cliente (1994) e Il momento di uccidere (1996). Nel 2004 realizzò Il fantasma dell’Opera, tratto dal musical di Andrew Lloyd Webber, a cui fecero seguito Number 23 (2007), Blood Creek (2009) e Twelve (2010). Nel 2011 diresse Nicolas Cage e Nicole Kidman nel thriller Trespass, apprezzato al Toronto International Film Festival. Lucia Bosè  è stata un’attrice italiana naturalizzata spagnola, eletta Miss Italia 1947. Insieme a Silvana Pampanini, Gina Lollobrigida e Sophia Loren è stata una delle prime maggiorate del cinema italiano. È morta il 23 marzo 2020 a causa di una polmonite complicata dal COVID-19, dopo il ricovero in ospedale a Segovia, in Spagna.  Franca Valeri è stata un’attrice, sceneggiatrice e drammaturga italiana, di teatro e di cinema, nota per la sua lunga carriera di interprete caratterista. Appassionata di teatro musicale, nella sua carriera si è dedicata anche alla regia operistica. Franca Valeri ebbe un repertorio classico di personaggi teatrali, poi radiofonici, cinematografici e televisivi, che rappresentarono una sorta di “maschere” che impersonò spesso durante le sue rappresentazioni. I principali personaggi di Franca Valeri furono: La signorina Snob, Cesira la manicure, La sora Cecioni.  Patricia Millardet è stata un’attrice francese, naturalizzata italiana. Uno dei suoi primi ruoli fu quello di comparsa nel film Il tempo delle mele 2. Divenne famosa in Italia per aver interpretato numerosi ruoli in fiction televisive, il più noto dei quali è stato quello del coraggioso e incorruttibile magistrato Silvia Conti ne La piovra. Da protagonista lavorò anche nella fiction Il bello delle donne. Nel 1994, mentre si trovava in un night a Trinità dei Monti, fu coinvolta in una rissa con un cronista mondano; nel 20 00 patì una crisi depressiva e si ricoverò spontaneamente in ospedale; nel dicembre del 2004 minacciò di suicidarsi. Patricia Millardet è morta il 13 aprile 2020 all’ospedale San Camillo di Roma per una crisi cardiaca all’età di 63 anni. Gigi Proietti faceva parte di quella cerchia di artisti di formazione teatrale, campo nel quale ha mietuto notevole successo sin dagli inizi degli anni sessanta. Noto per le sue doti di affabulatore e trasformista, è considerato uno dei massimi esponenti della storia del teatro italiano; nel 1963 grazie a Giancarlo Cobelli esordì nel Can Can degli italiani, per poi interpretare senza sosta numerosi spettacoli teatrali sino a A me gli occhi, please, del 1976, esempio di teatro-grafia che segnò uno spartiacque nel modo di intendere il teatro, e al quale seguiranno numerosissime repliche anche con nuove versioni nel 1993, nel 1996, e nel 2000, attraversando i più importanti teatri italiani. Lo spettacolo segnò un record di oltre 500 000 presenze al Teatro Olimpico di Roma. Affermatosi come attore teatrale, ebbe anche esperienze nel campo televisivo, al quale si dedicò fugacemente tra la fine degli anni sessanta e l’inizio degli anni settanta: prese parte allo sceneggiato Il circolo Pickwick di Ugo Gregoretti, collaborazione che proseguì successivamente con esperienze televisive di minor rilevanza. Tra gli anni settanta e gli anni ottanta fu inoltre protagonista di svariati spettacoli di successo come Sabato sera dalle nove alle dieciFatti e fattacciFantastico e Io a modo mio. Verso la fine degli anni settanta ha anche aperto il Laboratorio di esercitazioni sceniche, che ha visto tra i suoi allievi numerosi personaggi divenuti poi volti noti dello spettacolo italiano. A partire dagli anni novanta, parallelamente al successo ottenuto in teatro, è stato protagonista di svariate serie televisive di successo, prima fra tutte la serie per la Rai Il maresciallo Rocca, iniziata nel 1996 e divenuta una delle serialità di maggior audience della televisione italiana, spianandogli inaspettatamente la strada verso una vera e propria seconda giovinezza. Sempre per la Rai è stato anche San Filippo Neri nella miniserie Preferisco il Paradiso, il cardinale Romeo Colombo da Priverno in L’ultimo papa re, il misterioso generale Nicola Persico in Il signore della truffa, e lo stravagante giornalista Bruno Palmieri in Una pallottola nel cuore. Politica. Hosni Mubarak è stato un politico e generale egiziano, quarto Presidente dell’Egitto, carica che ha ricoperto per quasi trent’anni, a partire dal 14 ottobre 1981 fino all’11 febbraio 2011. Mubārak è stato nominato vicepresidente della Repubblica d’Egitto dopo una brillante carriera militare svolta nei ranghi dell’aeronautica egiziana, nella quale si distinse come generale durante la guerra del Kippur (1973). Assunse la Presidenza, succedendo al Presidente Anwar al-Sādāt, a seguito dell’assassinio di questi il 6 ottobre 1981. Durante la sua Presidenza dell’Egitto è stato uno dei più influenti leader della regione vicino-orientale. Grazie alla Costituzione del 1971, il Presidente Mubārak ha esercitato un forte controllo sul Paese. Javier Perez De Cuellar fu segretario generale Onu dal 1º gennaio 1982. Si fece apprezzare per le sue doti di diplomatico, tanto da essere rieletto nel 1986, ed ottenere successivamente un grande successo con la mediazione per il cessate il fuoco nel conflitto tra Iran ed Iraq, nel 1988. Nel 1995 ha concorso senza successo contro Alberto Fujimori per la carica di Presidente del Perù. È stato Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Peruviana e Ministro degli Esteri del Perù dal 22 novembre 2000 al 28 luglio 2001, dopo la caduta del governo Fujimori. È morto a Lima il 4 marzo 2020, all’età di 100 anni. Jole Santelli è stata una politica italiana, presidente della Regione Calabria per otto mesi, dal 15 febbraio al 15 ottobre 2020. Deputata dal 2001 al 2020, è stata sottosegretaria di Stato al Ministero della giustizia dal 2001 al 2006 nei governi Berlusconi II e III, nonché sottosegretaria al Ministero del lavoro e delle politiche sociali da maggio a dicembre 2013 nel Governo Letta. Enrico Ferri è stato un politico e magistrato italiano. Fu ministro della Repubblica, segretario nazionale del Partito Socialista Democratico Italiano, poi esponente di Forza Italia, in seguito dell’UDEUR. Fu inoltre europarlamentare dal 1989 al 2004 e sindaco di Pontremoli dal 1990 al 2004.  Fu Ministro dei lavori pubblici nel 1988-1989 (noto, e vivacemente criticato per aver posto il limite dei 110 km/h in autostrada, da cui il soprannome Ministro dei 110 all’ora). Lidia Menapace, all’anagrafe Lidia Brisca, fu staffetta partigiana, pacifista della prima ora, femminista militante, senatrice della Repubblica. Eletta senatrice nel 2006, nelle liste di Rifondazione Comunista (dopo la cacciata di Marco Ferrando), Lidia Menapace sta per conoscere il suo momento di gloria, proposta alla presidenza della Commissione Difesa al Senato. Ma proprio alla vigilia dell’elezione, lei si scaglia in un’intervista al Corriere contro le Frecce Tricolori che, dice,  “sono uno spreco e inquinano”. Con un’opacissima operazione, alla presidenza ci andrà l’allora senatore dell’Italia dei Valori Sergio De Gregorio. Molti anni prima Menapace, sempre diretta, si era giocata una brillante carriera universitaria all’Università Cattolica dichiarandosi “marxista”. Libri e arte. Alberto Arbasino è stato uno scrittore, giornalista, poeta, critico teatrale e politico italiano. Tra i protagonisti del Gruppo 63, la sua produzione letteraria ha spaziato dal romanzo (Fratelli d’Italia del 1963, riscritto nel 1976 e nel 1993) alla saggistica (ad esempio Un paese senza, 1980). Si considerava uno scrittore espressionista, e considerava Super Eliogabalo il suo libro più surrealista e anche quello più espressionista: «soprattutto per le descrizioni dei luoghi, che sono sempre onirici e deliranti». Luis Sepulveda è stato uno scrittore, giornalista, sceneggiatore, poeta, regista e attivista cileno naturalizzato francese. Nato in Cile, Sepúlveda lasciò il suo Paese al termine di un’intensa stagione di attività politica, conclusasi drammaticamente con l’incarcerazione da parte del regime del generale Augusto Pinochet. Viaggiò a lungo in America Latina e poi nel resto del mondo, anche al seguito degli equipaggi di Greenpeace. Dopo aver risieduto ad Amburgo e a Parigi, andò a vivere in Spagna, nelle Asturie. Autore di libri di poesia, «radioromanzi» e racconti – oltre allo spagnolo, sua lingua madre, parlava correttamente inglese, francese e italiano – conquistò la scena letteraria con il suo primo romanzo, Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, apparso per la prima volta in Spagna nel 1989 e in Italia nel 1993. Pubblicò poi numerosi altri romanzi, raccolte di racconti e libri di viaggio, tra i quali spicca Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. Philippe Daverio è stato uno storico dell’arte, critico d’arte, personaggio televisivo, gallerista, politico e accademico francese con cittadinanza italiana. Dal 1993 al 1997 fece parte della giunta Formentini del comune di Milano, dove ricoprì l’incarico di assessore con le deleghe alla Cultura, al Tempo Libero, all’Educazione e alle Relazioni Internazionali. Alle amministrative del 2009 si candida a consigliere provinciale di Milano nella lista civica di Filippo Penati.  Albert Uderzo è stato un fumettista francese. Figlio di genitori italiani, nella sua brillante carriera ha realizzato fumetti avventurosi ed umoristici, giungendo alla consacrazione ed alla celebrità grazie alla serie Asterix, co-prodotta assieme a René Goscinny. Dopo la prematura scomparsa di Goscinny, Uderzo ha continuato la realizzazione della serie. MusicaEzio Bosso, musicista è stato un direttore d’orchestra, compositore e pianista italiano. Nel 2011 subì un intervento per l’asportazione di una neoplasia cerebrale e fu anche colpito da una sindrome autoimmune neuropatica. Le patologie inizialmente non gli impedirono di continuare a suonare, comporre e dirigere. Successivamente, il peggioramento della malattia neurodegenerativa, verificatasi in quello stesso anno ed all’inizio erroneamente indicata dai media come SLA, lo costrinse nel settembre 2019 alla cessazione dell’attività di pianista, avendo compromesso l’uso delle mani. Dalla primavera del 2017 Bosso è stato testimone e ambasciatore internazionale dell'”Associazione Mozart 14″, eredità ufficiale dei principi sociali ed educativi del Maestro Claudio Abbado, portati avanti dalla figlia Alessandra Abbado. È morto il 15 maggio 2020, nella sua casa di Bologna, a causa dell’aggravarsi della malattia neurodegenerativa da cui era affetto dal 2011. Stefano D’Orazio è stato un batterista, paroliere, cantante e regista italiano. Batteria, voce e flauto traverso dei Pooh dal 1971 al 2009, poi nel 2015 e 2016, in occasione della réunion per il cinquantennale, è stato un autore di parte dei testi delle canzoni del gruppo, del quale in seguito è divenuto anche responsabile manageriale. Jarabe de Palo (Pau Dones) è stato un cantante, frontman dell’ononimo gruppo. Il gruppo ha collaborato con La Vieja Trova Santiaguera, Antonio Vega, Vico C, e Celia Cruz (colonna sonora di El milagro de P. Tinto). Ha composto brani per Ricky Martin ed è stato protagonista di un videoclip insieme alla stella canadese Alanis Morissette, e partecipando con Jovanotti e Vico C al singolo Tiempo. Nel 2009 duetta con i Nomadi nel brano Lo specchio ti riflette. Al Festival di Sanremo 2010 duetta con Fabrizio Moro nel brano Non è una canzone, mentre il 2012 e il 2014 duetta con i Modà nei loro due singoli Come un pittore (successivamente registrato nuovamente in spagnolo e pubblicato come singolo dei Jarabe de Palo) e Dove è sempre sole. Nel 2017 duetta con Ermal Meta nel suo singolo Voodoo Love.  Ennio Morricone è stato un compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore italiano. Ha scritto le musiche per più di 500 film e serie TV, oltre che opere di musica contemporanea. La sua carriera include un’ampia gamma di generi compositivi, che fanno di lui uno dei più importanti, prolifici e influenti compositori cinematografici di tutti i tempi. Le musiche di Morricone sono state usate in più di 60 film vincitori di premi. Come giovane arrangiatore della RCA, ha contribuito anche a formare il sound degli anni sessanta italiani, confezionando brani come Sapore di saleIl mondoSe telefonando, e i successi di Edoardo Vianello. A partire dal 1946 ha composto più di 100 brani classici, ma ciò che ha dato la fama mondiale a Morricone come compositore, sono state le musiche prodotte per il genere del western all’italiana, che lo hanno portato a collaborare con registi come Sergio Leone, Duccio Tessari e Sergio Corbucci, con titoli come la Trilogia del dollaroUna pistola per RingoLa resa dei contiIl grande silenzioIl mercenario, Il mio nome è Nessuno e la Trilogia del tempo. Dagli anni settanta Morricone diventa un nome di rilievo anche nel cinema hollywoodiano, componendo musiche per registi americani come John Carpenter, Brian De Palma, Barry Levinson, Mike Nichols, Terrence Malick, Oliver Stone, Roman Polański e Quentin Tarantino. Morricone ha scritto le musiche per numerose pellicole candidate all’Academy Award come I giorni del cieloMission e The Untouchables – Gli intoccabili. Nel 2007 ha ricevuto il premio Oscar onorario alla carriera «per i suoi contributi magnifici all’arte della musica da film» dopo essere stato candidato per cinque volte tra il 1979 e il 2001 senza aver mai ricevuto il premio. Il 28 febbraio 2016 ottiene il suo secondo Oscar per le partiture del film di Quentin Tarantino The Hateful Eight, per il quale si è aggiudicato anche il Golden Globe. Morricone ha vinto anche tre Grammy Awards, tre Golden Globes, sei BAFTA, dieci David di Donatello, undici Nastri d’argento, due European Film Awards, un Leone d’Oro alla carriera e un Polar Music Prize. Ha venduto inoltre più di 70 milioni di dischi. Sport. Diego Maradona è stato un calciatore, allenatore di calcio e dirigente sportivo argentino, di ruolo centrocampista, campione del mondo nel 1986 e vicecampione del mondo nel 1990 con la nazionale argentina. Soprannominato El Pibe de Oro (“il ragazzo d’oro”), è considerato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, se non il migliore in assoluto. In una carriera da professionista più che ventennale ha militato nell’Argentinos Juniors, nel Boca Juniors, nel Barcellona, nel Napoli, nel Siviglia e nel Newell’s Old Boys. Con la nazionale argentina ha partecipato a ben quattro Mondiali (1982, 1986, 1990 e 1994), vincendo da protagonista il torneo del 1986; i 91 incontri disputati e le 34 reti realizzate in nazionale costituirono due record, successivamente battuti.  Non è mai potuto entrare nelle graduatorie del Pallone d’oro perché fino al 1994 il premio era riservato ai giocatori europei: per questo motivo nel 1995 vinse il Pallone d’oro alla carriera. Ha comunque ricevuto altri numerosi riconoscimenti individuali: condivide con Pelé il premio ufficiale FIFA come Miglior giocatore del XX secolo, e nel 1993 è stato insignito del titolo di miglior calciatore argentino di sempre, tributatogli dalla federazione calcistica dell’Argentina. Nel 2002 è stato inserito nella FIFA World Cup Dream Team, selezione formata dai migliori undici giocatori della storia dei Mondiali, ottenendo, tra gli undici della squadra ideale, il maggior numero di voti. Nel 2004 è stato inserito da Pelé nel FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi, stilata in occasione del centenario della federazione. Nel 2012 viene premiato come Miglior Calciatore del Secolo ai Globe Soccer Awards e nel 2014 entra a far parte della Hall of Fame del calcio italiano tra i giocatori stranieri. Paolo Rossi è stato un calciatore e opinionista italiano, di ruolo attaccante. Con la nazionale italiana si è laureato campione del mondo nel 1982. Soprannominato Pablito dopo il suo exploit al campionato del mondo 1978 in Argentina, lo si ricorda principalmente per le sue prodezze e per i suoi gol alla successiva rassegna iridata di Spagna ’82, dove si aggiudicò il titolo di capocannoniere. Nello stesso anno vinse anche il Pallone d’oro (terzo italiano ad aggiudicarselo). Occupa la 42ª posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World Soccer. Nel 2004 è stato inserito nel FIFA 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi, selezionata da Pelé e dalla FIFA in occasione del centenario della federazione. È risultato 12º nell’UEFA Golden Jubilee Poll, un sondaggio online condotto dalla UEFA per celebrare i migliori calciatori d’Europa dei cinquant’anni precedenti. Insieme a Roberto Baggio e Christian Vieri detiene il record italiano di marcature nei mondiali a quota 9 gol, ed è stato il primo giocatore (eguagliato dal solo Ronaldo) ad aver vinto nello stesso anno il mondiale, il titolo di capocannoniere di quest’ultima competizione e il Pallone d’oro. Gigi Simoni è stato un dirigente sportivo, allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo centrocampista. Da calciatore ha vinto la Coppa Italia 1961-1962 con il Napoli e il campionato di Serie B 1972-1973 con il Genoa. Come allenatore è ricordato in particolar modo per i risultati conseguiti alla guida dell’Inter nella stagione 1997-1998, in cui concluse il campionato al secondo posto e vinse la Coppa UEFA, e per le 8 promozioni ottenute in carriera (un risultato superato in Italia dal solo Osvaldo Jaconi): 7 in Serie A con Genoa (1975-1976 e 1980-1981), Brescia (1979-1980), Pisa (1984-1985 e 1986-1987), Cremonese (1992-1993) e Ancona (2002-2003), e una in Serie C1 con la Carrarese (1991-1992). Con la Cremonese ha inoltre vinto la Coppa Anglo-Italiana 1992-1993. Nel 2003, in occasione del centenario della Cremonese, è stato nominato “allenatore del secolo” dei grigiorossi, mentre nel 2013 è stato inserito dal Genoa nella propria hall of fame. Luciano Gaucci è stato un imprenditore e dirigente sportivo italiano, divenuto famoso nell’ippica e poi nel mondo del calcio.  L’ingresso nel mondo del calcio di Gaucci risale al 1975, quando divenne piccolo azionista della Roma. Nel 1981, divenne componente del consiglio di amministrazione della società giallorossa, all’epoca presieduta da Dino Viola, e di cui nel 1984 divenne vicepresidente. Gaucci, tifoso romanista oltreché dirigente del club, nel 1985 tentò di assumerne il controllo della maggioranza la presidenza, a seguito delle dimissioni rassegnate da Viola, il quale poi cambiò idea. Fallito il tentativo di rilevare la Roma, Gaucci intavolò successivamente una clamorosa trattativa per rilevare la Lazio, che non ebbe alcun seguito. Rimasto vicepresidente della Roma, nel 1991, alla morte di Viola, fu in lizza per la sua acquisizione, ma il club giallorosso passò a Giuseppe Ciarrapico. Fallito anche il secondo tentativo di rilevare la Roma, Gaucci rilevò il Perugia, in Serie C1, con cui ha ottenuto una promozione in Serie B (1994) e due promozioni in Serie A (1996 e 1998), più una promozione in B revocata per illecito sportivo al termine del campionato 1992-1993, che gli costò tre anni di squalifica. Durante le stagioni in massima serie la squadra umbra raggiunse la semifinale di Coppa Italia 2002-2003 e la partecipazione alla Coppa UEFA 2003-2004, quest’ultima successiva alla vittoria della Coppa Intertoto 2003, primo trofeo confederale della società. Gaucci è stato presidente della società biancorossa fino al 2004, succeduto dal figlio Alessandro, che fallì l’anno successivo. Altri. Cesare Romiti è stato un dirigente d’azienda, imprenditore e editore italiano. Nel 1947 inizia a lavorare per il Gruppo Bombrini Parodi Delfino, azienda di Colleferro, di cui assumerà la carica di direttore finanziario affiancando Mario Schimberni, suo ex compagno di classe, che si occupa invece di amministrazione e controllo di gestione. Nel 1968, sempre a Colleferro, ricopre la carica di direttore generale nella Snia Viscosa dopo la fusione con la sua ex azienda. E proprio per seguire da vicino questa fusione, frequenta a Milano gli uffici di Mediobanca, facendo una buona impressione a Enrico Cuccia. Due anni più tardi l’IRI lo nomina direttore generale prima e amministratore delegato poi della compagnia aerea Alitalia. Lavora per un breve periodo (1973) alla Italstat, azienda che lascia per approdare, sponsorizzato da Cuccia, al gruppo Fiat nell’ottobre del 1974, ovvero nel periodo della crisi petrolifera. Nel 1976 diventa amministratore delegato in un triumvirato con Umberto Agnelli (lo stesso anno eletto senatore della DC in un collegio romano) e Carlo De Benedetti (resta alla Fiat solo tre mesi). Nella casa automobilistica ottiene i pieni poteri nel 1980, quando i due fratelli Agnelli, Gianni e Umberto, vengono convinti da Mediobanca a passare la mano per evitare il peggio e ricopre anche il ruolo di presidente (1996-1998) succedendo a Gianni Agnelli. Per quasi un quarto di secolo è stato uno dei maggiori rappresentanti dei cosiddetti “poteri forti”. Ammetterà: “In Fiat ho avuto praticamente carta bianca per venticinque anni”. Nel 1998, anno della sua uscita dalla Fiat, percepì una buonuscita di circa 105 miliardi di lire per i suoi 25 anni di attività, più 99 miliardi di lire per il patto di non concorrenza. Attualizzati al 2020 sono circa 150 milioni di euro. Pierre Cardin è stato uno stilista italiano naturalizzato francese. Nel 1950 fondò la sua casa di moda, cimentandosi poi con l’alta moda nel 1953. Cardin divenne noto per il suo stile d’avanguardia ispirato all’era spaziale. Preferì sempre forme e motivi geometrici, spesso ignorando le forme femminili. Progredì nella moda unisex, qualche volta sperimentale e non sempre pratica. Nel 1954 introdusse il “bubble dress”, il vestito a bolle. Nel 1959 Cardin fu il primo stilista ad aprire in Giappone un negozio d’alta moda. Sempre in quell’anno fu espulso dalla Chambre Syndicale, la Camera Sindacale, per aver lanciato per primo a Parigi una collezione confezionata per i grandi magazzini Printemps, ma fu presto reintegrato. Tuttavia, egli si dimise dalla Chambre Syndicale nel 1966 e da allora mostrò le sue collezioni nella sua sede, l’Espace Cardin, aperto nel 1971 a Parigi, inaugurato con un concerto del soprano Renata Tebaldi, e prima di allora nel “Teatro degli Ambasciatori”, vicino all’Ambasciata americana. L’Espace Cardin fu utilizzato anche per promuovere nuovi talenti artistici, come teatranti o musicisti. Nel 1971 gli si affiancò nella creazione d’abiti il collega Andrè Oliver: questi nel 1987 si assunse la responsabilità per le collezioni d’alta moda, fino alla morte nel 1993. Nel 1981 acquistò i ristoranti Maxim’s e in breve tempo aprì filiali a New York, Londra e a Pechino nel 1983. Fu propietario anche della catena di Hotel Maxim’s e brevettò una vasta gamma di prodotti alimentari sotto quel nome.

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