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Si coming out, no outing

Si coming out, no outing

Il coming out è il passo da fare più difficile per una persona appartenente alla LGBTQ+ Community.
Confessare alle persone di essere omosessuali non è semplice e, solitamente, passano giorni, mesi o addirittura anni prima di dirlo.
Non tutte le persone, inoltre, reagiscono allo stesso modo e non sempre nel maniera che una persona gay desidera o si aspetta.
Ci sono ancora casi di genitori che quando scoprono che i figli sono omosessuali, li cacciano di casa. Come nel recente caso di Mariana Aresta.
Proprio per questo, fare coming out, è un momento delicatissimo. Purtroppo, per futili motivi, a volte, il coming out viene negato perché subentra l’outing.

Iniziamo ad introdurre questa parola. “Outing”, che cosa significa?

“Outing” o “fare outing” significa divulgare una confessione, un segreto o  un’esperienza personale di qualcun altro. Questo termine viene spesso utilizzato in merito all’omosessualità.
Sempre più spesso, infatti, si vedono celebrità costrette ad un outing perché riprese con il compagno/a.  Uno a cui è capitato è stato Mahmood, ex vincitore di Sanremo, che è stato beccato con un presunto compagno e non ha smentito la vicenda.

“Non ho fatto nulla di male se gliel’ho detto io” non è una frase che vorrei sentire.
La situazione si fa ancora più delicata se si tratta non solo di orientamento sessuale, ma anche di identità di genere. Sto parlando di “outing” verso le persone Trans*

Le persone Trans* sono molto soggette all’outing. Questo aspetto trascina a sé il deadnaming, ovvero utilizzare il nome anagrafico e non quello scelto da loro e il misgendering, cioè utilizzare i pronomi sbagliati e comportandosi in modo non conforme usando termini relativi al modo in cui si è identificati prima della transizione o della consapevolezza di essere “T”.
Vorrei chiaramente ribadire che una persona “T” è Trans anche prima della transizione effettiva e proprio per questo merita di essere trattata con rispetto, come tutti e che bisogna, DA SUBITO,  utilizzare i pronomi e il nome che LEI/LUI ha deciso.

In conclusione, vorrei dirvi che fare “Outing” è un atteggiamento altamente nocivo poiché la nostra identità è la cosa più preziosa che abbiamo.
Nessuno può decidere chi siamo e se dirlo o meno.

Ricorda: la tua libertà finisce dove inizia la mia.

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