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Dl Semplificazioni è legge: così cambia la pubblica amministrazione

Dl Semplificazioni è legge: così cambia la pubblica amministrazione

Il decreto semplificazioni è legge: la Camera ha approvato con 214 sì e 149 no il testo già votato dal Senato. Tra i contrari i deputati del M5s Andrea Colletti, Fabio Berardini, Elisa Siragusa e Marco Rizzone (deferito ai probiviri in agosto per la vicenda del bonus 600 euro). Secondo i tabulati, inoltre, 45 deputati M5s non hanno partecipato al voto: 31 risultano in missione e 14 assenti comunicati. Se il viceministro delle Infrastrutture, Giancarlo Cancelleri, rivendica quello che definisce “un cambio di passo rispetto al passato e a una nazione che, fino a questo momento, è stata impantanata tra la burocrazia e le lungaggini amministrative”, i costruttori riuniti nell’Ance parlano di “logica conservativa folle che renderà impossibile intervenire su edifici fatiscenti e insicuri senza alcun valore architettonico”. Ma sono critici, sul fronte opposto, anche i Verdi: per Angelo Bonelli il testo “smentisce tutti i proclami e gli slogan ambientalisti che questo governo aveva fatto sulla riconversione ecologica“.

Il dl Semplificazioni è legge dopo il via libera definitivo della Camera. Molte le novità introdotte per rendere la pubblica amministrazione “più snella e digitale”. “Con l’ok definitivo della Camera al decreto Semplificazioni liberiamo il Paese da molti lacci e lacciuoli per il rilancio dell’economia. Una P.a più efficiente, digitale, trasparente e vicina a cittadini e imprese darà un sostegno cruciale alla ripartenza dell’Italia”, ha commentato il ministro Fabiana Dadone.

Pubblicazione dei tempi di chiusura delle pratiche e di erogazione dei servizi da parte degli enti. Ne deriva trasparenza per i cittadini e una sana competizione tra le amministrazioni. Le amministrazioni che non rispondono entro un certo termine non possono più intervenire tardivamente, negando fuori tempo massimo una prerogativa a cittadini e imprese. Conferenza dei servizi semplificata con termini più veloci per l’emergenza da Covid-19, in particolar modo per opere e infrastrutture di particolare interesse generale.

Via tutti gli adempimenti ingiustificati che ostacolano la libera attività; allargamento della modulistica standard che già funziona in alcuni settori. In caso di atti normativi di competenza statale che introducano nuovi oneri, non compensati da una riduzione corrispondente, questi oneri diventano detraibili dalle tasse.

Si semplifica e rafforza lo strumento dell’identità digitale per favorire l’accesso ai servizi in rete attraverso Spide Cie. Viene esteso il domicilio digitale anche ai professionisti senza albo. Rafforzamento dell’ApplO quale punto di accesso telematico ai servizi pubblici. Semplificazioni per la conservazione dei documenti informatici. Creazione di una piattaforma per le notifiche della P.a. Semplificazioni per la notifica e comunicazione telematica degli atti giudiziari. Semplificazione per la procedura del rilascio della firma elettronica avanzata. Disponibilità e dialogo tra le banche dati degli enti e dei concessionari di pubblici servizi per una reale applicazione del principio ‘once only’. Regole omogenee a beneficio di tutte le amministrazioni per gli acquisti in tecnologia.

Sostegno alla riqualificazione urbana per la difesa del paesaggio, alla valorizzazione del costruito e contro il consumo di suolo. Si consente la ricostruzione con le distanze preesistenti, quando non sia possibile arretrare l’edificio per rispettare le distanze di legge (di norma introdotte dopo la costruzione). Demolizione e ricostruzione consentono aumenti volumetrici necessari per gli adeguamenti antisismici, per l’accessibilità e per l’efficienza energetica.

Con la manutenzione straordinaria si possono cambiare le destinazioni d’uso quando non aumentano il carico urbanistico (servizi come parcheggi o verde). Si introducono le opere stagionali e temporanee, con la comunicazione al Comune interessato, e si allunga a 180 giorni il termine entro cui devono essere rimosse. Si prevede la riduzione del 20% del contributo di costruzione per interventi di rigenerazione urbana e un’attestazione dell’avvenuta formazione del silenzio assenso, su richiesta dell’interessato, per poter dimostrare il possesso del titolo edilizio.

La colpa grave rimane per i danni erariali causati da omissione o inerzia del dirigente/dipendente pubblico. Se egli agisce e dà seguito agli atti, ad esempio, per un bando o una gara, fino al 31 dicembre 2021 l’azione di responsabilità resta soltanto per il dolo, con la dimostrazione della volontà dell’evento dannoso. Il reato di abuso d’ufficio si configura solo quando le norme violate dettano regole specifiche di condotta che non lasciano margini di discrezionalità all’amministrazione.

Si semplificano le procedure per gli scavi e l’installazione di reti in fibra e degli impianti di comunicazione. Si estende l’utilizzo della micro-trincea, tecnica di scavo a basso impatto ambientale, che non richiede ripristini del manto stradale, limita tempi e spazi degli interventi e riduce le emissioni di Co2. Stop a pareri preliminari nelle conferenze dei servizi cui seguono lente autorizzazioni ‘postume’. Si applica la regola del silenzio assenso per chiudere in modo certo il procedimento. Semplificazione delle norme, sul piano autorizzativo, per realizzare punti e stazioni di ricarica dei veicoli elettrici. 

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