Economia

Governo Conte II: undicesimo mese

Governo Conte: undicesimo mese

Giuseppe Conte

Il Ministro della Salute Roberto Speranza, in accordo con il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ordina la sospensione dei voli in arrivo dal Bangladesh a seguito del numero significativo di casi positivi al Covid-19 riscontrati sull’ultimo volo arrivato a Roma da Dacca. I contagi Covid-19 in risalita, e il timore che possano crescere i casi importati hanno spinto l’Italia per la prima volta dall’inizio dell’emergenza sanitaria a bloccare alla frontiera per “motivi di sanità pubblica” i cittadini di un paese extra Ue: 165 viaggiatori bangladesi sono stati respinti alla frontiera degli aeroporti di Fiumicino e Malpensa. Un’ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, sentiti i ministri degli Affari esteri, dell’Interno e dei Trasporti prevede che il divieto di ingresso in Italia per chi arriva da 13 Paesi a rischio. Gli altri sono Armenia, Bahrein, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù e Repubblica Dominicana). “Ho firmato una nuova ordinanza che aggiunge Serbia, Montenegro e Kosovo alla lista dei paesi a rischio”. Lo annuncia su Fb il ministro della salute Roberto Speranza.   “Chi è stato negli ultimi 14 giorni in questi territori – ha affermato Speranza – ha il divieto di ingresso e transito in Italia. Nel mondo l’epidemia è nella fase più dura. Serve la massima prudenza per difendere i progressi che abbiamo fatto finora”. “Ho appena firmato una nuova ordinanza che dispone la quarantena per i cittadini che negli ultimi 14 giorni abbiano soggiornato in Romania e Bulgaria. Questa misura è già vigente per tutti i Paesi extra Eu ed extra Schengen. Il virus non è sconfitto e continua a circolare. Per questo occorre ancora prudenza e attenzione”. Lo afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha incontrato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, per una verifica puntuale del quadro epidemiologico a livello internazionale.

Il Ministro della Salute Roberto Speranza rinnova le misure di distanziamento sociale anti-Covid sui treni ad alta velocità: «È giusto che sui treni restino in vigore le regole di sicurezza applicate finora. Non possiamo permetterci di abbassare il livello di attenzione e cautela. Per questo ho firmato una nuova ordinanza che ribadisce che in tutti i luoghi chiusi aperti al pubblico, compresi i mezzi di trasporto, è e resta obbligatorio sia il distanziamento di almeno un metro che l’obbligo delle mascherine». Per il ministro «questi sono i due principi essenziali che, assieme al lavaggio frequente delle mani, dobbiamo conservare nella fase di convivenza con il virus». E d’ora in poi le modifiche le regole vigenti sono derogabili solo con protocolli validati dagli esperti dell’organo tecnico.

In CdM viene dato il via libera a uno scostamento di bilancio di 25 miliardi. Il governo decide, inoltre, di portare in Parlamento la proposta di proroga al 31 ottobre dello stato d’emergenza. Al momento lo stato d’ emergenza scade il 31 luglio. Ma in realtà ci sono diverse spaccature all’interno delle forze che sostengono il Governo. Se i 5 Stelle sono compatti nel sostenere l’ipotesi dei “pieni poteri” a Conte, anche fino a dicembre, i renziani ritengono che non sia necessario nessun prolungamento oltre la fine di luglio. La mediazione potrebbe quindi trovarsi sul 31 ottobre. Via libera di Senato e Camera allo scostamento di bilancio da 25 miliardi necessario a varare l’attesa manovra agostana destinata tra l’altro proprogare gli ammortizzatori sociali. I sì a palazzo Madama sono stati 170, gli astenuti 133 (tutto il centrodestra). Era necessaria la maggioranza qualificata (160 voti), ossia la metà più uno dei componenti. I partiti al governo arrivavano secondo gli ultimi calcoli a 164. Ma la maggioranza ha aumentato i suoi numeri, anche grazie all’arrivo da Forza Italia di Sandra Lonardo e degli ex M5s trasferitisi al misto. Lo stesso margine si è registrato alla Camera con 326 sì: dieci in più della maggioranza di 316. Le Camere hanno detto sì anche alla risoluzione presentata dai Capigruppo di maggioranza sul Programma nazionale di riforma 2020.

Una due giorni tra oggi, martedì 7 luglio e mercoledì 8, che si svilupperà tra Lisbona e Madrid, tra un bilaterale al Palazzetto di São Bento con il primo ministro del Portogallo António Costa e uno al Palazzo della Moncloa con il premier spagnolo Pedro Sánchez per consolidare un “asse del Mediterraneo” e “fare squadra” in vista della partita che si giocherà il 17 e il 18 luglio a Bruxelles, quando al Consiglio straordinario Ue andrà in scena l’ennesimo round sul Recovery Fund. Per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si delinea dunque una girandola di bilaterali il cui obiettivo è consolidare una linea comune per piegare le ultime rimostranze dei Paesi “frugali” che in quell’occasione, è prevedibile, emergeranno. Terzo giorno di vertice, decine di incontri e la riunione plenaria del Consiglio europeo rinviata più volte e iniziata alle 19.30 durante la cena dei leader. Una giornata di lunghe trattative e accuse, con il leader dell’Ungheria, Vicktor Orbán, che in mattinata ha duramente attaccatto il leader dell’Olanda, Mark Rutte: “Se l’intesa non si fa – le parole di Orbán – è colpa sua. È il responsabile ditutto il caos di ieri”. E il premier Conte in serata ha rincarato la dose: “Se i mercati Ue crolleranno, Rutte ne risponderà”. In serata, prima della sospensione dei lavori in plenaria, fonti italiane hanno fatto sapere che ci sarebbero stati “passi avanti nel negoziato”. Durante la pausa, a cena Conte, secondo alcune fonti ribdisce: “Il mio Paese ha una sua dignità. C’è un limite che non va superato”, parlando dell’ipotesi di un voto all’unanimità del Consiglio, ovvero degli altri Stati, sui singoli progetti di riforma nazionali, così come preteso dall’Olanda. Durante i mesi della pandemia che ha colpito così duramente il loro Paese gli italiani hanno reagito con “straordinaria disciplina” ha detto la cancelliera Merkel in conferenza stampa con il premier Conte. “Abbiamo un compito complesso ha continuato Merkel – quello di approvare sia il quadro pluriennale sia varare il Recovery fund e il cosiddetto Next generation Eu. Entrambi appoggiamo queste intenzioni e questo progetto. Per quel che riguarda le proposte di Charles Michel, ognuno ha i propri interessi” ma “siamo d’accordo sulla struttura di base”.

Conte partecipa al Consiglio europeo straordinario a Bruxelles. Nonostante l’opposizione dei cosiddetti Paesi “frugali” (Olanda, Austria, Danimarca, Svezia e Finlandia), il Consiglio europeo trova un accordo sul Recovery Fund. All’Italia andrà una fetta consistente dei 750 miliardi ovvero 81 miliardi di sussidi a fondo perduto e 127 miliardi di prestiti. I Paesi “frugali” ottengono un incremento dei “rebates”, ovvero gli sconti alla contribuzione del bilancio europeo di cui già beneficiano. Viene scongiurato il potere di veto di un singolo Stato membro ma viene introdotta una forma di controllo (“emergency brake”) da parte della Commissione Europea su come saranno impiegate le risorse UE dai singoli Stati.

Per fronteggiare il fenomeno anche noto come “burocrazia difensiva” o “paura della firma”, ossia la ritrosia dei funzionari pubblici ad assumere decisioni o condotte utili al promovimento dell’interesse pubblico, preferendo assumerne altre ovvero restare inoperosi, per timore di subire conseguenze negative a proprio carico – atteggiamento che si scontra con l’esigenza, particolarmente avvertita nell’attuale momento storico, di agevolare in ogni modo la ripresa economica dopo il blocco delle attività produttive imposto dalle misure di contenimento della pandemia da COVID-19 – il D.L. Semplificazioni, oltre che nella direzione di una maggiore delimitazione della responsabilità amministrativo-contabile (cfr. in proposito il seguente contributo: Decreto Semplificazioni: le modifiche alla responsabilità erariale), si è mosso anche sul versante penale ridimensionando la portata della fattispecie incriminatrice dell’abuso d’ufficio ex art. 323 c.p..

Il Decreto Semplificazioni viene approvato in Consiglio dei Ministri. Cinquanta grandi opere prioritarie, ferroviarie e stradali, potranno essere commissariate con appositi dpcm. Si va dai porti alle direttrici ferroviarie fino agli aeroporti, alle città metropolitane e alle strade e autostrade. Tra le opere commissariate da costruire o ultimare ci sono 12 opere idriche (dighe o acquedotti) di nuova realizzazione o di messa in sicurezza, 15 opere ferroviarie (Codogno-Cremona-Mantova, Palermo-Milo-Trapani, Palermo-Catania-Messina, Roma-Pescara, Cintura Nord di Roma, Fortezza-Verona, Venezia-Trieste, nodo ferroviario di Genova, Genova-Ventimiglia, Pontremolese, Salerno-Reggio Calabria, Napoli-Bari, Taranto-Potenza-Salerno, Pescara-Bari, Ferrandina-Matera) e 9 infrastrutture stradali (A24-A25, Ragusana, tratta Monte Romano-Civitavecchia della SS 675, tratta Tarquinia-San Pietro in Palazzi della A12, autostrada Roma-Latina, potenziamento della SS 4 Salaria, SS 106, E78, ricostruzione del ponte autostradale di Albiano Magra). Viene modificato il reato di abuso d’ufficio.

Lo stesso giorno il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli invia una lettera al sindaco di Genova Marco Bucci e assegna la gestione temporanea del ponte Morandi alla società Autostrade per l’Italia. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dichiara che le trattative tra la società e il governo sono ancora in corso e che l’eventualità di una revoca futura non è da escludere in tempi brevi. “Il nuovo ponte va consegnato nelle mani del concessionario autostradale in essere al momento”. Con queste poche righe il Ministero delle Infrastrutture, lunedì scorso, ha confermato al commissario per la ricostruzione, il sindaco Marco Bucci, quanto comunicato già un anno fa in una lettera intercorsa tra i due enti, ovvero che il nuovo viadotto deve essere dato alla concessionaria titolare della tratta autostradale attraversata, ovvero la A10 Genova-Savona. Conte partecipa all’inaugurazione del nuovo ponte autostradale San Giorgio a Genova, a quasi due anni di distanza dalla tragedia del crollo del Ponte Morandi. Il nuovo viadotto di Genova San Giorgio ha riaperto stasera, martedì 4 agosto. Alle ore 22 semafori verdi sulla galleria di Coronata hanno dato il via all’apertura del ponte inaugurato ieri, a quasi due anni dal crollo del Ponte Morandi. Secondo le informazioni apprese la riapertura del ponte è stata posticipata di qualche ora rispetto alla tabella di marcia, per effettuare gli ultimi interventi di sistemazione dell’asfalto, poi finalmente c’è stato il via libera ai veicoli. A partire da stasera sul viadotto stanno circolando le prime auto, il pensiero in questi momenti significativi di ripartenza va alle quarantatré vittime della tragedia del 14 agosto 2018 che hanno perso la vita sotto alle macerie. Via le transenne e i cartelli dei lavori, si torna alla normalità.

Il premier Giuseppe Conte partecipa con i ministri Lamorgese, De Micheli e D’Incà alla ‘prova generale’ del Mose di Venezia, con il sollevamento delle 78 dighe mobili  destinate a proteggere la città dalle maree. Il premier e i rappresentanti del governo hanno fatto visita alla “Control room” installata all’isola artificiale del Lido, dove hanno seguito le operazioni di sollevamento e discesa delle paratoie nelle quattro ‘bocche’, da nord a sud: Lido-Treporti, Lido-San Nicolò,Malamocco e Chioggia. Ambientalisti e comitati contro le grandi navi in laguna hanno organizzato una manifestazione di protesta. Per i detrattori, l’opera, che ha richiesto anni di lavoro e finanziamenti ingenti, sarebbe obsoleta. Il Mose dovrebbe essere terminato entro il 31 dicembre 2021.

Durante il CdM il governo ha trovato un accordo con ASPI che prevede un risarcimento allo stato di 3,4 miliardi di euro, l’immediato passaggio del controllo di ASPI a Cassa depositi e prestiti e altri punti relativi sia all’assetto societario e alla transazione stessa. In caso di mancato adempimento il governo ricorrerà alla revoca della concessione. Consiglio dei ministri notturno chiamato ad affrontare il dossier Aspi, mentre è in arrivo una nuova proposta messa a punto dall’azienda, e che avrebbe visto coinvolto – con un filo diretto nel corso dell’intera giornata – il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.  L’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti in Autostrade e l’uscita, diluita nel tempo, di Atlantia da Aspi. E’ questa l’ipotesi di mediazione, spiegano fonti di maggioranza, alla quale il governo e la holding dei Benetton avrebbero lavorato nelle ore precedenti al Cdm. Secondo questo schema, l’uscita di Atlantia sarebbe graduale e da completare in un tot di tempo che andrebbe dai sei mesi a un anno. Tra i nodi legati allo schema di accordo, spiega una fonte di governo, ci sarebbe il range temporale dell’uscita di Atlantia.

Il premier intervenendo all’ambasciata in occasione delle celebrazioni per il 14 luglio: “Su negoziato nostri Paesi dal lato giusto della storia, lavoriamo affinché il Consiglio europeo si faccia trovare pronto a questo appuntamento”. Recovery fund, Merkel a Sanchez: “Spero accordo rapido, serve compromesso”. “Lavoriamo affinché il Consiglio europeo si faccia trovare pronto all’appuntamento della Storia. Noi siamo consapevoli -Italia e Francia- di essere dal lato giusto della Storia“, ha aggiunto. In serata il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte incontra a Bruxelles il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron. Con la Francia, e con altri Paesi dell’Ue, “condividiamo la necessità” che un accordo sull’Mff 2021-27 e sul Recovery Plan “sia finalizzato al più presto”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al termine dell’incontro con il presidente francese Emmanuel Macron a Bruxelles, in vista del Consiglio Europeo di domani. “È complicato – ha aggiunto il premier – non l’ho mai voluto nascondere, perché siamo 27 capi di Stato e di governo. Ci sono differenti sensibilità, ma sicuramente noi condividiamo, con la Francia”, la necessità “di afferrare la dimensione politica” del Recovery Plan.

L’aula del Senato approva definitivamente il “Decreto Rilancio” con 159 sì, 121 no e nessun astenuto. Fra le misure originarie: i contributi a fondo perduto per le aziende, lo stop ai pagamenti dell’Irap, il Reddito di emergenza, l’innalzamento da 600 euro a 1200 del bonus baby sitter. Il passaggio alla Camera ha portato una serie di novità, come l’allargamento alle seconde case del superbonus al 110%, gli incentivi per l’acquisto di auto Euro 6, lo slittamento di un mese dei congedi per i genitori, l’anticipo della cig prevista per l’autunno, il rinnovo dei canoni delle spiagge fino al 2023.

Da anni l’Eurispes conduce un’indagine per far emergere nel tempo i cambiamenti intervenuti a modificare gli atteggiamenti e le opinioni degli italiani sui temi cosiddetti “etici”, cogliendo in questo modo i mutamenti culturali avvenuti o in atto. Ecco cosa hanno risposto gli italiani sui matrimoni gay e sulle adozioni alle coppie omogenitoriali. Il 59,5% dei cittadini italiani è favorevole ai matrimoni tra persone dello stesso sesso, una percentuale decisamente superiore a quella (40,8%) registrata nel 2015 composta dal 63,1% delle donne intervistate, favorevoli, mentre gli uomini sono il 55,8%. La possibilità di adozione anche per le coppie omossessuali trova invece contrari il 58% dei rispondenti, mentre i ‘si’ raggiungono il 42% (erano il 31% l’anno scorso e il 27,8% cinque anni fa).

“Da parte dell’Esecutivo c’è il massimo impegno per garantire il diritto allo studio di tutte le alunne e tutti gli alunni e anche il diritto alla salute di quante e quanti, a settembre, torneranno nei nostri istituti scolastici”. Così la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, nell’informativa urgente alla Camera sulla riapertura delle scuole a settembre. In campo non c’è solo il Ministero dell’Istruzione, ci sono quello della Salute, da mesi al lavoro per la tutela della sicurezza di noi cittadini, quello dei Trasporti. Il Ministero dell’istruzione pubblica il documento completo con il decreto di adozione delle Linee guida per la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia per la fascia 0-6 anni. Il ministero dell’Istruzione ha pubblicato oggi sul suo sito il documento completo con il decreto di adozione delle Linee guida per la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia per la fascia 0-6. Le Linee guide sono state approvate il 31 luglio scorso dalla Conferenza Unificata. Il testo, come spiegato dal ministero dell’Istruzione nei giorni scorsi, fornisce indicazioni organizzative specifiche per la fascia 0-6 affinché si possa garantire la ripresa e lo svolgimento in sicurezza dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia in presenza, assicurando sia i consueti tempi di erogazione, sia l’accesso allo stesso numero di bambini accolto secondo le normali capienze.

Il Senato dà il via libera all’autorizzazione a procedere contro il senatore Matteo Salvini per il caso Open Arms risalente all’agosto 2019, quand’era Ministro dell’interno. La relazione della giunta presieduta dal senatore Maurizio Gasparri – contraria all’autorizzazione – è bocciata dall’Aula con 149 voti contrari, 141 favorevoli e un astenuto. Matteo Salvini può andare a processo con l’accusa di plurimo sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio: dal Senato è arrivato il  all’autorizzazione a procedere sulla vicenda Open Arms, la nave della ong spagnola rimasta per 20 giorni nel Mediterraneo con a bordo 164 migranti ad agosto 2019, quando Salvini era ministro dell’Interno e bloccò lo sbarco. A Palazzo Madama sono stati 149 i sì all’autorizzazione a procedere. Viene bocciata quindi la relazione della Giunta delle immunità che era contraria al processo: ha ricevuto solo 141 voti favorevoli. Dura la reazioni di Salvini: “Contro di me festeggiano i Palamara, i vigliacchi, gli scafisti e chi ha preferito la poltrona alla dignità. Sono orgoglioso di aver difeso l’Italia: lo rifarei e lo rifarò con la Lega al governo”. “Vado avanti, a testa alta e con la coscienza pulita, guarderò tranquillo i miei figli negli occhi”, ha ripetuto Salvini, che ha ricevuto subito l’appoggio e la difesa di Silvio Berlusconi: “Ancora una volta, l’uso politico della giustizia è l’arma con la quale la sinistra vuole liberarsi degli avversari. E’ lo stesso metodo che hanno usato contro di me“, dice il leader di Forza Italia a Studio Aperto, parlando di “metodi assolutamente inaccettabili in una vera democrazia”.

“Non possiamo accettare che la Regione Puglia non recepisca il principio fondamentale di parità tra uomo e donna per l’accesso alle cariche elettive. Lo Stato non può retrocedere sul punto”. Lo dichiara in una nota il premier Giuseppe Conte. “Prendiamo atto delle disponibilità di alcuni Gruppi regionali ad approvare urgentemente la norma. Attendiamo allora che si completi il processo nelle prossime ore. Il Governo, forte anche dei pareri giuridici acquisiti, andrà sino in fondo. Siamo pronti ad esercitare i poteri sostitutivi affinché nella Regione Puglia, e in tutte le altre regioni che ancora mancano all’appello, sia riconosciuto e applicato e concretamente principio di parità di genere”.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte partecipa, insieme al Ministro dell’istruzione Lucia Azzolina e al Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Nicola Morra, all’incontro “Legalitour: percorsi di legalità, formazione ed orientamento nel sistema educativo nazionale di istruzione” a Cerignola (FG), il cui obiettivo è permettere agli studenti di frequentare i centri estivi nei beni confiscati alla criminalità organizzata.

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