Governo

Cdm notturno su Autostrade. Conte: “Aspi accetti condizioni governo o revoca”

Durante il CdM il governo ha trovato un accordo con ASPI che prevede un risarcimento allo stato di 3,4 miliardi di euro, l’immediato passaggio del controllo di ASPI a Cassa depositi e prestiti e altri punti relativi sia all’assetto societario e alla transazione stessa. In caso di mancato adempimento il governo ricorrerà alla revoca della concessione.

Consiglio dei ministri notturno chiamato ad affrontare il dossier Aspi, mentre è in arrivo una nuova proposta messa a punto dall’azienda, e che avrebbe visto coinvolto – con un filo diretto nel corso dell’intera giornata – il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.  L’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti in Autostrade e l’uscita, diluita nel tempo, di Atlantia da Aspi. E’ questa l’ipotesi di mediazione, spiegano fonti di maggioranza, alla quale il governo e la holding dei Benetton avrebbero lavorato nelle ore precedenti al Cdm. Secondo questo schema, l’uscita di Atlantia sarebbe graduale e da completare in un tot di tempo che andrebbe dai sei mesi a un anno. Tra i nodi legati allo schema di accordo, spiega una fonte di governo, ci sarebbe il range temporale dell’uscita di Atlantia. 

Conte, a quanto si apprende, porta in Cdm la sua linea su Autostrade: o Aspi accetta entro stasera le condizioni che il governo le ha già sottoposto oppure ci sarà la revoca. Il premier, si apprende ancora, è determinato nel tenere questa linea. “Non si può più tergiversare”, è il suo ragionamento. Salta riunione con i capi delegazione  E’ saltata la riunione tra il premier Giuseppe Conte e i capidelegazione delle forze di maggioranza che avrebbe dovuto precedere il Cdm in programma stasera. Divergenze con Italia viva sulla revoca Conte mette, dunque, sul tavolo la concreta possibilità della revoca ma il rischio della conta è dietro l’angolo. Perché il dossier Aspi riapre la falla tra Conte e Iv. “No a slogan populisti, la revoca è facile da dire, difficile da fare”, sottolinea Matteo Renzi. 

Ma tra il capo del governo e Atlantia, la holding che gestisce l’88% delle quote di Autostrade è scontro aperto. Per la linea dura, oltre a Leu anche il Pd: “La lettera di ASPI è deludente, i rilievi del premier sono giusti”, dice il segretario Dem Zingaretti che chiede un assetto societario che veda lo Stato al centro di una nuova compagine azionaria.Ieri, intanto, è arrivata la replica dei Benetton: ” Abbiamo sempre rispettato le istituzioni: quando in passato è stata sollecitata ad entrare in diverse società così come oggi”, questo il messaggio filtrato da ambienti vicini agli imprenditori. Cancelleri (M5S): “Commissariamento è unico modo per avvio revoca” “E’ l’unico modo per avviare la revoca” Così Giancarlo Cancelleri, viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, (M5S) poco fa a Rai Radio1 all’interno di Radio anch’io rispondendo a una domanda sull’ipotesi del commissariamento. Il commissariamento, prosegue Cancelleri, “avviene attraverso la revoca di Aspi per cui non si perde neanche un posto di lavoro. La società continuerebbe a lavorare attraverso un commissario governativo.

Dopodiché si mette al bando la concessione. Poi c’è il tema dei controlli di sicurezza. Noi come M5s stiamo proponendo che Anas subentri solo nella parte di controlli di sicurezza.” Mion: “Nostro dovere è difendere le aziende” “uello che è accaduto, il crollo del ponte di Genova, le vittime e le sofferenze provocate,quello che è emerso dopo la tragedia, rende comprensibile laposizione del Presidente del Consiglio. E’ tuttavia nostro dovere difendere le due aziende, Aspi ed Atlantia, ed i loro dipendenti, finanziatori  ed azionisti. Mi auguro che si possa trovare una soluzione equa nell’interesse di tutti: cittadini,lavoratori, risparmiatori ed investitori”. Lo dichiara il presidente di Edizione, Gianni Mion. 

Rosato (Iv): “Revoca come un boomerang, conto a italiani” “Il contenzioso rischia di essere uno straordinario regalo ai Benetton. Se vincono saranno gli italiani a pagare, e non Alessandro Di Battista”. Lo dice, in una intervista al Corriere della Sera, Ettore Rosato,vicepresidente della Camera e coordinatore di Italia Viva, alla vigilia del Cdm su autostrade.    “Da quello che si comprende scorrendo le agenzie – premette Rosato -, domani (oggi, ndr) ci sarà un’informativa del presidente Conte”, “sono passati due anni e il punto misembra ancora un messaggio che serve per conquistare consenso,non per risolvere il problema. Non avremmo avuto tutte le stradeliguri bloccate, se questi due anni non si fossero persi in cerca di like”.   Sull’atteggiamento di Italia Viva fa comunque sapere:”Ribadiremo le nostre posizioni”, “vale la pena imbarcarsi in un contenzioso con il rischio elevato di perdere per lo Stato? Direi di no. Vale la pena perdere credibilità con gli investitori internazionali? Direi di no. Dunque, il tema Atlantia non è i Benetton a cui noi non vogliamo fare sconti”. “È il rapporto chiave – spiega – di chi viene a investire nel nostro Paese. A maggior ragione in un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo. Ecco, la nostra prima preoccupazione dovrebbe essere quella di rilanciare il lavoro,non gli studi di avvocati”.  A Conte, “diremo questo: siamo dichiaratamente contrari acominciare un percorso perdente per lo Stato”, ma “noi nondifendiamo Autostrade”. Bettini (Pd): “Revoca giusta ma comporta conseguenze complesse” “Rassicuro con tanta amicizia e considerazione la ministra Paola De Micheli. Le opinioni che ho espresso sulla vicenda Autostrade sono assolutamente personali. Non parlo mai a nome del Pd; che per decidere ha il suo segretario e i suoi gruppi dirigenti”. Così Goffredo Bettini, dirigente Pd su Facebook.  “Ribadisco che i motivi per una revoca della concessione ci sarebbero tutti. Tuttavia – aggiunge Bettini – questa decisione comporterebbe in varie direzioni conseguenze complesse da affrontare. Ecco perché mi affido alla ponderata decisione del premier Conte, che ha espresso opinioni molto simili alle mie, e dell’insieme del governo. Sono sicuro che qualsiasi approdo sara’ assunto tenendo la schiena dritta, portando gli attuali gestori ben oltre al di sotto del 51% e difendendo gli interessi dei cittadini che vogliono sicurezza, efficienza e un abbassamento delle tariffe che ricadono su di loro”. Possetti (presidente vittime): “Presi in giro tutti gli italiani” “Ovunque in Europa una tragedia come questa farebbe da spartiacque. Chi sbaglia paga: è assurdo che dopo due anni Autostrade abbia ancora la concessione”. Lo dice,in una intervista al Fatto quotidiano, Egle Possetti, la donna che nel crollo del ponte Morandi ha perso la sorella Claudia, il cognato Andrea e i nipoti Manuele e Camilla, e che è ora la presidente del Comitato familiari delle vittime.  “La presa in giro è verso tutti gli italiani. Non sono un tecnico, ma mi pare chiaro che a far crollare il ponte non sia stato un meteorite né un fulmine. Abbiamo visto la corrosione dei reperti, l’assenza di manutenzione su altri viadotti e gallerie. Elementi sufficienti a cancellare qualsiasi rapporto di fiducia. Se lei presta la macchina a qualcuno e gliela ridanno distrutta, il giorno dopo la presta di nuovo?”.    Sul fatto che c’è però in gioco una clausola milionaria e il rischio di un contenzioso infinito, osserva: “Sappiamo che non è semplice, il presidente Conte ce lo ha detto chiaramente lo scorso anno. Anzi, ho apprezzato la sua serietà nel non prometterci la luna. Certo, noi avremmo voluto la revoca dal giorno dopo il crollo”. Toti: “Poi chi gestirà rete autostradale” “Vogliono cacciare i Benetton? Lo facciano pure. Però da domani voglio capire cosa succederà”. A dirlo, in una intervista al Corriere della Sera, è Giovanni Toti, presidente della Liguria.  Alla domanda se revocare o non revocare la concessione ai Benetton, Toti risponde: “Ne sento parlare da due anni e per adesso l’unico dato è che hanno stritolato la mia Regione. A questo punto la mia domanda è una soltanto: in caso di revoca chi gestirà la mia rete autostradale? E ancora: con quali regole? Io – spiega – sono perché un governo si prenda le sue responsabilità. E dico altresì che il colpevole del Ponte Morandi debba essere punito dalla giustizia. Però – aggiunge il governatore ligure – se c’è un colpevole e si chiama Aspi (Autostrade per l’Italia), c’è un ministero che non ha fatto quello che avrebbe dovuto fare. Per farla breve: se si taglia definitivamente il rapporto con Autostrade, che cosa si farà per un ministero che non è stato in grado di controllare?”, si chiede Toti.

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