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Botswana, essere gay non è più un reato

bandiera lgbt

Il Botswana è un Paese del Sud Africa senza sbocchi sul mare. L’estate scorsa, la sua Alta Corte ha stabilito che la legge che criminalizzava la “conoscenza carnale di qualsiasi persona contro l’ordine della natura” era discriminatoria e quindi incostituzionale.

Finalmente ora anche il Botswana si unisce al piccolo gruppo di paesi africani, come Burkina Faso, Capo Verde e Gabon, che riconosce i diritti e la dignità delle sue minoranze sessuali.  Questa sentenza è un’enorme vittoria per tutte le persone LGBT+ in Botswana. Ora bisogna liberare le persone LGBT+ dal timore di essere arrestati o molestati da parte della polizia e dal sentimento di vergogna.

L’arretratezza delle leggi del paese in passato ha spesso spinto gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini a nascondere la propria sessualità dietro una facciata di relazioni eterosessuali. Questa sentenza fornisce qualche speranza per una dignità più sicura e più grande poiché ormai non c’è più la necessità di nascondersi dalla legge.

Alcuni considerano le leggi sudafricane un’idiosincrasia legata al colonialismo dei coloni bianchi. Ma il Botswana non fu mai una colonia. Era un protettorato in cui venivano conservati gli aspetti fondamentali dell’autorità e della cultura tradizionali e quasi nessun insediamento bianco era permesso. Botswana, Angola, Mozambico e Zimbabwe sono ampiamente rispettati in tutta l’Africa per il loro ruolo nella liberazione del Sudafrica dalla supremazia bianca.

La sentenza del Botswana potrebbe leggermente incoraggiare il ministro degli Affari internazionali sudafricano. Ora che il Sudafrica è una delle quattro nazioni nella regione ad avere depenalizzato atti omosessuali consenzienti, può diventare più schietto nel parlare contro gravi violazioni dei diritti umani delle minoranze sessuali e di genere in altri paesi africani.

Speriamo che questa svolta legislativa si rifletta sulle e che questo porti un cambiamento in tutti i paesi Africani.

Categorie:Lgbt, Mondo

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