Politica locale

“Il virus è un trucco” In 200 in piazza a Roma contro il governo. Gilet arancioni a Milano

“Il virus è un trucco” In 200 in piazza a Roma contro il governo. Gilet arancioni a Milano

Manifestazione non preavvisata al centro di Roma. Circa 200 persone hanno raggiunto piazza Venezia con l’intenzione di andare a Montecitorio. Sul posto le forze dell’ordine. La manifestazione sia nata da un gruppo “Marcia su Roma” nato sui social. “Il virus è un trucco per inventare la crisi”, urlano i manifestanti contenuti dai cordoni della polizia che blindano l’accesso delle strade verso Montecitorio.

Blindati si trovano all’inizio di Via del Corso, per cui i manifestanti hanno organizzato un sit in al centro dell’incrocio. Qualche momento di tensione nella trattativa tra i leader e i funzionari di polizia. Molti indossano magliette con scritto “Marcia su Roma”, “e ci sono anche rappresentanti di Casapound” spiega uno dei portavoce che parla al megafono. “Al governo vogliamo dire che il virus è un cavallo di Troia, non esiste – spiega ancora – e per questo molti oggi non indossano la mascherina. Ci stanno facendo fallire, Non so quale sia il loro disegno politico, vogliono rifare le regole sociali.‎ Vogliono confinarci e schedarci tutti”. Dal gruppo slogan come “libertà libertà” e l’Inno di Mameli.

Ci sono stati momenti di tensione con la polizia. I manifestanti con le braccia alzate si sono avvicinati al cordone delle forze dell’ordine, in tenuta antisommossa, che gli sbarrava la strada. “Qui c’è gente che non mangia. C’è gente che non prende lo stipendio da 4 mesi. Abbiamo fame” dicono i manifestanti alcuni avvolti nel tricolore. I manifestanti vogliono raggiungere Montecitorio. “Ci hanno fatto morire. Siamo persone perbene – ha detto una delle donne a un agente – tu sei mio fratello. Siamo tutti Italiani”. “Fateci passare che è la cosa più giusta” ha detto un’altra. 

A seguito della manifestazione, sono state identificate e denunciate 70 persone.  Secondo quanto si è appreso, sono al vaglio anche le sanzioni riguardo il mancato rispetto delle norme anti-Covid: i manifestanti erano senza mascherina, non rispettavano le distanze antiassembramento e alcuni arrivavano fuori dal Lazio, violando così il divieto di mobilità tra regioni.

Qualche centinaio di persone si sono radunate stamani in Piazza Duomo a Milano per una manifestazione dei “Gilet Arancioni”, un movimento di protesta che chiede, tra l’altro, il ritorno alla “lira italica” e un “governo votato dal popolo”. Nel corso della manifestazione, capitanata da Antonio Pappalardo, la maggioranza dei partecipanti non ha rispettato le distanze di sicurezza per l’emergenza Covid e si sono verificati di fatto alcuni assembramenti anche attorno ai rappresentanti del movimento che parlavano al microfono, dopo aver steso striscioni a terra. Alcuni dei partecipanti della manifestazione a Milano tenevano anche le mascherine abbassate mentre urlavano cori di protesta. 

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha annunciato su Facebook l’intenzione di denunciare gli ideatori della protesta: “Ho chiesto al Prefetto di denunciare gli organizzatori della manifestazione dei cosiddetti ‘gilet arancioni’. Un atto di irresponsabilità in una città come Milano che così faticosamente sta cercando di uscire dalla difficile situazione in cui si trova”. In particolare, il leader del movimento Antonio Pappalardo è stato denunciato per aver violato le disposizioni previste dai Dpcm del 17 maggio, che impedisce ancora gli assembramenti e punisce chi non porta la mascherina. 

A Bologna stato necessario anche un passaggio della polizia per invitare i manifestanti, che si sono dati appuntamento questa mattina in Piazza Maggiore  per una protesta contro il Governo, a tenere le distanze di sicurezza e a indossare la mascherina. Gruppi di persone, tra cui anche alcuni Gilet arancioni, si sono ritrovati sul Crescentone, con striscioni e bandiere, per questa iniziativa senza però rispettare le misure per contenere i contagi da Covid-19 e creando assembramenti. 

A Firenze hanno partecipato alla protesta circa 250 persone, ma, in questo caso, non c’è stato bisogno dell’intervento delle forze dell’ordine: tutti avevano la mascherina. Un po’ meno partecipata la dimostrazione a Torino, in piazza Statuto: anche li, però, alcuni manifestanti non indossavano la mascherina. 

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