Economia

Eurogruppo, trovato accordo definitivo sul Mes

Eurogruppo, trovato accordo definitivo sul Mes

Eurogruppo, trovato accordo definitivo sul Mes

C’è l’accordo sul Mes. L’Eurogruppo ha trovato un’intesa definitiva sul Salva-Stati.  Si tratta di uno degli strumenti più attesi (e discussi) che dovrebbe aiutare gli Stati membri ad affrontare la crisi dovuta all’epidemia di Coronavirus. La riunione dei ministri finanziari Ue – durata circa due ore – si è conclusa prima delle 18. Il ministro francese, Bruno Le Maire, annuncia su Twitter che la linea di credito sarà da 240 miliardi di euro. “Il Mes sarà operativa dal primo giugno”, scrive Le Maire smentendo le notizie che davano il fondo accessibile da metà maggio. E mentre il Pd sottolinea le “condizioni favorevoli”, chiedendo l’utilizzo del fondo, Conte e Di Maio frenano, invocando il Recovery Fund.  Il prossimo incontro dell’Eurogruppo dovrebbe tenersi venerdì prossimo, 15 maggio, seguita da un Ecofin il 19 maggio.

Nel comunicato diffuso al termine dell’Eurogruppo si conferma che l’unico requisito della nuova linea di credito anti pandemia del Mes sarà l’utilizzo dei relativi fondi su spese sanitarie “dirette e indirette di cura e prevenzione” del Covid-19. Non sarà quindi necessario nessun Memorandum di intesa per accedere ai prestiti, ma i Paesi richiedenti dovranno semplicemente compilare un  “template”, un modulo con la lista delle voci di spesa ammissibili. I fondi saranno “disponibili per tutti gli Stati membri dell’area dell’euro per importi del 2% del PIL dei rispettivi membri alla fine del 2019”. Questo significa che l’Italia potrà ricevere una cifra intorno ai 37 miliardi di euro. 

I prestiti dal Meccanismo Salva-Stati si potranno chiedere fino al 31 dicembre 2022, una scadenza che potrà però essere soggetta a modifiche. Confermati gli interessi favorevoli sui fondi erogati, saranno “adatti alla crisi eccezionale”. E ovvero il tasso annuale sarà dello 0,1%, con un costo una tantum di 0,25% e costo annuale di 0,005%. Il denaro ricevuto potrà essere restituito in un periodo che non potrà eccedere i 10 anni.

Per quanto riguarda sorveglianza e monitoraggio, le conlusioni sono piuttosto vaghe, ma lontane dal rischio Troika di cui si parlava nelle scorse settimane. I controlli “dovrebbero essere commisurati alla natura dello shock simmetrico causato dal Covid-19”, recita il comunicato. Vale a dire che  “l’intensità” della sorveglianza sui conti “dovrebbe essere commisurata e proporzionata alla severità delle difficoltà finanziarie incontrate e dovrebbe tenere in considerazione la natura dell’assistenza finanziaria ricevuta”. Il Mes attuerà il sistema di allerta rapido “per assicurare una puntuale restituzione degli aiuti”.  Secondo il Commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni “la sorveglianza si concentrerà solo sull’uso coerente dei fondi”.

Tra i primi a parlare il capogruppo Pd in Senato, Andrea Marcucci. “L’accordo sul Mes rispecchia i requisiti che il Governo italiano ha posto con forza in queste settimane – dice -. L’unica condizione è quella della spesa sanitaria. Con questa premessa, credo sia auspicabile usare i 37 miliardi previsti”. Per il segretario Dem, Nicola Zingaretti, il Mes senza condizioni è “un’opportunità per il Paese”. 

Ancora più duro il presidente dell’Europarlamento, David Sassoli. “Tutti quelli che hanno fatto perdere tempo agli italiani e hanno lanciato offese, adesso abbiano il coraggio di chiedere scusa”. dice. “Non ho mai avuto dubbi – continua – che la linea sanitaria del Mes sarebbe stata senza condizioni e utile per affrontare l’emergenza sanitaria nei nostri paesi”.

Se il Pd spinge per ricorrere al Salva Stati, il premier Conte mostra ancora una volta freddezza nei confronti di questo strumento. “Le tre misure Sure, Bei, Mes sono insufficienti, ammontando ad una frazione di quanto altre grandi economie, come quella Usa, stanno spendendo per sostenere le loro imprese e le loro famiglie”, dice nell’intervento conclusivo a The State of Union. “Il prestito effettivo del ‘Recovery Fund’  sui mercati (distinto dalle risorse totali che esso mobilita) deve essere di notevole dimensione – aggiunge -, almeno 1 trilione di euro, per portare la dotazione totale della risposta europea in linea con le necessità finanziarie complessive dell’Ue”. 

Snobba il Mes anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. “Come ha detto Conte, dobbiamo leggere i regolamenti – dice -. Si parla di circa 30 miliardi del Mes per l’Italia, ma noi stiamo lavorando su un accordo per il Recovery Fund che vale tra i 1.500 e 2.000 miliardi. Quindi, se ci sarà un poderoso Recovery Fund, non ci sarà bisogno di nessun altro strumento”.

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