Governo

Coronavirus, Renzi: “Da Conte oggi segnali incoraggianti, ma dove si può bisogna ripartire subito”

Conte ammonisce Renzi: "Basta o è crisi"

Giuseppe Conte

Matteo Renzi, dopo le bordate di ieri in Senato contro il premier Giuseppe Conte, dice di vedere «segnali incoraggianti» nei rapporti tra le forze di maggioranza a proposito della Fase 2. «Lo spero», dice il leader di Iv. Tra il restare all’interno di un governo che a suo dire «calpesta la costituzione», e uscire dall’esecutivo, Renzi dice di vedere «una terza ipotesi»: «Il governo smette di fare dpcm, il governo inizia a dare i soldi, le cose che noi abbiamo contestato anziché essere criticate per partito preso, per pregiudizio ideologico vengono considerate per quello che sono, il tentativo di dare un aiuto concreto e si inizia a fare le cose sul serio». «Il presidente del Consiglio – aggiunge – si è reso conto che le cose non vanno sulla liquidità». 

Renzi avverte che «c’è una divisione sempre più forte tra chi è garantito e chi no, e non c’è solo l’elemento psicologico. Dopo due mesi di domiciliari – sottolinea il leader di Iv – mancano le certezze». L’Italia «adesso ha quasi diecimila posti letto in terapia intensiva disponibili, e la buona notizia è che ogni giorno sta diminuendo il numero delle persone costrette a questi reparti. Significa che il rischio del collasso delle terapie intensive, molto fondato qualche settimana fa, adesso non c’è». Quindi, «con prudenza, in sicurezza, sapendo che dovremo convivere con il virus ancora a lungo, dobbiamo ripartire. Altrimenti il collasso sarà quello dei posti di lavoro».

Rispondendo a una domanda su Zapping a Radio 1, Renzi si dice «favorevole ad una “riapertura calibrata” nei territori: «Noi abbiamo territori che non vedono contagiati da giorni; abbiamo una situazione in generale che sta migliorando». Puntualizza: «Non sottovaluto quello che è accaduto, mi colpisce quando lo sento dire. Ma per carità, morire da soli, senza avere un familiare accanto, è una cosa che spacca il cuore».

Tuttavia, «penso che ciò che sta accadendo avrà conseguenze nei prossimi sei mesi. E questo è il compito della politica». Prosegue: «Il populismo vive di sondaggi, di attenzione all’istante, a ciò che accade adesso, mentre la politica dovrebbe prevedere qualche mese prima. Se non ripartiamo adesso, specie nei territori in cui si può ripartire, il lavoro perderà significato e sarò tutto sussidi e assistenzialismo».

Rispondendo a un’altra domanda, sempre a Zapping, che gli chiede perché sia così critico nei confronti di un governo che decide quando lui è sempre stato favorevole a un rafforzamento dei poteri del presidente del Consiglio, Renzi risponde infine così: «Ritengo che non sia lecito per il capo del governo decidere se il fidanzamento sia saltuario o stabile, figuriamoci se non voglio un governo che decide, ma per farlo ci vuole la riforma della Cosituzione».

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