Europa

Addio al rosso Corbyn, l’incognita del Labour è il radicale del buon senso Keir Starmer

Addio al rosso Corbyn, l'incognita del Labour è il radicale del buon senso Keir Starmer

Keir Starmer

Il Labour elegge il moderato Keir Starmer come successore di Jeremy Corbyn. Starmer ha vinto le primarie con il 56 per cento dei voti, battendo Rebecca Long Bailey (27 per cento), la candidata più vicina al leader uscente, e Lisa Nandy (16 per cento). Il discorso registrato di Starmer è stato all’insegna dell’unità e della conciliazione. Il nuovo leader ha promesso un dialogo costruttivo con il governo per gestire l’emergenza del coronavirus. “Il nostro obiettivo è lo stesso dell’esecutivo, salvare le vite e proteggere il nostro paese”, ha detto Starmer promettendo che non farà opposizione a tutti i costi sull’emergenza sanitaria. 

Il nuovo leader ha reso onore a Jeremy Corbyn (“ha dato energia al nostro movimento”) pur criticando indirettamente il modo in cui ha gestito la piaga dell’antisemitismo. “È stata una macchia sul nostro partito”, ha detto Starmer chiedendo scusa alla comunità ebraica “a nome di tutto il Labour”. Il nuovo leader ha promesso “di sradicare il veleno antisemita” e di fare ritornare nel partito i fuoriusciti di fede ebraica che si sono sentiti discriminati. 

Il nuovo leader del Labour promette di riconciliare le fazioni che si sono fatte la guerra durante la gestione corbyniana, e di mantenere l’unità in vista del voto del 2024. “Abbiamo perso quattro elezioni di fila”, ha detto Starmer nel suo discorso: “Stiamo fallendo nella nostra missione storica”. Il nuovo leader sostiene di essere la persona giusta per sconfiggere Boris Johnson e riportare la sinistra al potere. 

Eppure molti osservatori si domandano come cambierà il partito con il nuovo leader. Finora Starmer non si è mai sbilanciato nei suoi giudizi su Jeremy Corbyn, e ha proposto delle politiche economiche sostanzialmente in continuità con quelle del suo predecessore. “Cerco di prendere il meglio dall’ultimo governo laburista (guidato da Gordon Brown, ndr) e da Jeremy Corbyn per unire il partito”, ha detto Starmer in un’intervista recente al settimanale New Statesman. 

Il nuovo leader è un uomo prudente – molti lo chiamano “un radicale del buon senso” – e proverà a stabilire un modus vivendi tra le varie anime del Labour. Starmer non potrà fare a meno dell’appoggio della classe dirigente corbyniana, che continua a dominare la macchina del partito e ad avere un grande seguito tra la base. Gli osservatori fanno notare che il comitato elettorale di Starmer include dei personaggi molto diversi tra di loro – si passa dai centristi ex blariani ai radicali corbyniani – e potrebbe essere un indizio di come intende governare il partito.

Ognuno vede nel nuovo leader qualcosa di diverso. Il gruppo parlamentare del Labour, ovvero il centro della resistenza anti corbyniana, si augura che archivi le politiche degli ultimi cinque anni e riporti il partito verso il centro. Starmer è stato una spina nel fianco per Corbyn, da cui ha progressivamente preso le distanze. Si è dimesso dal governo ombra per unirsi ai dissidenti che chiedevano le dimissioni del leader dopo la sconfitta del Remain nel 2016. Durante i negoziati con l’Ue, il ministro ombra della Brexit è diventato il referente dell’area europeista del partito che criticava l’ambiguità della leadership verso un secondo referendum. Il cerchio magico di Corbyn considera Starmer come un corpo estraneo e ha sostenuto con forza la sua rivale Long Bailey alle primarie. 

Molti pretoriani dell’ex leader hanno accusato i remainer londinesi ed europeisti come Starmer di essere stati tra i responsabili della debacle elettorale dello scorso dicembre, danneggiando l’immagine del partito nelle roccaforti euroscettiche del Nord. Eppure il nuovo leader non perde occasione per rimarcare le sue credenziali socialiste. 

Starmer è un figlio della working class; il padre era un meccanico e la madre un’infermiera colpita fin da giovane da una malattia degenerativa. “Ma fino al giorno della sua morte si è sempre rifiutata di usare la sanità privata”, ha detto Starmer per riaffermare il suo Dna socialista. È stato chiamato Keir in onore di Keir Hardie, il primo deputato laburista nella storia. 

Nella sua carriera da penalista, Starmer è stato l’avvocato delle cause perse difendendo gratuitamente sindacalisti, immigrati e gruppi ambientalisti all’epoca della Thatcher. Poi nel 2008 viene nominato procuratore generale da Gordon Brown, ed entra a fare parte dell’establishment britannico che aveva precedentemente sfidato in tribunale. L’ingresso in politica nel 2015 non è stata una sorpresa ma un’evoluzione naturale per uno che, fin da piccolo, aveva sognato di riportare il Labour al governo. 

Nel 2015 l’allora premier David Cameron aveva accolto l’elezione di Corbyn come una benedizione, essendo convinto che le debolezze del leader avrebbero tenuto il Labour lontano dal governo. Boris Johnson può stare tranquillo; ha una maggioranza enorme in Parlamento, e non dovrà andare a elezioni prima del 2024. Eppure a Downing Street temono che i confronti in Parlamento con Starmer possano rivelare le debolezze del premier. Il nuovo capo dell’opposizione è l’esatto contrario del primo ministro; serio, preciso, un po’ ingessato. La sua incoronazione è un’incognita in più in vista del 2024. 

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.