Europa

Slovacchia, si insedia il governo Matovic

Slovacchia, si insedia il governo Matovic
Igor Matovic e Zuzana Caputova

La presidente slovacca Zuzana Čaputová ha nominato ufficialmente il nuovo governo in una cerimonia che si è svolta presso il palazzo presidenziale di Bratislava in cui tutti gli intervenuti indossavano mascherine e guanti secondo le misure sanitarie decretate a seguito del coronavirus. A Igor Matovič e ai suoi ministri la presidente ha augurato molto successo, sottolineando tuttavia che «il tempo e la situazione sono così gravi che non possiamo permetterci altro che un governo, onesto, laborioso, altruista, coraggioso, risoluto e responsabile, e che agisca secondo costituzione».

«Oggi non state solo prendendo il potere, oggi state assumendo la responsabilità della nazione e del suo popolo. Qualsiasi fallimento, che in circostanze normali è semplicemente criticabile, oggi metterebbe a repentaglio la fondamentale possibilità di affrontare la situazione», ha detto Čaputová. «La nostra base comune è la fiducia reciproca. Fiducia dei cittadini nei confronti dei funzionari statali che agiscono nel loro interesse e la fiducia in voi e nelle vostre misure e raccomandazioni. Dobbiamo costruire, coltivare e proteggere la nostra fiducia reciproca ogni giorno. Oggi è essenziale agire come una comunità organizzata, coesa e compassionevole in cui tutti si chiedono cosa possono fare personalmente per avere successo insieme».

Il giorno prima a palazzo era stata la volta del governo uscente di Peter Pellegrini che ha consegnato in blocco le proprie dimissioni, come previsto dalla Costituzione, dopo la sessione inaugurale del Consiglio nazionale della Repubblica Slovacca e la nomina del nuovo presidente del Parlamento Boris Kollár (Sme Rodina).

Čaputová ha particolarmente apprezzato il fatto che il primo ministro Pellegrini e i suoi ministri abbiano risposto prontamente all’insorgenza “dell’enorme minaccia” per la salute che la Slovacchia ha dovuto affrontare. «Apprezzo che abbiate reagito con forza e che lei (Pellegrini) sia stato in grado di trasmettere le sue decisioni in modo chiaro e convincente al pubblico. Inoltre apprezzo molto il fatto che, in una situazione critica, lei abbia trovato un terreno comune con il primo ministro in arrivo e che la consegna dei poteri avverrà in una maniera di elevata attenzione politica e sociale», e che accadrà in modo tale «che la fiducia dei cittadini nei rappresentanti del potere non risenta».

L’esecutivo del nuovo primo ministro Igor Matovič (OĽaNO) sarà sostenuto da una maggioranza di quattro partiti, OĽaNO, Sme rodina, SaS e Za ľudí. Sabato, prima di recarsi dalla presidente, i leader dei quattro partiti hanno firmato l’accordo di coalizione in un luogo simbolico, il castello di Bratislava, dichiarando che con l’intesa vogliono mantenere le promesse elettorali, ovvero rendere la Slovacchia un paese di cui le persone oneste saranno orgogliose e dove le persone oneste vorranno vivere. Secondo le intenzioni dei leader, il documento dovrà essere firmato da tutti i parlamentari di coalizione, e solo in seguito sarà pubblicato. Il nuovo premier ha promesso alla presidente che il suo governo governerà apertamente, con le persone e per le persone. La sua priorità sarà ora la pandemia di coronavirus. Come medicina per il virus Matovič ha menzionato la solidarietà, la responsabilità e l’impegno di tutte le persone che hanno davvero a cuore la Slovacchia.

Il partito del premier OĽaNO, che è risultato vincente alle elezioni parlamentari del 29 febbraio, con un sorprendente 25% di voti, oltre alla presidenza del consiglio si è tenuto sette ministeri: Finanze, Interni , Salute, Difesa, Agricoltura, Ambiente e Cultura.

Sme Rodina, secondo partito della coalizione, ne occupa tre: Lavoro, affari sociali e famiglia, Trasporti e infrastrutture e la poltrona di vicepremier per la Pianificazione legislativa e strategica.

Al partito Libertà e Solidarietà (SaS) vanno altri tre ministeri (uno dei quali ceduto da OĽaNO per tenersi le Finanze): Istruzione, Affari esteri, Economia. Richard Sulík sarà anche primo vicepremier per l’Economia. Inizialmente voleva per sé le Finanze (era stato l’artefice della flat-tax come consigliere del ministro Ivan Mikloš nel 2004).

Za ľudí (Per il popolo) dirigerà i due dicasteri Giustizia e Investimenti e sviluppo regionale, che include la gestione dei fondi europei. Veronika Remišová sarà anche vice premier.

Nel corso della cerimonia, prima il primo ministro e poi ad uno ad uno tutti i ministri hanno prestato giuramento al capo dello Stato secondo l’articolo 112 della Costituzione: «Giuro sul mio onore e coscienza lealtà nei confronti della Repubblica Slovacca. Adempirò i miei doveri nell’interesse dei cittadini». Ora l’esecutivo ha trenta giorni di tempo per presentarsi in Parlamento e chiedere la fiducia sul proprio programma politico per la legislatura.

Dopo la nomina, e il passaggio di consegne dal vecchio governo, il nuovo consiglio dei ministri ha tenuto la sua prima riunione presso il palazzo del governo, nel corso della quale ha nominato nuovi segretari di Stato nei singoli ministeri. Per il dicastero del Lavoro, affari sociali e famiglia sono stati nominati Jozef Mihal e Sona Gaborcakova; per la Giustizia, Michal Luciak; per la Pubblica istruzione, scienza, ricerca e sport Monika Filipova, Ludovit Paulis e Ivan Husar; al ministero degli Interni andrà Lukas Kyselica, ex capo della squadra investigativa Gorilla. Al dicastero dell’Economia saranno sottosegretari Jan Oravec e Karol Galek. Martin Klus va al ministero degli Affari esteri ed europei, e Marian Majer alla Difesa.

Il consiglio dei ministri ha inoltre approvato la decisione di presentare il proprio programma di mandato al Parlamento slovacco entro il 13 aprile. Per questa ragione ogni singolo ministero dovrà far pervenire all’ufficio di governo la stesura dei propri programmi entro il 3 aprile. Da questi verrà redatta la versione finale del programma, ovvero del manifesto politico del governo che andrà presentato in Parlamento entro 30 giorni dalla nomina dell’esecutivo. Nella riunione si è inoltre deciso che Richard Sulík reggerà temporaneamente il ministero degli Esteri, in attesa che Ivan Korčok rientri in Slovacchia e si sottoponga, come da normativa di emergenza in vigore, alla quarantena obbligatoria di 14 giorni valida per tutti coloro che rientrano dall’estero. Korčok è attualmente ambasciatore della Slovacchia a Washington, dopo essere stato segretario di Stato agli Esteri fino allo scorso anno.

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