Europa

Coronavirus, New York si ferma. In Spagna più di mille morti. Boom di contagi in Germania.

Coronavirus, tutti collaborativi tranne Salvini

Coronavirus

Tutto il mondo continua a fronteggiare l’emergenza coronavirus, e in particolare Europa e Stati Uniti fanno i conti con una curva di contagi e vittime che prosegue verso l’alto. Il presidente Donald Trump esclude il ‘lockdown’ totale del Paese e annuncia la chiusura dei confini con Messico e Canada per i viaggi non essenziali e il ricorso a una legge che consente di potenziare la produzione delle aziende private per beni strategici come mascherine e respiratori. Ma intanto, i 19 milioni di abitanti dello Stato di New York si fermano. In Gran Bretagna, dove i contagi sfiorano i 4mila, il premier Boris Johnson ha annunciato che da stanotte chiuderanno pub, ristoranti (che potranno comunque continuare con il cibo da asporto) cinema, teatri, palestre e club. Restano aperti i negozi, come è stato precisato in seguito, nonostante fossero stati citati da Johnson in conferenza stampa. Il cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, ha promesso che il governo garantirà il pagamento dell’80% dello stipendio fino a 2500 sterline al mese a tutti i dipendenti britannici costretti a casa dal coronavirus.

Secondo una stima aggiornata della France Press, sono ormai 250mila i casi di coronavirus nel mondo. In Spagna i morti sono più di mille: ieri erano 767. In Germania sono 13.957 i casi, 2958 in più di ieri e le vittime 31, 11 più di ieri. La Baviera è il primo land a decidere il lockdown, misura che nel fine settimana potrebbe anche essere estesa a tutto il Paese. In Svizzera quasi mille casi in più in 24 ore mentre l’Austria definisce il trend dei casi “incoraggiante”. Il Portogallo supera la soglia dei mille contagi, con un aumento del 30% in un giorno. Nel Regno Unito, dove i morti sono 177, il governo non pensa a misure coercitive – scuole a parte, che sono chiuse – e le autorità hanno deciso di richiamare oltre 65mila tra medici e infermieri in pensione. Infettato anche David Frost, capo negoziatore britannico sul dopo Brexit, che da oggi è in auto-isolamento a casa “con sintomi lievi”, registrati dopo gli incontri di Bruxelles delle settimane scorse con la delegazione Ue guidata da Michel Barnier, anche lui contagiato. C’è anche il primo eurodeputato contagiato: è Adam Jarubas del Partito popolare polacco. “Mi trovo all’ospedale e mi sento bene. Ne uscirò e ne usciremo tutti”, ha scritto stamattina su twitter. Fonti dell’Eurocamera precisano che al momento il Parlamento Ue non è a conoscenza di altri casi tra gli eurodeputati, e che il servizio medico dell’Europarlamento è in contatto con Jarubas.

La Turchia, dove i casi sono saliti a 670 con un aumento di 311 casi nelle ultime 24 ore e nove morti, ha deciso che rimpatrierà su base volontaria i suoi cittadini che si trovino per motivi di studio in ItaliaRegno Unito, Irlanda, Svizzera, Polonia, Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti e desiderino lasciare questi Paesi: bisogna farne richiesta entro domani pomeriggio alle missioni diplomatiche di Ankara nei rispettivi Paesi.

L’allarme dell’Onu – Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, nel corso della prima conferenza stampa virtuale della loro storia, ha dichiarato che siamo di fronte a una crisi sanitaria globale diversa da qualsiasi nella storia di 75 anni delle Nazioni Unite e che una recessione globale – forse di dimensioni record – è quasi una certezza. ’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) ha riferito che “i lavoratori di tutto il mondo potrebbero perdere fino a 3.400 miliardi di dollari di reddito entro la fine di quest’anno“.

Spagna – I contagiati sono 19.980, e il numero dei deceduti è 1.002, ha reso noto il direttore del Centro di coordinamento per la crisi, Fernando Simon. Ed “è molto probabile che questi dati fotografino per difetto” la situazione reale, ha precisato. Si sono ammalate nelle ultime 24 ore 2.833 persone in più. I decessi in un giorno, ieri, sono stati 235. I medici spagnoli, secondo quanto prevede un piano elaborato da intensivisti e internisti per far fronte alla carenza di posti letto, vogliono scegliere chi ricoverare in terapia intensiva in base all’aspettativa di vita. “Ammettere un ingresso può significare negarne un altro a un’altra persona che può beneficiarne di più, quindi è necessario evitare il criterio del primo arrivato”, si legge nel documento di raccomandazioni ottenuto da El Mundo, redatto dalla Società Spagnola di Medicina Intensiva e concordato con la Società Spagnola di Medicina Interna. Con le limitate risorse bisogna “massimizzare il beneficio comune”, tra le altre cose “valutando attentamente l’ammissione dei pazienti con un’aspettativa di vita inferiore a due anni”. Allo stesso tempo, chiariscono i medici, il sistema sanitario non può lasciare i pazienti non prioritari non protetti, ma deve “offrire alternative sanitarie di qualità che coprano i bisogni fondamentali delle persone e delle loro famiglie“.

Francia – Sono saliti a 12.612 i casi di coronavirus in Francia, 1.617 in più di ieri. Lo ha annunciato nel punto stampa serale il direttore generale della Sanità, Jerome Salomon. Il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, ha lanciato un appello alle aziende francesi affinché versino un bonus esentasse ai loro dipendenti, in particolare, coloro che “hanno il coraggio di recarsi sul posto di lavoro”. Intervistato da LCI, Le Maire ha evocato, in particolare, “settori vitali come l’agroalimentare o la grande distribuzione”, con l’auspicio di un bonus di “1.000 euro totalmente esentasse ai loro dipendenti”. Intanto Macron ha riunito il consiglio di Difesa: allo studio la proroga del termine delle misure fino al 31 marzo.

Germania – Lockdown in Baviera, il Land più grande del Paese. Il presidente del Consiglio dei ministri locale, Markus Söder (CSU) ha spiegato che ci sono ancora troppe persone che viaggiano in gruppo e che questo è pericoloso. “Uscire solo in casi eccezionali”, ha tuonato il primo ministro. Le nuove misure saranno monitorate e controllate dalla polizia e dai servizi di ordine pubblico. “Coloro che li violano saranno soggetti a pesanti multe”, ha detto Söder. Secondo il provvedimento sarà possibile uscire di casa solo per fare acquisti indispensabili, andare in farmacia o dal medico, aiutare persone bisognose, visitare il proprio partner o per fare sport. Le attività fisiche saranno consentite però solo da soli o al massimo in coppia. Domenica la cancelliera Angela Merkel ed i governatori dei Land si consulteranno per decidere un’eventuale estensione di queste misure a tutto il Paese.

Regno Unito – Raggiunge quasi quota 4mila, per l’esattezza 3.983, il totale dei contagi da coronavirus diagnosticati nel Regno Unito, con un record di oltre 700 più di ieri secondo i dati aggiornati ad oggi del servizio sanitario nazionale. Mentre il numero dei morti è confermato a 177 e quello dei test eseguiti nel Paese sale a oltre 66.000. Arriva la prima stretta del premier Johnson: chiudono pub, ristoranti e locali, oltre a palestre, cinema e teatri. Lo ha annunciato oggi, forse in previsione di un’ulteriore restrizione generale nel weekend. Il premier ha confermato l’obiettivo di “invertire la tendenza” dei contagi “in 3 mesi” in tutto il Regno Unito, ma ridimensionandolo a “un’ambizione” attraverso “nuovi test, nuovi farmaci, nuove tecnologie”, oltre “all’enorme sforzo e sacrificio” sul distanziamento sociale. Secondo quanto riporta la Bbc il Servizio sanitario nazionale (NHS) sta richiamando medici e infermieri in pensione in Inghilterra e nel Galles. Intanto Johnson allarga ancora i cordoni della borsa dopo i 350 miliardi di sterline fra crediti e contributi extra annunciati nei giorni scorsi per l’emergenza coronavirus. Il cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, ha annunciato che “per la prima volta nella nostra storia” lo Stato interverrà per contribuire a redditi e salari, annunciando anche un congelamento dell’Iva fino al 30 giugno (30 miliardi), aiuti alle imprese e incrementi allo schema del credito universale. L’annuncio ha fatto rimbalzare la Borsa di Londra e la sterlina, crollata nei giorni scorsi al minimo storico sul dollaro da 35 anni.

Usa – Gli Stati Uniti in 24 ore hanno visto raddoppiare i casi: sono arrivati già a 13.133, 193 le vittime. Trump ha annunciato di aver concordato con Usa e Messico la chiusura delle frontiere per viaggi non essenziali ma ha escluso un lockdown a livello nazionale. I governatori della California, di New York e in seguito del Connecticut, del New Jersey e dell’Illinois hanno ordinato a tutti di stare a casa e il blocco delle attività non essenziali. Il governatore di New York Andrew Cuomo ha ordinato ai lavoratori di rimanere a casa, tranne alimentari e farmacie: “Se il numero dei casi non rallenta, dobbiamo stringere la valvola. Se ancora non rallentano, la stringiamo ancora”. I casi nello Stato di New York sono 7.102, di cui 5151 nella città. Trentacinque i morti, 29 nella Grande mela. “Abbiamo aumentato il numero dei test e di conseguenza il numero dei casi aumenta”, ha detto Andrew Cuomo. Per questo “lo stato di New York si mette in pausa”: solo i negozi ed i servizi essenziali rimarranno funzionanti. “Abbiamo bisogno che tutti siano al sicuro altrimenti nessuno lo è”, ha aggiunto. “Questa è l’azione più drastica che possiamo prendere”. Connecticut, New Jersey e Pennsylvania chiudono dalle 20 di sabato barbieri, centri estetici e per tatuaggi, e l Connecticut si unisce alla lista degli stati che hannoideciso di rinviare le primarie, dal 28 aprile al 2 giugno. Finora hanno preso la stessa decisione i governatori di Georgia, Louisiana, Kentucky, Maryland, ed Ohio.

Olanda – 106 morti e 2.994 persone positive. I nuovi dati segnalati dalle autorità locali tengono conto dell’aggiornamento delle ultime 24 ore: 30 gli ultimi pazienti morti, mentre sono 534 i nuovi casi di infezione dalla giornata di ieri. Del totale delle persone contagiate 725 lavorano in ambito sanitario, mentre i pazienti ricoverati sono 489. La maggior parte delle persone risultate positive al coronavirus si è registrata nel Brabante settentrionale (1.012).

Svizzera – I casi sono saliti a 4840. Nelle ultime 24 ore sono stati segnalati 952 nuovi contagi, secondo l’ultimo bilancio dell’Ufficio federale della sanità pubblica. I casi confermati sono 4176 e altri 664 sono in corso di valutazione dopo un primo risultato positivo. Ieri i casi confermati erano 3888. I decessi legati al covid-19 sono 43, 10 in più di ieri, secondo i dati dell’ufficio federale. Tutti i cantoni e il Liechtenstein sono interessati dalla malattia. I più colpiti sono il Ticino, con un’incidenza di 230, seguito da Vaud (145,3) e Basilea Città (145,3)

Belgio – Arrivate 5 milioni di mascherine di protezione dalla Cina. Già da stamani è in corso la distribuzione del materiale, che viene assegnato in via prioritaria agli ospedali.

Austria – Salgono a 2.203 i casi, 360 in più rispetto al giorno prima. Le vittime sono 6. Le autorità hanno deciso di prorogare le restrizioni fino al 13 aprile (lunedì di Pasqua): i negozi di alimentari e le drogherie possono essere aperti solo fino alle 19 mentre possono restare aperti i parchi e campi da gioco. L’andamento dei contagi da coronavirus in Austria è “incoraggiante”, ha detto il cancelliere Sebastian Kurz. “Teniamoci forte”, ha detto rivolgendosi agli austriaci in una conferenza stampa. “Non dobbiamo rallentare. Dobbiamo attenerci alle misure che abbiamo adottato”. Per la vicinanza con l’Italia ci è stato chiarissimo come bisogna agire: sono misure drammatiche, forti restrizioni per la popolazione ma gli austriaci mostrano di sopportarlo bene e ognuno fa la sua parte e questo mi rende orgoglioso”.

Portogallo – Superata la soglia dei mille contagi, con un aumento del 30% nelle ultime 24 ore. Lo riferiscono le autorità sanitarie, citate dai media locali. I casi confermati ad oggi sono 1.020. Oltre 120 sono ricoverati in ospedale, una ventina in terapia intensiva. E sono stati effettuati test di cui si attende l’esito su altre 850 persone. Diverse migliaia i casi sospetti.
In Portogallo, dove finora sono morte 6 persone, le autorità nei giorni scorsi hanno dichiarato lo stato d’emergenza per ridurre gli spostamenti e i contatti della popolazione.

Polonia – La Polonia entra da oggi in “stato di emergenza”. Lo ha annunciato stasera il premier Mateusz Morawiecki in una conferenza stampa congiunta con il ministro della sanità Lukasz Szumowski. “Le prossime 2-3 settimane, fino a Pasqua, devono essere il tempo di una piena disciplina sociale” ha detto il premier, aggiungendo che le scuole, già chiuse in tutto il paese dallo scorso giovedì, lo rimarranno fino alle ferie pasquali. Il governo ha lanciato un’app per smartphone per sorvegliare le persone messe in quarantena e chi la viola dovrà pagare multe fino a 30mila zloty (6500 euro). Il numero di contagiati in Polonia è salito a 425 persone (+70 rispetto ieri), 6 i deceduti. Nonostante l’emergenza sanitaria in corso, è stato confermato il primo turno delle elezioni presidenziali come previsto il 10 maggio.

Australia – In Australia intanto le autorità hanno lanciato un appello urgente a 2.700 passeggeri sbarcati ieri a Sydney dalla nave da crociera Ruby Princess affinché si mettano in auto isolamento dopo che tre di loro (più un membro dell’equipaggio) sono risultati positivi al test del coronavirus.

Corea del Sud – I nuovi casi sono ritornati a scendere sotto quota 100, a 87, all’indomani dell’impennata inattesa a 152: il Korea Centers for Disease Control and Prevention ha aggiornato i contagi a 8.652, in base ai dati della fine di giovedì. Sono 3 i nuovi decessi, per 94 totali, in gran parte registrati della popolazione più anziata già affetta da altre gravi patologie, come il cancro. Il tasso di mortalità per gli uomini è dell’1,53%, contro lo 0,81% delle donne: quello complessivo resta poco sopra l’l%.

Iran – Sono stati per lo più ignorati gli appelli del governo e delle autorità religiose e militari iraniane a restare a casa durante il Nowruz, il Capodanno persiano. Lo rende noto la polizia iraniana, che parla di oltre 1,2 milioni di persone per le strade. Le città settentrionali sul Mar Caspio hanno inoltre registrato l’arrivo di decine di migliaia di auto dirette nelle principali destinazioni vacanziere, nonostante si siano ripetuti gli avvertimenti a non uscire di casa per contenere la diffusione del coronavirus. Stime ufficiali diffuse oggi in Iran parlano di 19.644 contagi e 1.433 morti.

Israele – Con un balzo di oltre 100 casi è salito a 705 il numero in Israele dei positivi. Lo ha fatto sapere il ministero della Sanità locale spiegando che la crescita (+23%) è dovuta in parte all’incremento dei test in tutto il Paese che negli ultimi giorni è passato dai 500-700 quotidiani a circa 2.200. Degli oltre 700, sono 10 i casi gravi mentre la maggior parte ha sintomi lievi. E oggi c’è stato il primo morto.

Giordania – Coprifuoco a partire da domani mattina alle 07.00 (ora locale) e fino a nuovo ordine. Imposta anche la chiusura di tutti i negozi.

America Latina – Crescono i timori del contagio e il presidente argentino Alberto Fernandez ha annunciato una quarantena a livello nazionale che comincia alle 4 italiane e finirò il 31 marzo alle 24. Il presidente del Brasile Jair Bolsonaro si sottoporrà di nuovo a un test – per la terza volta – dopo che è risultato positivo un suo consigliere per gli Esteri, un altro membro della comitiva che lo ha accompagnato nel suo recente viaggio negli Usa: è il 22esimo contagiato. Bolsonaro ha poi criticato i governatori locali per le chiusure, sostenendo che “la gente non può restarsene a casa, deve uscire per guadagnarsi la vita”. “Ci sono autorità statali che stanno annunciando certe misure – ha detto durante il suo consueto Live settimanale su Facebook – ma a volte quando la medicina è troppo forte finisce che fa male al malato”. Il presidente ha poi detto di “sperare” che nel giro di 3 mesi si raggiunga il picco, e che in 6 si torni alla normalità. Anche il presidente colombiano Iván Duque dovrà effettuare il tampone dopo che un sindaco con cui si è incontrato alcuni giorni fa è risultato positivo. In Argentina, ha annunciato il presidente Fernandez, il rispetto della quarantena sarà sorvegliato dalla polizia nazionale e locale e dalle forze armate. La misura si aggiunge ad altri provvedimenti già adottati in passato, come la sospensione delle lezioni fino al 31 marzo, e l’obbligo per tutti coloro che entrano in Argentina dall’estero di mettersi in quarantena per 14 giorni. Il ministro della Salute del Cile, Jaime Manalich, ha riferito che 92 nuovi casi di Covid-19 sono stati confermati in 24 ore, portando il numero di infetti nel Paese a 434, la maggioranza nella regione metropolitana di Santiago. Il ministro ha poi annunciato la chiusura, da oggi e in tutto il Cile, di cinema, teatri, ristoranti, pub, discoteche ed eventi sportivi indipendenti con pubblico.

Tunisia – Avranno effetto da domenica 22 marzo alle 6 le misure restrittive di auto-isolamento generale in Tunisia annunciate nel pomeriggio dal presidente Kais Saied. Le nuove misure, che vanno ad aggiungersi al coprifuoco notturno già in vigore su tutto il territorio nazionale, di fatto dispongono “l’isolamento totale”. Da questa notte chiuso totalmente anche lo spazio aereo. Saied ha spiegato che la maggior parte dei tunisini dovrà rimanere a casa, anche al di fuori dell’orario del coprifuoco (dalle 18 alle 6 del mattino) e potrà uscire solo se assolutamente necessario, in casi urgenti. Solo i lavoratori impegnati in alcuni settori ritenuti essenziali saranno esentati dalla normativa di emergenza.

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