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Coronavirus, l’Italia chiude le attività commerciali non essenziali

Coronavirus, tutti collaborativi tranne Salvini

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L’aula del Senato, pur se a ranghi ridotti, ha approvato all’unanimità la relazione del governo che autorizza lo scostamento di bilancio per far fronte all’emergenza coronavirus. I voti favorevoli sono stati 221, nessun contrario e nessun astenuto. In precedenza era arrivato anche il via libera della Camera, con 332 sì, nessun contrario e un astenuto, Vittorio Sgarbi.  

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dopo qualche giorno interessato da voci inerenti a questa ipotesi, ha scelto di nominare un commissario straordinario, che possa coadiuvare l’azione dell’esecutivo per contrastare la diffusione del contagio del coronavirus, ma anche avere una rilevante libertà d’azione in materia.

La scelta, nonostante la strada naturale sembrasse portare da Guido Bertolaso, che è stato proposto da più una forza politica e in maniera bipartisan, è ricaduta su Domenico Arcuri, che ha ricoperto l’incarico di amministratore delegato per Invitalia dal 2007.

Un nome che a breve sentiremo citare, con buone probabilità, numerose volte dai media. Del resto il premier, nella conferenza stampa serale di oggi, ha specificato come le deroghe per questa figura possano essere di rilievo. Il commissario straordinario, insomma, potrà godere di una certa autonomia. Vale la pena sottolineare sin da subito come Guido Bertolaso, commentando lo scenario che lo avrebbe visto ricoprire l’incarico che è poi stato assegnato ad Arcuri, abbia fatto sapere di trovarsi in Africa e di essere già impegnato in un lavoro, che peraltro coinvolge sua figlia.

Domenico Arcuri, comunque sia, è il nome individuato dall’esecutivo. Invitatlia, stando a quanto riportato dall’Agi, è un’azienda del Mef che si occupa di attrarre i finanziamenti e di sviluppare le politiche d’impresa. Il neo commissario è originario della Calabria. Nello specifico, Arcuri è nato a Melito di Porto Salvo, in prossimità di Reggio Calabria. Arcuri si è formato all’Università Luiss, dove ha conseguito una laurea in Economia e Commercio. Ma quello è stato solo l’inizio di un cammino che ha portato l’uomo cui il governo giallorosso si è affidato ad occupare una serie di posizioni rilevanti. Dalla Telco, Media e Technology alla Deloitte, sino a divenire l’Ad di Deloitte Consulting: quello di Arcuri è – com’era naturale che fosse in circostanze come quelle che stiamo vivendo – un curriculum di tutto rispetto. Dopo queste esperienze, quello che da oggi chiameremo “commissario”, ha iniziato a lavorare per Invitalia, dove si è occupato di numerosi progetti.

Secondo la fonte sopracitata, il commissario all’emergenza dovuta al coronavirus può vantare pure un’esperienza come Cda dell’Istituto Enciclopedia Treccani. Ma non è tutto. Domenico Arcuri ha anche avuto modo di lavorare per tre prestigiosi istituti universitari siti sul territorio italiano, ossia la Luiss, il luogo dove ha studiato, la Bocconi di Milano e la Federico II di Napoli.

L’ambito d’intervento di Arcuri è già stato circoscritto da Giuseppe Conte, che poco fa ha dichiarato quanto segue:” A breve nominerò anche un commissario delegato per potenziare la risposta delle strutture ospedaliere a questa emergenza sanitaria. Sarà un commissario che avrà ampi poteri di deroga, che lavorerà per rafforzare soprattutto la produzione e la distribuzione di attrezzature per terapie intensive e sub-intensive. Avrà anche il potere di creare e impiantare nuovi stabilimenti per la produzione di tali attrezzature e per sopperire alle carenze sin qui riscontrate”.

Nuova stretta nel contrasto al coronavirus. “Questo è il momento di compiere un passo in più, quello più importante. Ora disponiamo anche la chiusura di tutte le attività commerciali, di vendita al dettaglio, ad eccezione di quelle dei beni di prima necessità e delle farmacie. Chiudiamo i negozi”. Lo annuncia nella serata di mercoledì il premier italiano Giuseppe Conte. Garantito il funzionamento dei servizi bancari, postali, finanziari, assicurativi.

“Per avere un riscontro effettivo” di queste misure “dovremo attendere un paio di settimane” ha spiegato il premier Giuseppe Conte elencando le nuove disposizioni: “Chiudono parrucchieri, centri estetici e servizi di mensa. Restano garantiti i servizi pubblici essenziali tra cui i trasporti e i servizi di pubblica utilità. Restano garantiti i trasporti. Chiudono i negozi, i bar, i pub e i ristoranti. Resta consentita la consegna a domicilio. Per le attività produttive va incentivato il più possibile il lavoro agile, incentivate le ferie e i permessi”. Le fabbriche resteranno aperte ma “con misure di sicurezza. “Saranno garantite, nel rispetto della normativa igienico-sanitaria, le attività del settore agricolo, zootecnico, di trasformazione agroalimentare comprese le filiere che offrono beni e servizi rispetto a queste attività”.

“Se i numeri dovessero continuare a crescere, cosa nient’affatto improbabile, non significa che dovremo affrettarci a varare nuove misure. Non dovremo fare una corsa cieca verso il baratro. Dovremo essere lucidi, responsabili” ha sottolineato Conte

“Non è necessario fare nessuna corsa per acquistare il cibo: i negozi di alimentari restano aperti” è l’appello di Giuseppe Conte.

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