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Corona Virus, Italia diventa il terzo maggior focolaio

Il 25 febbraio i casi in Emilia-Romagna salgono a 23, diffusi tra le province di Piacenza, Parma e Modena, ricondotti al focolaio lombardo.

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Un nuovo focolaio legato a quello lombardo si registra nel Sud Italia, a Palermo, con il ricovero di una turista di 60 anni proveniente da Bergamo, risultata positiva ed è stata ricoverata all’Ospedale Cervello. Un uomo di 49 anni che in precedenza aveva visitato Codogno è risultato positivo a Pescia, in Toscana.

La Liguria ha successivamente confermato che una 72enne turista di Castiglione d’Adda si è dimostrata positiva ad Alassio mentre era in un albergo. La donna è stata curata in un ospedale di Genova. Più tardi nel corso della giornata, è stato confermato un secondo caso in Liguria, un uomo di 54 anni che ha visitato Codogno per un lavoro è risultato positivo a La Spezia.

Il 26 febbraio, un uomo di 69 anni di Lodi con condizioni mediche preesistenti è deceduto in Emilia-Romagna.

Ulteriori casi riguardanti sei minori sono stati identificati in Lombardia. Una bambina di 4 anni di Castiglione d’Adda è stata ricoverata al Policlinico San Matteo di Pavia, una quindicenne è stata ricoverata all’ospedale Seriate di Bergamo. Due bambini di 10 anni di Cremona e Lodi sono stati giudicati positivi e dimessi. Anche un diciassettenne della Valtellina, che ha frequentato una scuola a Codogno, e un suo compagno di scuola di Sondrio, sono risultati positivi.

La Puglia ha confermato che un uomo di 33 anni di Taranto, tornato da Codogno il 23 gennaio, è risultato positivo ed è stato ricoverato all’Ospedale San Giuseppe Moscati.

Un consigliere del governatore lombardo Attilio Fontana è risultato positivo alla SARS-CoV-2. Sebbene Fontana risultasse negativo, decide di mettersi in isolamento preventivo.

La Campania ha confermato due nuovi casi di COVID-19. Una donna di 24 anni di Caserta, che in precedenza aveva visitato Milano, è risultata positiva. Una donna ucraina di 25 anni di Cremona, che in precedenza aveva visitato la Lombardia, arrivata al pronto soccorso in un ospedale di Vallo della Lucania è risultata positiva. Entrambe sono state trasferite all’Ospedale Domenico Cotugno di Napoli, dove sono state sottoposte ad isolamento.

Il 25 febbraio una donna di 76 anni con condizioni mediche preesistenti è deceduta a Treviso. Il 26 febbraio è stato identificato un caso aggiuntivo riguardante un minore. Una bambina di 8 anni, proveniente da Codevigo, è risultata positiva. Numerosi casi COVID-19 sono emersi in tutte le altre regioni che potrebbero essere isolate e non associate ai focolai del Nord Italia.

Il 25 febbraio 2020, il primo caso a Firenze, in Toscana, ha coinvolto un imprenditore di 63 anni con società in Asia, tornato dalle Filippine e da Singapore il 6 gennaio. È risultato positivo alla SARS-CoV-2 ed è stato ricoverato all’ospedale di Santa Maria Annunziata.

Il primo caso a Rimini riguarda un 71enne di Cattolica, tornato dalla Romania il 22 febbraio. È risultato positivo ed è stato ricoverato all’ospedale Infermi. Anche un uomo di 51 anni di Piandimeleto, che fu in Romania con lui, è risultato positivo e si è sottoposto ad auto-quarantena a casa. Il 26 febbraio, una delle persone con cui ha interagito in Romania è risultata positiva. Il primo caso di infezione da Covid-19 in Friuli Venezia Giulia è a Gorizia.

Con un decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 25 febbraio, relativo alle regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria, si estendono i provvedimenti governativi oltre agli 11 comuni epicentro dei focolai di coronavirus, con disposizioni principalmente relative a scuole, musei, uffici giudiziari, telelavoro, valide fino al 15 marzo: viene confermata la sospensione di tutti gli eventi sportivi nelle suddette regioni, consentendo lo svolgimento di gare e partite “a porte chiuse”. Il giorno successivo viene pubblicato un decreto valevole per le altre regioni, al fine di interrompere la proliferazione di ordinanze difformi tra una regione e l’altra, che descrive le misure di prevenzione da adottare per prevenire la diffusione della malattia, e misure per la profilassi ed il trattamento dei soggetti che hanno soggiornato nelle aree della Cina o nei comuni con trasmissione locale del virus.

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