Governo

Governo Conte II: quinto mese

Governo, Azzolina e Manfredi hanno giurato al Quirinale

Gaetano Manfredi, Giuseppe Conte, Sergio Mattarella, Lucia Azzolina e Riccardo Fraccaro

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto oggi, al Palazzo del Quirinale, il Presidente del Consiglio dei Ministri, professor Giuseppe Conte, su proposta del quale ha firmato il decreto di nomina dell’onorevole Lucia Azzolina a Ministro dell’Istruzione, e del professor Gaetano Manfredi a Ministro dell’Università e della Ricerca. Si legge in una nota del Quirinale. Il Presidente Giuseppe Conte cessa, pertanto, dalla carica assunta ad interim di Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca. Subito dopo i nuovi Ministri hanno prestato giuramento nelle mani del Capo dello Stato, alla presenza, in qualità di testimoni, del Consigliere Direttore dell’Ufficio per gli Affari Giuridici e le Relazioni Costituzionali della Presidenza della Repubblica, dottor Daniele Cabras e del Consigliere Militare del Presidente della Repubblica, generale Roberto Corsini. Era presente il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Riccardo Fraccaro.

Amministrative. Matteo Salvini ha perso il suo “referendum” sull’Emilia-Romagna, la regione dove ha trascorso le ultime settimane di una campagna elettorale martellante. Il candidato governatore del centrosinistra Stefano Bonaccini è stato riconfermato presidente. Netto il vantaggio sulla leghista Lucia Borgonzoni. Diverso il responso delle urne in Calabria, dove la destra ottiene un trionfo. La forzista Jole Santelli è al 55,3 per cento, Pippo Callipo – candidato del centrosinistra – al 30,1; Francesco Aiello (Cinquestelle) è al 7,35% mentre il candidato indipendente Carlo Tansi è al 7,22%. Qui i 5Stelle si sono presentati con una civica e la soglia di sbarramento per le coalizioni è pari all’8 per cento quindi non entrano in Consiglio.

E’ un proporzionale con soglia nazionale del 5% e diritto di tribuna,la proposta di legge elettorale depositata dal presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia (M5s). Il Germanicum si ispira al modello tedesco e sul piano della tecnica legislativa interviene sul Rosatellum, cancellando i collegi uninominali. L’iter parlamentare inizierà lunedì; i relatori saranno Emanuele Fiano (Pd) e Francesco Forciniti (M5s). Inammissibile. Dopo otto ore di camera di consiglio la Corte costituzionale ha deciso di bocciare il quesito referendario proposto dalla Lega. Ha cioè detto no al referendum sulla legge elettorale – promosso da otto consigli regionali guidati dal centrodestra – per trasformare in un maggioritario puro l’attuale sistema con l’abrogazione delle norme sulla distribuzione proporzionale dei seggi. Preventivamente la Corte ha anche bocciato il conflitto di attribuzione che 5 regioni su otto avevano presentato il 7 gennaio. La ragione della bocciatura sta essenzialmente nel fatto che il quesito leghista avrebbe lasciato sul campo una legge con cui non sarebbe stato possibile votare subito. Cioè una legge elettorale inapplicabile. Una decisione, secondo indiscrezioni, presa non all’unanimità ma con una maggioranza molto “solida e ampia”. L’Ufficio centrale per il referendum della Corte di cassazione, con ordinanza depositata oggi, “ha dichiarato che la richiesta di referendum sul testo di legge costituzionale recante ‘modifica degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari’, sorretta dalla firma di 71 Senatori, è conforme all’art. 138 Cost. ed ha accertato la legittimità del quesito referendario dalla stessa proposto“. Lo riferisce la Corte di Cassazione. Dunque, si andrà direttamente alle urne contro il taglio dei parlamentari. Il 29 marzo l’Italia tornerà al voto per il referendum confermativo della riforma sul taglio dei parlamentari. “Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte, ha convenuto sulla data del 29 marzo per l’indizione del referendum popolare sul testo di legge costituzionale  che riduce il numero dei parlamentari”. Lo ha comunicato Palazzo Chigi. Manca solo l’ufficialità, che arriverà dal decreto del presidente della Repubblica.

Prosegue la mediazione italiana alla ricerca di una soluzione diplomatica. A Palazzo Chigi si sono incontrati premier libico, Fayez al Sarraj, e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Un incontro previsto già tre giorni fa che è stato poi annullato dal premier libico, seccato per l’accoglienza riservata dall’Italia al generale Haftar.  “A nome dell’Italia siamo estremamente preoccupati per l’escalation sul territorio libico. Gli ultimi sviluppi rendono il Paese una polveriera con ripercussioni su tutta la regione”, ha dichiarato il presidente del Consiglio, durante la conferenza stampa congiunta con il presidente del Governo di accordo nazionale libico, Fayez al Sarraj, al termine del bilaterale a Palazzo Chigi. La Turchia non può fare da mediatore nel processo di pace in Libia perché non è un attore neutrale. È questa, secondo la ricostruzione di al-Arabiya, la posizione del generale Khalifa Haftar, l’uomo forte di Bengasi sostenuto da RussiaEgitto ed Emirati Arabi, sui futuri colloqui con l’avversario sul campo, il primo ministro del Governo di Accordo Nazionale, Fayez al-Sarraj, riconosciuto dalle Nazioni Unite. Durante la conferenza di Berlino ha tenuto banco la questione di una missione internazionale di pace in Libia: il tema più “caldo” della conferenza di Berlino sembra essere affrontato con visioni opposte dal Ghassan Salamè e da Giuseppe Conte. “Non sono sicuro che ci sia spazio per una missione europea in Libia”, dice Salamè. Secondo l’inviato dell’Onu per la Libia, l’opzione di un intervento esterno deve essere considerata ultima ratio. “Se c’è un accordo politico forte, sono meno necessari i soldati. Se invece l’accordo politico è molto debole, non ci saranno mai abbastanza soldati sul terreno per controllare la pace”.

“Ho confermato che l’Italia sostiene il convinto impegno bulgaro sulla chiusura del meccanismo di cooperazione e verifica europeo, il suo ingresso in Schengen e nell’area euro. La Bulgaria è un modello riferimento per i Paesi dell’area, pienamente integrata nell’Ue e nella Nato”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, in visita in Bulgaria, nella conferenza stampa congiunta con il primo ministro Boyko Borissov. Dal punto di vista dei rapporti economici “la sfida non è più puntare sui vantaggi del costo di lavoro e del fisco, ma sulla qualità della formazione professionale, sullo sviluppo del capitale umano e sul ruolo della Bulgaria come un Paese-cerniera tra Europa Orientale e Turchia. L’Italia in prima linea per sostenere il processo di modernizzazione del Paese”, anche in settori come “quello della difesa”, ha aggiunto Conte.

Il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato la circolare che disciplina i nuovi criteri e le modalità di concessione delle agevolazioni per le imprese localizzate nelle aree di crisi industriale, al fine di favorirne la riconversione e riqualificazione produttiva. “Con la riforma della legge 181/89 ci siamo posti l’obiettivo prioritario di rendere la misura più agevole e accessibile alle PMI e alle reti d’impresa, dando priorità agli investimenti strategici ad alto contenuto tecnologico e con forte impatto occupazionale – dichiara il Ministro Stefano Patuanelli -. Si tratta di uno strumento fondamentale per supportare e avviare una nuova fase industriale nei territori che necessitano di progetti di riconversione e riqualificazione sostenibili, in grado di creare nuove opportunità di lavoro”. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto per il taglio del cuneo fiscale. Dopo un tiro e molla durato tutto il giorno, il governo trova la quadra e licenzia il testo elaborato dai tecnici del Mef. Il provvedimento, 5 articoli complessivi, prevede per il periodo che va dal 1° luglio al 31 dicembre di quest’anno un’integrazione al reddito pari a 600 euro, per i redditi di lavoro dipendente e assimilati a partire da 8.200 euro fino a 28mila euro. Viene poi introdotta una nuova detrazione che interessa i redditi da oltre 28mila euro che vale 600 euro e che va progressivamente riducendosi con il crescere del reddito, fino ad azzerarsi a quota 40mila euro. «Un primo intervento concreto nel segno della crescita e dell’equità che costituirà la base di una più ampia riforma del sistema fiscale». Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri commenta l’approvazione in consiglio dei ministri «del decreto sul taglio delle tasse in busta paga» per il quale esprime «grande soddisfazione anche per la coesione dimostrata dalla maggioranza e per il dialogo positivo con le parti sociali».

Si apre con il senatore M5S Emilio Carelli che chiede un applauso per Luigi Di Maio l’evento al Tempio di Adriano di Roma in cui il leader M5S annuncia le sue dimissioni da capo politico“Questa è una giornata che passerà alla storia”, dice Carelli. “E il governo non rischia”, aggiunge. Una frase non casuale, che risponde agli interrogativi che si moltiplicano sul destino dell’esecutivo dopo il passo indietro del capo politico dei Cinquestelle. Luigi Di Maio arriva sul palco con qualche minuto di ritardo rispetto alle previsioni. “Luigi, Luigi”, lo acclamano dalla platea mentre inizia a parlare. Di Maio parte dal tema dei facilitatori regionali (l’evento di oggi era programmato proprio per la loro presentazione) dicendo che renderanno possibile dare una risposta ai cittadini sul territorio. Ma passa, subito dopo, all’annuncio più atteso. “Da oggi inizia il percorso per gli Stati generali del Movimento”, premette (ndr, l’appuntamento previsto a metà marzo). “È giunto il momento di rifondarsi. Oggi si chiude un’era. Ho portato a termine il mio compito”. E qui inizia il suo j’accuse. Rivolto in gran parte all’interno del Movimento. Adesso i poteri passano a Vito Crimi, membro anziano del comitato di garanzia, in vista degli Stati generali. “Mi sembra di essere tornato a 7 anni fa”, ha detto Crimi arrivando al Tempio di Adriano, cioè quando, con Roberta Lombardi alla Camera, venne nominato capogruppo del M5S al Senato. E Crimi ha chiarito anche che Di Maio non sarà più capo delegazione al governo. Alfonso Bonafede è il nuovo capodelegazione del M5S a Palazzo Chigi. Prende il posto di Luigi Di Maio che la settimana scorsa si è dimesso da Capo politico dei grillini. Per il ministro della Giustizia si apre ora una nuova fase: dovrà occuparsi di essere anche la voce ufficiale dei pentastellati con il premier Giuseppe Conte. La decisione è arrivata al termine di una riunione lampo di tutti i ministri, viceministri, sottosegretari grillini con Vito Crimi, reggente del Movimento e nuovo capo politico da quando Di Maio si è dimesso.

Commozione e ovazioni all’Europarlamento per la senatrice a vita e testimone della Shoah, che ha tenuto un discorso a Bruxelles alla cerimonia del giorno della memoria, per ricordare il 75esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz: “La parola razza – ha spiegato – ancora la sentiamo dire e per questo dobbiamo combattere questo razzismo strutturale, che c’è ancora. E c’è ancora chi non vuole guardare e dice che non è vero” sia avvenuto l’Olocausto. “Il parlamento Europeo e la mia non estinzione mi sembrano lo stesso miracolo, immodestamente”. Liliana Segre ha scelto queste parole per salutare gli europarlamentari riuniti in seduta plenaria a Bruxelles. La senatrice a vita, sopravvissuta all’Olocausto e testimone della Shoah, ha tenuto un discorso alla cerimonia del giorno della memoria, per ricordare il 75esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz. Lo stesso dove Segre fu internata nel gennaio del 1944 quando aveva appena 13 anni. “Sono qui per dare un messaggio di speranza. Io porto sempre un messaggio di speranza: perché da nonna non posso che portare un messaggio di speranza per i miei nipoti veri e per quelli ideali, per i ragazzi nel mondo”, ha detto Segre, che alla fine del suo intervento è stata accompagnata da un lungo applauso e da un’ovazione in piedi da parte di tutto l’Europarlamento. Alla fine del discorso, l’Europarlamento ha osservato un minuto di silenzio su richiesta del presidente David Sassoli. A guardare le immagini molti europarlamentari erano emozionati durante il discorso della Segre. “Il nazismo e il razzismo non sono opinioni ma crimini. Unitevi a noi mentre ci inchiniamo davanti a tutte le vittime dell’Olocausto e assumiamo il nostro dovere di ricordare. È un onore e un dono avere tra noi la senatrice e sopravvissuta di Auschwitz Liliana Segre che ci porta la sua testimonianza”, ha scritto su twitter Sassoli.

Resta l’allarme dopo la verifica di due casi certificati di coronavirus in Italia. Una coppia di turisti cinesi provenienti da Wuhan, che erano atterrati a Milano il 23 gennaio prima di arrivare 4 giorni fa in un hotel della capitale. La coppia, ricoverata allo Spallanzani, aveva fatto una tappa a Parma prima di Roma. In giornata si cercherà di definire meglio l’itinerario dei due, marito e moglie di 67 e 66 anni, anche per adottare eventuali precauzioni. Intanto c’è un caso sospetto anche in Veneto: un minore del Trevigiano rientrato da un viaggio in territorio cinese. E’ in corso a Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri per la dichiarazione dello stato di emergenza sull’epidemia. Intanto l’aereo che dovrà rimpatriare i cittadini italiani bloccati a Wuhan è atteso domenica mattina 2 febbraio. Lo prevede l’ultima bozza del piano concordato con le autorità cinesi, secondo cui la ripartenza avverrà dopo due ore. Stato d’emergenza per sei mesi e uno stanziamento iniziale di 5 milioni di euro. Una misura, spiegano fonti di governo, che è diretta conseguenza della decisione dell’Oms di lanciare l’emergenza globale. Per quanto riguarda gli Italiani che si trovano in Cina, “nella notte tra il 2 e il 3 febbraio cioè lunedì mattina atterreranno in Italia i nostri connazionali, circa 80 che in questo momento sono a Wuhan. Ovviamente saranno sottoposti a un regime sanitario qui in Italia in un luogo dedicato”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio parlando in teleconferenza con l’ambasciatore italiano in Cina Luca Ferrari. A riportare i nostri connazionali in patria, ha fatto sapere il ministero della Difesa, sarà un aereo KC-767A del 14° Stormo dell’Aeronautica Militare. Gli italiani rimpatriati saranno trasferiti in una “idonea struttura per la sorveglianza sanitaria di soli 15 giorni”. Il ministro Guerini, da Washington, è “costantemente in contatto con l’Italia” per seguire le operazioni di rimpatrio.

Luci soffuse e musica a palla. Stile Leopolda a Cinecittà per la prima assemblea nazionale di Italia Viva allo Studio 10, quello di Federico Fellini, in mezzo a set da antica Roma. Ad aprire i lavori è Matteo Renzi. L’acceleratore su crescita e riforme, il piano Italia Shock per sbloccare i cantieri, le tasse: questi alcuni dei temi sui quali anche oggi batterà il leader di Italia Viva. Non trova conferme tra i suoi l’indiscrezione secondo la quale Renzi starebbe valutando un appoggio esterno al governo Conte. Certo resta il no all’alleanza con i 5 Stelle. Con M5S fino a 2023 poi ognuno per la sua strada, dicono in IV. L’assemblea parte con l’inno d’Italia e un omaggio a Federico Fellini: “Qua fuori c’è una bellissima ricostruzione di Roma antica, ancora più bella perché l’unica parte di Roma senza mondezza”, scherza Luciano Nobili dal palco.

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