Centrosinistra

Renzi: "Partito con Pd, M5s e LeU? Noi saremo dall'altra parte"

Renzi: "Partito con Pd, M5s e LeU? Noi saremo dall'altra parte"
Matteo Renzi

Se qualcuno immagina che Italia viva faccia un partito con Pd, M5s e Leu, diciamo in bocca al lupo, buon lavoro e buona vita ma noi saremo dall’altra parte. Non può esistere quella visone del progressismo, quindi di conseguenza non pensiamo di andare alle prossime elezioni in un derby con Salvini e Meloni e parte della sinistra radicale che è già fuori dal mondo”. Lo ha detto Matteo Renzi all’assemblea di Italia viva.

L’ex premier ha poi parlato della figura del premier Giuseppe Conte: “Noi abbiamo molto rispetto per il presidente del Consiglio – ha detto -, vogliamo dargli una mano, speriamo che vada avanti la legislatura e vada avanti il governo. Ma il rispetto non lo trasforma nel leader dei progressisti del mondo. Abbiamo rispetto per chi lo considera tale, ma per noi non è il punto di riferimento del progressismo mondiale chi ha firmato i decreti Salvini sull’immigrazione”.

E sul sostegno al governo ha commentato: “Si discute che tipo di appoggio dare al governo. Appoggio totale affinché il governo vada avanti, con Bellanova, Bonetti, Scalfarotto”.

2 risposte »

  1. Matteo Renzi conferma l’appoggio di Italia Viva al governo di Giuseppe Conte ma al tempo stesso invita il premier ad abbandonare l’immobilismo. «Appoggio totale». Sono queste le parole che usa Renzi. Nessuna sterzata, nessuna tentazione di smarcarsi. Il leader di Italia Viva conferma il sostegno al governo. È questa la premessa da cui si muove la prima assemblea di Italia Viva.

    Cinecittà, studio 10, Federico Fellini e scenografie di antica Roma in cartapesta. La giovane “creatura” renziana, che non riesce al momento a tirare su l’asticella del consenso dal 4-5%, nell’orizzonte di legislatura del 2023 immagina il suo percorso di crescita. La sfida per raggiungere il risultato a due cifre. E allora ok al governo Conte, va bene «il Maalox» – dice Renzi – per mandare giù l’alleanza con i grillini, va bene l’appoggio totale ma continuando a distinguersi.

    Prendi Conte. «Sì a stabilità ma no a immobilismo e rinvii» sprona Renzi. La «nostra missione è quella di far diventare questo governo un buon governo» dice riferendosi al titolo dell’assemblea “Buongoverno vs populismo”. Ma, puntualizza, «se qualcuno vuole trasformare Conte nel punto di riferimento del progressismo, faccia pure. Noi abbiamo rispetto del presidente Conte, ma il rispetto non lo trasforma nel leader dei progressisti del mondo. Non può esserlo chi ha firmato i decreti Salvini». Prima stoccata a Nicola Zingaretti.

    E non è l’unica distinzione dal Pd perché Renzi si tiene mani libere rispetto al progetto Dem di un nuovo campo progressista. Anche se il leader di Iv non parla di “campo” ma proprio di “partito unico” Pd-M5S-Leu e si chiama fuori. «Se qualcuno immagina che Italia Viva faccia un partito con Pd, M5s e Leu, diciamo in bocca al lupo, buon lavoro e buona vita ma noi saremo dall’altra parte». Renzi non definisce “quale parte”. Una “terza via” se andasse in porto il nuovo campo progressista di Nicola Zingaretti con i 5 Stelle? Per il presente resta il no di Italia Viva a immaginare un futuro con i grillini oltre l’attuale esperienza di governo.

    Una distinzione dai 5 Stelle che Renzi marca sui temi dell’agenda di governo. «Noi non siamo tasse e manette», scandisce Renzi. Prendi il dossier Autostrade: «Io sono perchè Autostrade paghi, paghi davvero ma senza cedere a populismo. Fare una legge che, siccome è accaduto il fatto di Genova, si tolgono le concessioni, provoca la fuga degli investitori. Chi sbaglia paghi ma non si facciano norme populiste».

    E quindi la giustizia e la prescrizione. «Dicono che Renzi vuole fare come FI, ma se devo scegliere tra chi dice “mai prescrizione”, chi dice che “non è uno scandalo che ci sia qualche innocente in carcere” e chi ha una cultura garantista, io sto con chi ha una cultura garantista, noi non siamo per la cultura delle manette». Quindi chiede di sostenere il “lodo Annibali” che «è l’uovo di Colombo. Si voti nel Milleproroghe la sospensione degli effetti della Bonafede. Noi crediamo nella buona fede del governo – scherza Renzi – e che ci sia una proposta per semplificare il processo penale. Se è così rinviamo di un anno col Milleproroghe la legge Bonafede sulla prescrizione».

    Renzi lascia sullo sfondo le proposte di Italia Viva per “sbloccare” l’immobilismo. Saranno argomento della chiusura dell’assemblea di domani. A Roma non c’è il pienone della Leopolda. E Luciano Nobili scherza dal palco sulla difficoltà di trovare fondi dopo l’inchiesta Open: «Abbiamo ritrovato un portafoglio. Non vogliamo tutto il contenuto ma una ricompensa sarebbe gradita». I fondi, i sondaggi che non crescono ma ci pensa Renzi a scaldare la platea. «Quando non sanno che dirci ci dicono che abbiamo solo il 4%. Se col 4% riusciamo a combinare tutta questa cosa immaginate cosa riusciremo a fare quando arriveremo all’8 o al 10%, Noi siamo riformisti che sognano, che non hanno solo la lista di cose da fare».

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