Governo

Corona Virus, Cdm decreta lo stato di emergenza sanitario nazionale della durata di sei mesi

È ufficiale: il coronavirus è arrivato anche in Italia. E il Consiglio dei ministri di oggi ha approntato le prime misure per affrontare il virus. Tra queste la dichiarazione dello stato d’emergenza per sei mesi e uno stanziamento iniziale di 5 milioni di euro. Una misura, spiegano fonti di governo, che è diretta conseguenza della decisione dell’Oms di lanciare l’emergenza globale. Gli Usa nel frattempo dichiarano lo stato di emergenza sanitario nazionale, ha annunciato il ministro della sanità Alex Azar dopo una riunione della task force della Casa Bianca. Confermati i sei casi di coronavirus finora accertati nel Stati Uniti. “Il rischio per gli americani resta comunque basso”, ha detto Azar. Tra le misure prese il divieto d’ingresso a tutti i cittadini stranieri che sono stati in Cina nelle ultime due settimane. Washington imporrà anche una quarantena di 14 giorni agli americani che tornano dalla regione cinese di Hubei, dove si trova Wuhan.

Per quanto riguarda gli Italiani che si trovano in Cina, “nella notte tra il 2 e il 3 febbraio cioè lunedì mattina atterreranno in Italia i nostri connazionali, circa 80 che in questo momento sono a Wuhan. Ovviamente saranno sottoposti a un regime sanitario qui in Italia in un luogo dedicato”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio parlando in teleconferenza con l’ambasciatore italiano in Cina Luca Ferrari. A riportare i nostri connazionali in patria, ha fatto sapere il ministero della Difesa, sarà un aereo KC-767A del 14° Stormo dell’Aeronautica Militare. Gli italiani rimpatriati saranno trasferiti in una “idonea struttura per la sorveglianza sanitaria di soli 15 giorni”. Il ministro Guerini, da Washington, è “costantemente in contatto con l’Italia” per seguire le operazioni di rimpatrio.

La diffusione del contagio suscita sempre maggiore preoccupazione: le autorità cinesi hanno ammesso che i ritardi della Cina alla scoperta del virus di Wuhan ha peggiorato lo stato dell’epidemia.  “In questo momento mi sento in colpa, con rimorso e rimprovero”, ha detto Ma Guoqiang, segretario del Partito comunista cinese (Pcc) di Wuhan, la massima carica politica locale. “Se fossero state adottate prima le misure di controllo rigorose, il risultato sarebbe stato migliore di quello attuale”, ha aggiunto in un’intervista all’emittente statale Cctv, riconoscendo per la prima volta i ritardi di fronte allo scoppio della crisi. Una crisi che, però, si può superare, secondo quato riferito dal portavoce dell’Ambasciata cinese, se si combatte insieme: “Questa improvvisa epidemia è una sfida non solo per la Cina, ma anche per il mondo intero. Se saremo tutti insieme, fiduciosi e risoluti, remando nella stessa direzione di fronte alle avversità, riusciremo certamente vincere questa battaglia contro l’epidemia”.

Il presidente russo Vladimir Putin ha inviato un telegramma al leader cinese Xi Jinping esprimendo “la disponibilità a prestare al popolo cinese amico i necessari aiuti” contro il diffondersi del nuovo coronavirus e il capo del Cremlino “ha fatto sapere che i dicasteri competenti russi sono orientati verso la più stretta cooperazione con le rispettive strutture cinesi allo scopo di superare quanto prima questo comune pericolo”.

Conte intanto ha annunciato la chiusura del traffico aereo da e per la Cina, Macao, Hong Kong e Taipei. Nel frattempo gli ultimi voli previsti in arrivo dalla Cina e in ‘schedule’  prima della chiusura del traffico da e per il Paese sono atterrati all’aeroporto internazionale di Malpensa. Si tratta di due voli di Air China in arrivo da Pechino e Shangai e uno della Cathay Pacific. I passeggeri sono stati sottoposti tutti ai controlli di sicurezza. Gli stessi aerei ripartiranno oggi stesso per la Cina. “Ho firmato ieri alle 21 un provvedimento che blocca tutti i voli da e per la Cina. È chiaro che i voli attivi in quel momento non potevano e non possono atterrare. Ora non ce ne saranno più e valuteremo insieme al governo cinese le modalità per gestire questa situazione”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, che ai microfoni di Sky Tg24 ha aggiunto: “Siamo l’unico Paese che ha interrotto i voli da e per la Cina in Europa. Questo vuol dire che siamo coloro che hanno il più alto livello di vigilanza e salvaguardia delle persone. Lo facciamo per precauzione, in realtà i numeri sono molto bassi fuori dalla Cina, appena poche unità”. Poi ha chiarito: “Io non voglio fare polemica, ma penso che l’Italia debba restata unita quando ci sono queste vicende che coinvolgono le comunità a livello internazionale e mondiale. Non ci si divide tra maggioranza e opposizione. Quindi, non inseguo chi intende lucrare politicamente su questa vicenda. Per me il Paese deve essere unito, giocare insieme questa sfida e vincerla”.

Dopo la dichiarazione dello stato di emergenza da parte dal Consiglio dei ministri, nel pomeriggio il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha convocato il Comitato operativo della Protezione civile. “Abbiamo approvato la designazione” proposta dal ministro Speranza “del dott. Angelo Borrelli come commissario delegato” all’emergenza coronavirus, ha annunciato dopo la riunione il premier Giuseppe Conte, che ha sottolineato ancora una volta come il livello di prevenzione e di precauzione adottato dal nostro Paese è il più elevato in Europa.

E dal commissario delegato si attende, non prima di domani, l’ordinanza di Protezione Civile con le misure sull’emergenza Coronavirus. Secondo quanto si apprende, tra queste c’è la possibilità di requisire hotel e strutture ricettive in caso di necessità come alloggi per cittadini cinesi attualmente in Italia. Inoltre si potrebbe optare anche verso la scelta di nominare alcuni soggetti attuatori che si occupino di fette dell’emergenza come i rimpatri di cittadini cinesi e italiani.

Incontrando i giornalisti alla Farnesina, il ministro degli Esteri Di Maio ha annunciato:  “Abbiamo deciso di creare un’Unità Operativa speciale che si riunirà nelle prossime ore” per coordinare e gestire l’emergenza coronavirus, fornendo anche supporto ai 500 cittadini italiani che si trovano attualmente in Cina e desiderano tornare. L’Unità – ha spiegato il ministro – sarà sotto il coordinamento dell’Unità di Crisi della Farnesina, con i ministeri della Salute, delle infrastrutture e dell’Enac.

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