Politica locale

Amministrative Emilia R. e Calabria: vincono Bonaccini e Santelli

Amministrative Emilia R. e Calabria: vincono Bonaccini e Santelli

Stefano Bonaccini e Jole Santelli

Matteo Salvini ha perso il suo “referendum” sull’Emilia-Romagna, la regione dove ha trascorso le ultime settimane di una campagna elettorale martellante. Il candidato governatore del centrosinistra Stefano Bonaccini è stato riconfermato presidente. Netto il vantaggio sulla leghista Lucia Borgonzoni. Terzo, staccato, il 5Stelle Simone Benini. A scrutinio ormai completato, Bonaccini è al 51,4 per cento contro il 43,6 della sua principale avversaria. Un risultato attesissimo, quello emiliano-romagnolo, da cui molti facevano dipendere la sopravvivenza stessa del governo. La vittoria di Bonaccini è arrivata dopo settimane di testa a testa nei sondaggi, grazie anche a un’affluenza record. Netta invece l’affermazione della destra in Calabria, dove vince la forzista Jole Santelli, cheha il 55,3% contro il 30,1% di Pippo Callipo a spoglio concluso. Sia in Emilia-Romagna che in Calabria crollano i 5Stelle, schiacciati in una logica bipolare.

Risultati elezioni Emilia Romagna 2020

Risultati elezioni Emilia Romagna 2020

“L’arroganza non paga mai”, ha commentato il governatore riconfermato. E ha risposto al mantra della campagna elettorale leghista sull’Emilia-Romagna da ‘liberare’. “Noi – ha detto Bonaccini – eravamo già stati liberati 75 anni fa”. La coalizione di centrosinistra arriva al 48 per cento (quindi meno dei voti del presidente, che evidentemente ha tratto vantaggio dal voto disgiunto previsto dalla legge elettorale in Emilia Romagna). Le liste di destra invece arrivano insieme al 45,4. Il Pd in Emilia torna primo partito con il 34,7 per cento: un primato che gli era stato sottratto dalla Lega alle Europee e dai 5Stelle alle politiche del 2018. Segue la Lega con il 31,9. E Fratelli d’Italia con l‘8,6. La lista Bonaccini presidente ha il 5,7 per cento. I 5Stelle crollano al 4,7 per cento (avevano oltre il 27 per cento alle politiche)Ancora peggio va il loro candidato: Simone Benini (3,5), che non entra in consiglio regionale perché non ha preso voti sufficienti nella sua circoscrizione. Segno che una parte degli elettori grillini ha preferito il voto disgiunto. Molto male anche Forza Italia, al 2,56. Una curiosità: nonostante la propaganda salviniana a Bibbiano il partito democratico supera il 40 per cento e Bonaccini stravince con il 56,7%.  Il Pd riconquista anche Parma, strappandola alla Lega che aveva vinto alle europee.

Con Bonaccini si presentavano il Pd, la Lista Bonaccini Presidente (che includeva candidati di Italia Viva, Azione, Italia in Comune, Azione, Possibile, Centro Democratico e Centristi per l’Europa), Emilia Romagna Coraggiosa Ecologica e Progressista (che includeva candidati di Mdp e Sinistra Italiana), i Verdi, Più Europa (con candidati di Psi e Pri) e il partiro europeo Volt. Con la Borgonzoni si presentavano la Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Rete Civica Borgonzoni Presidente, Cambiamo (con il Popolo della famiglia) e Giovani per l’ambiente. Infine, la lista L’Altra Emilia Romagna comprendeva candidati di Rifondazione Comunista e del Partito Comunista Italiano.

Risultati elezioni Calabria 2020

Risultati elezioni Calabria 2020

Diverso il responso delle urne in Calabria, dove la destra ottiene un trionfo. La forzista Jole Santelli è al 55,3 per cento, Pippo Callipo – candidato del centrosinistra – al 30,1; Francesco Aiello (Cinquestelle) è al 7,35% mentre il candidato indipendente Carlo Tansi è al 7,22%. Qui i 5Stelle si sono presentati con una civica e la soglia di sbarramento per le coalizioni è pari all’8 per cento quindi non entrano in Consiglio. Anche qui il Pd, come in Emilia-Romagna, è il primo partito con il 15,2 per cento. Segue la Lega al 12,3. Forza Italia è all’12,4 per cento, con un testa a testa interno alla coalizione. Fratelli d’Italia all’10,8. I 5Stelle, che qui erano alleati con una lista civica, sono al 6,2 per cento. La lista Democratici Progressisti che si è presentata per Callipo conteneva candidati di Mdp.

Sul fronte dell’affluenza, si registra un boom in Emilia-Romagna: il 67,6 per cento, 30 punti in più del 2014 quando si era fermata al 37,7. Indubbiamente pesa, sulla grande mobilitazione, l’effetto Sardine. Un exploit che non c’è stato in Calabria dove l’affluenza si è fermata è al 44,32 per cento, sostanzialmente stabile rispetto al 2014 (44,16). E le Sardine, subito dopo la chiusura delle urne, hanno pubblicato un post su Fb dando appuntamento al loro prossimo congresso, previsto a metà marzo: “Ci vediamo a Scampia”.

Matteo Salvini – che ha fatto del voto in Emilia Romagna quasi un referendum sul suo futuro politico e ha tentato la spallata al governo – ha provato a minimizzare la sconfitta personale. Per qualcuno quasi un nuovo Papeete, dopo l’errore politico di agosto. “Grazie a chi si è preso la briga di andare al seggio. Sono contento e mi prendo il merito per aver coinvolto tante persone”, ha detto dal comitato elettorale di Borgonzoni. “Ci ho messo sangue e anima. Per la prima volta dopo 70 anni c’è stata una partita”. Più tardi in conferenza stampa afferma: “Rifarei tutto, anche la citofonata al Pilastro di Bologna”.

Il segretario Pd Nicola Zingaretti prima ha fatto un tweet sorridente nel suo ufficio al Nazareno. Poi, parlando con i giornalisti, ha detto: “Un grazie enorme alle Sardine”. E ancora: “Il primo tema ora è mettere in campo tutte le azioni per far ripartire l’Italia. Dall’Emilia Romagna è arrivato un segnale: Salvini sa raccontare i problemi ma non li sa risolvere e il popolo ha reagito. Salvini ha perso e il governo è rafforzato. Spero che i 5Stelle decidano da che parte stare”. La prima a celebrare la vittoria di Bonaccini è però stata la ministra di Italia Viva Teresa Bellanova: “In agosto abbiamo sconfitto Salvini in Parlamento, stanotte con il voto in Emilia Romagna lo abbiamo sconfitto nelle urne”. E Matteo Renzi: “Un grande abbraccio a Stefano Bonaccini: vittoria nettissima e bellissima”. Per il centrosinistra, e in particolare per il Pd, il voto regionale con la vittoria in Emilia-Romagna rappresenta uno scampato pericolo. Anche il governo può tirare un sospiro di sollievo. Ma il crollo dei grillini può creare comunque più di un’insidia. A partire dal tema della giustizia. Non a caso il vicesegretario dem Andrea Orlando ha detto: “Noi non vogliamo un riassetto di posti, ma che sia messa da parte dal M5s una certa vena antipolitica e giustizialista”. Già nelle prossime ore una prima prova sul tema della prescrizione.

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