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Libia, gli stati europei cercano una soluzione

Libia, Macron fa siglare tregua
Emmanuel Macron tra Fayez al-Serraj e il generale Khalifa Haftar

Conte sente Macron, coordinamento Ue per processo pace “Questo pomeriggio il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha avuto una conversazione telefonica con il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, nel corso della quale il presidente italiano ha illustrato i contenuti dei suoi colloqui con il presidente del Consiglio presidenziale libico, Fayez al Serraj, e di quelli avuti mercoledì con il generale Khalifa Haftar. I presidenti Conte e Macron hanno ribadito l’importanza di un coordinamento a livello europeo a favore del processo di pacificazione e stabilizzazione della Libia”. E’ quanto si legge in una nota della Presidenza del Consiglio.

Di Maio: si lavora a tavolo Russia-Italia-Turchia “Ieri al Cae (Consiglio Affari esteri dell’Ue) la Germania ci ha ringraziato perché anche grazie al lavoro fatto dall’Italia in questi giorni si potrà presto fissare la conferenza di Berlino sulla Libia, quella che mette intorno ad un tavolo gli attori di questa maledetta guerra per procura”. Così il ministro degli Esteri Luigi di Maio in un post su Facebook. “Qualche giorno fa, nel mio incontro ad Istanbul con il Ministro turco Cavusoglu, abbiamo convenuto sul fatto di lavorare ad un tavolo Russia, Turchia e Italia per la Libia. Avevamo chiesto anche di coinvolgere nella conferenza di Berlino i paesi limitrofi alla Libia. E siamo contenti che l’Algeria sia stata coinvolta. Ora speriamo anche negli altri”, ha aggiunto il ministro. “In questi giorni ho letto di tante invettive gratuite contro il Governo per lo scarso ruolo a livello internazionale dell’Italia, ma sulla Libia abbiamo già ricevuto a Roma tutti gli attori principali. E sediamo ai tavoli importanti che ci consentono di chiedere alle parti un cessate il fuoco immediato”, ha rimarcato Di Maio prima di aggiungere: “stiamo lavorando e continuiamo a farlo”. Morti primi soldati turchi Sul terreno, fallito almeno per ora il cessate il fuoco in Libia proposto mercoledì dalla Russia e dalla Turchia e mentre si moltiplicano gli appelli internazionali a far tacere le armi,le forze di Khalifa Haftar tentano lo sfondamento verso ovest. Dopo Sirte, si combatte per prendere la città di Misurata, roccaforte fedele al premier di Tripoli Fayez al-Sarraj. Qui e nella vicina Khoms il generale ha anche imposto un divieto di navigazione alle navi in arrivo, minacciando di affondarle. E ci sarebbero i primi morti tra i soldati turchi dispiegati nel Paese dal presidente di Ankara Recep Tayyip Erdogan a sostegno del governo di Sarraj.    Quest’ultima notizia manca per ora di conferme ufficiali e resta piuttosto sottotraccia in Turchia, dove solamente il quotidiano Ahval parla di tre soldati uccisi e sei feriti: una ricostruzione accreditata anche da altre fonti vicine al generale di Bengasi e rilanciata da media arabi come Al Arabiyae Al Arab. Se confermato, il fatto smentirebbe le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi da Erdogan secondo cui i soldati turchi – 35 quelli inviati in Libia con il primo contingente -non avrebbero partecipato direttamente alle operazioni militari.   

Le trattative Sul fronte della diplomazia, dal vertice dei ministri degli Esteri europei riunito a Bruxelles per fare il punto sulle crisi mediorientali è risuonato nuovamente un appello ad applicare un efficace embargo sulle armi verso la Libia. Così come è stata sottolineata l’esigenza di accelerare sulla conferenza di Berlino per far sedere al tavolo gli attori in gioco sullo scenario nordafricano. Un’esplicita richiesta in tal senso è arrivata anche dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio. La cancelliera tedesca Angela Merkel volerà ad Ankara il prossimo 24 gennaio per tentare di convincere Erdogan a non disertare il vertice.    In questa fase, restano roventi le linee delle cancellerie dimezzo mondo, con continue telefonate incrociate tra i leader. Gli occhi sono tutti puntati sulle mosse del generale Haftar che a sorpresa ha deciso di snobbare l’invito di Putin al cessate il fuoco, nonostante la Russia sia uno dei suoi principali sponsor. Resta da capire se la sua sia una mossa tattica tesa a guadagnare terreno il più possibile in vista di domenica, data in cui sarebbe dovuta scattare la tregua, o se l’uomo forte di Bengasi abbia deciso di andare fino in fondo con la sua offensiva.  “Spero che l’appello di Russia e Turchia per una tregua in Libia venga ascoltato”, ha detto Vladimir Putin dopo il suo incontro con Angela Merkel a Mosca.​Ministro turco Cavusoglu: la Russia convinca Haftar a rispettare il cessate il fuoco La Russia deve convincere il generale Khalifa Haftar, capo dell’autoproclamato Esercito nazionale libico, a rispettare l’accordo sul cessate il fuoco che entrerà in vigore alla mezzanotte di domani. Lo ha chiesto il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu a proposito dell’accordo raggiunto mercoledì a Istanbul tra il presidente russo Vladimir Putin e l’omologo turco Recep Tayyip Erdogan. ”La Turchia si aspetta che la sua amica Russia convinca il generale Khalifa Haftar a rispettare il cessate il fuoco in Libia in base a quanto concordato tra i presidenti turco e russo”, ha detto Cavusoglu in una conferenza stampa congiunta con la sua omologa del Ghana, Shirley Ayorkor Botchwey, a Istanbul.

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