Ambiente

Governo Conte II: quarto mese

Fioramonti si è dimesso.

Lorenzo Fioramonti

“Ho appena firmato il decreto sulla banca Dati nazionale per le Disposizioni Anticipate di Trattamento (Dat). Con questo atto la legge approvata dal Parlamento è pienamente operativa e ciascuno di noi ha una libertà di scelta in più”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato la firma della misura che dà piena attuazione alla legge sul biotestamento approvata dal Parlamento a fine 2017. La legge 22 dicembre 2017, n. 219 ha introdotto nell’ordinamento italiano le disposizioni anticipate di trattamento (Dat) e l’articolo 1, commi 418 e 419 della legge del 27 dicembre 2017, n. 205, ha previsto l’istituzione presso il Ministero della salute della banca Dati destinata alla registrazione delle Dat. Il decreto regolamentare, firmato oggi dal ministro, definisce i contenuti informativi della banca Dati, i soggetti che concorrono alla sua alimentazione, le modalità di registrazione e di messa a disposizione delle Dat, le garanzie e le misure di sicurezza da adottare nel trattamento dei Dati personali nel rispetto dei diritti della persona, le modalità e i livelli diversificati di accesso alla medesima banca Dati. Il provvedimento con relativo disciplinare tecnico, ha concluso il previsto iter amministrativo che ha visto, tra l’altro, l’acquisizione del parere del Garante per la protezione dei Dati personale, l’intesa in Conferenza Stato-Regioni e il previsto parere del Consiglio di Stato. La Banca Dati Dat verrà alimentata con le Dat raccolte dagli ufficiali di stato civile dei comuni di residenza dei disponenti, dai notai e dalle Regioni che abbiano, con proprio atto, regolamentato la raccolta di copia delle Dat; anche i cittadini italiani residenti all’estero potranno far pervenire la propria Dat alla banca Dati nazionale per il tramite delle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane all’estero.

Via libera della Camera alla fiducia posta dal governo sul decreto Clima. I voti favorevoli sono 305, i contrari 215, nessun astenuto. La seduta è quindi sospesa e riprenderà alle 14,30 con l’esame degli ordini del giorno. L’Assemblea procederà quindi alla discussione dei relativi ordini del giorno, mentre il via libera definitivo al provvedimento è atteso tra stasera e domani, senza correzioni rispetto al testo licenziato dal Senato. Il decreto legge con le misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva Ue del 2008 sulla qualità dell’aria è arrivato da Palazzo Madama con una serie di novità introdotte in prima lettura. Risulta peraltro confermato l’impianto del provvedimento che prevede il varo di un Programma strategico nazionale per il contrasto al cambiamento climatico e un ‘bonus mobilità” per incentivare, con la rottamazione di auto e moto fino alla classe Euro3, l’utilizzo di trasporti pubblici, bici a pedalata assistita e mezzi di trasporto in ‘sharing’. Sono previsti anche incentivi ai Comuni che hanno importanti livelli di inquinamento per trasporti scolastici ‘green’ con 20 milioni  di fondi sia per il 2020 che per il 2021.

Un Paese digitalizzato, dove lo sviluppo economico è trainato dall’innovazione made in Italy e la tecnologia è al servizio delle persone e dei loro diritti. Sono i principi cardine del piano di azione “2025”, il documento programmatico che il ministro per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano ha presentato oggi in un evento di lancio al Tempio di Adriano, a Roma. La strategia “2025” è composta da 20 azioni di innovazione e digitalizzazione, che rispondono a tre sfide principali. Si parte dalla creazione di una società digitale, con tre obiettivi da perseguire: l’accesso online ai servizi della Pubblica Amministrazione da parte di cittadini e imprese; la digitalizzazione del settore privato trainata dal settore Pubblico; la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico e l’incentivo all’utilizzo e alla condivisione dei dati da parte delle amministrazioni e dei privati. Questa prima sfida passa per alcune azioni chiave: il rilancio dell’identità digitale, il domicilio digitale per tutti, fino al lancio di ‘IO’, l’app per i servizi pubblici, che permette a chiunque di interfacciarsi con tutti i servizi pubblici attraverso un unico canale.

“La presenza di Guterres testimonia l’intensità del legame che unisce l’Italia all’Onu, di cui il prossimo anno festeggeremo il 75esimo anniversario”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in una conferenza stampa a Villa Madama con il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres. “L’Italia crede fermamente nel multilateralismo efficace per affrontare le sfide globali”, ha aggiunto Conte sottolineando che “siamo fermi sostenitori dell’azione dell’Onu con cui condividiamo valori come pace, sicurezza, lotta alle diseguaglianze, l’inclusione e la parità di genere”. “E’ inutile rimarcare che il ruolo dell’Onu rimane per noi essenziale ai fini della promozione di soluzioni politiche condivise in particolare per la Libia che ci preoccupa particolarmente”, ha proseguito Conte, ribadendo il “pieno sostegno” all’inviato speciale Salamè e l’auspicio che la conferenza di Berlino possa tenersi all’inizio del nuovo anno e “possa dare un contributo a soluzione politica”.

È stato raggiunto il quorum per il referendum sul taglio del numero dei parlamentari. A richiederlo – come dice la Costituzione italiana – devono essere, entro 3 mesi dalla pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale, un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque consigli regionali. E in questo caso l’obiettivo dei 64 senatori necessari sarebbe stato raggiunto, come riferiscono fonti della Fondazione Einaudi. «Al Senato abbiamo appena raccolto le 64 firme necessarie per indire un referendum confermativo sulla legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari, come previsto dalla nostra Costituzione» ha detto il senatore dem Tommaso Nannicini, che ha promosso la raccolta delle firme insieme ai colleghi di Forza Italia Andrea Cangini e Nazario Pagano. La firma numero 64, quella decisiva, è di Francesco Giacobbe, esponente del Pd eletto in Australia.

Dopo il via libera al Decreto Fiscale e alla Legge di Bilancio 2020, il Governo Conte chiude il Pacchetto Bilancio con l’ok al Decreto Milleproroghe ricevuto dal Consiglio dei Ministri il 21 dicembre scorso. Dopo un’accesa riunione di oltre 6 ore il Cdm ha approvato il provvedimento “salvo intese”, ovvero sarà possibile effettuare alcune modifiche prima della pubblicazione in Gazzetta ufficiale e dell’arrivo in Parlamento per la conversione in legge. Il testo contiene diversi provvedimenti su autostrade, mercato energetico, bonus verde, stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione, vertici delle Authority, incentivi agli eco-scooter, stato di emergenza della città di Genova. Via libera alla #Manovra2020. In 100 giorni: meno tasse per i lavoratori, più soldi per famiglie, Comuni, vigili del fuoco, sanità, incentivi alle imprese. Crescita, sostenibilità, ambiente, welfare, lotta all’evasione fiscale: con fiducia guardiamo al futuro dei cittadini. Così il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte sul suo profilo twitter dopo l’approvazione definitiva della manovra. La manovra di bilancio per il 2020 è stata approvata in via definitiva a notte fonda con 312 sì e 153 voti contrari. Dopo l’ok del Senato è stata la volta della Camera (in entrambi i rami del Parlamento con la fiducia) e senza che Montecitorio abbia potuto toccare palla. Per scongiurare il rischio di esercizio provvisorio, l’esecutivo ha infatti blindato il testo (e approvato alla Camera un maxiemendamento identico a quanto uscito da Palazzo Madama). Decisione contestata dalle opposizioni che si sono spinte ad accusare il governo di aver prodotto un vulnus per la democrazia.

Paola De Micheli vuole puntualizzare la posizione del governo in merito ad Autostrade: “Nessun esproprio proletario. Nessuna nazionalizzazione o vendetta. Vogliamo solo che le regole siano uguali per tutti”. Al centro del discorso il Milleproroghe, che riscrive le procedure in caso di revoca delle concessioni autostradali: “C’è un intervento su due concessioni, la Ragusa-Catania e la Tirrenica. Passeranno ad Anas e saranno completate, come giusto in un Paese normale“. Inoltre vengono modificate le modalità di indennizzo in caso di revoca “per tutti i concessionari che non si trovano ancora in questa condizione“. Si tratta di una “previsione di legge generale“; l’intento è quello di “parificare le condizioni di tutti i concessionari davanti alla legge“.

“Se è vero che l’attuale ministro” dell’agricoltura, Teresa Bellanova “abbia intenzione di ‘distrarre’ dagli agricoltori 40 milioni di euro a favore di GAL e DAJS è bene precisare che il suo segretario particolare ne è amministratore. Non va affatto bene. Per niente bene”. Lo scrive su facebook l’ex ministra per il sud Barbara Lezzi a proposito dei fondi destinati ai territori colpiti dalla xylella. In tarda serata però arriva la smentita del Ministero delle Politiche Agricole. “Le offensive dichiarazioni della senatrice Lezzi non hanno il benché minimo fondamento. Chi stasera dal Movimento 5Stelle o dalla Lega nell’Aula della Camera o attraverso dichiarazioni stampa ha fatto insinuazioni sui fondi per le attività sviluppate nel Piano per la rigenerazione olivicola della Puglia attraverso i Gal o con i contratti di distretto dovrebbe sapere, per averlo condiviso in prima persona, che il piano approvato nel febbraio 2019 firmato dal Ministro Centinaio e frutto di concertazione già prevedeva interventi attuati attraverso i Gal e fondi nazionali per il contratto di distretto Xylella, rivenienti peraltro in parte dall’ultima legge di bilancio del Governo Gentiloni”. Lo si legge in una nota del Mipaaf. “Misure – si aggiunge – rimaste nel nuovo Piano per continuità amministrativa e con le stesse identiche finalità. Si comprende l’attitudine della Senatrice Lezzi, dalla siderurgia alla Tap, di buttarla in caciara, provocando danni serissimi al territorio e nella percezione della realtà nell’opinione pubblica. Ma c’è un limite a tutto”.

“Ci vogliono investimenti subito, nella legge di Bilancio: due miliardi per la scuola e uno almeno per l’università. Lo dico da ora: se non ci saranno, mi dimetto”. Lorenzo Fioramonti, ministro dell’Istruzione, lo diceva il 5 settembre, giorno del giuramento del governo Conte 2. Ha atteso che l’iter della manovra si completasse per constatare il mancato raggiungimento dell’obiettivo e ha tratto le conseguenze presentando la lettera di dimissioni al premier Giuseppe Conte, di cui palazzo Chigi ha dato conferma la sera di Natale. Su facebook il ministro spiega: “Sarebbe servito più coraggio da parte del governo”. Fioramonti si era battuto perché passasse nel governo una strategia che secondo lui avrebbe permesso di liberare risorse e far ripartire scuola e università: quella delle tasse di scopo. Microtasse su attività inquinanti come i voli aerei o su stili di vita non sani come cibi e bibite ultra-zuccherate. “L’idea è: faccio un’attività che inquina (volare), ho un sistema di alimentazione sbagliato? Metto una piccola tassa e con questa finanzio attività utili, la scuola e stili di vita sani”, diceva al Corriere della Sera nella prima intervista da ministro. Un dibattito, quello sulle tasse di scopo, che ha monopolizzato l’attenzione mediatica nei primi giorni di vita del governo. Secondo Fioramonti, l’unico modo per avere subito fondi da investire nella scuola, adottando una strategia già in uso in molti paesi d’Europa. E se il dibattito sulle merendine fu accompagnato da polemiche politiche, quello sulla microtassa di un euro sui biglietti aerei fu respinta anche con dossier pubblicati da alcuni giornali (“La tassa sui voli vale 137 milioni e irrita le compagnie: paga il turismo”, titolava il Corriere il 21 settembre). Occorre «separare il comparto scuola dal comparto ricerca e università. Hanno logiche diverse. Mi farò latore della creazione di un nuovo ministero dell’Università e della Ricerca». A sorpresa, è il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ad annunciare di voler sdoppiare il ministero dell’Istruzione dopo le dimissioni del ministro Fioramonti. L’annuncio durante la conferenza stampa di fine anno: al ministero della Scuola andrà Lucia Azzolina, dirigente scolastica, sottosegretario al ministero dell’Istruzione in quota 5 Stelle. All’Università e ricerca invece ci sarà Gaetano Manfredi, 55 anni, a capo della Crui, la conferenza dei Rettori. Lorenzo Fioramonti lascia il Movimento. L’ex ministro dell’Istruzione, che alla vigilia di Natale ha abbandonato il suo incarico per non aver ottenuto i 3 miliardi di investimenti richiesti su scuola e università, ha deciso di abbandonare il percorso intrapreso con i 5 stelle. Su Facebook ha pubblicato le sue motivazioni: sopra a tutte, la delusione provata davanti al trattamento ricevuto dai suoi stessi colleghi per aver mantenuto la promesso che aveva fatto – in un’intervista a Repubblica – proprio nel suo primo giorno da ministro: investimenti sul futuro, sui giovani, sulla formazione, sulla sicurezza, o lascio.

Non costituirà più reato coltivare, in minima quantità e solo per uso personale, la cannabis in casa: è la pronuncia epocale delle sezioni unite penali della Cassazione, il massimo organo della Corte. Il 19 dicembre scorso, infatti, è stato deliberato per la prima volta che “non costituiscono reato le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica. Attività di coltivazione che per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante ed il modesto quantitativo di prodotto ricavabile appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore”. Viene propugnata così la tesi per cui il bene giuridico della salute pubblica non viene in alcun modo pregiudicato o messo in pericolo dal singolo che decide di coltivare per sè qualche piantina di marijuana.

Nel messaggio di fine anno, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato che si è concluso un decennio segnato da una lunga crisi economica e da mutamenti impetuosi. Il capo dello Stato ha sottolineato l’importanza di guardare l’Italia dal di fuori, allargando lo sguardo oltre il consueto. Il nostro Paese è visto come uno dei punti di incontro dell’Europa con civiltà e culture di altri continenti, condizione che ha forgiato la nostra identità, sinonimo di sapienza, genio, armonia e umanità. Nell’incontrare leader stranieri, ha affermato il Presidente, si registra una grande apertura verso di noi, un forte desiderio di collaborazione e una simpatia verso il nostro popolo. Questo non solo per l’arte e lo stile di vita, ma per la politica di pace, per la capacità di dialogo nel rispetto reciproco, per le missioni delle Forze armate per la stabilità e contro il terrorismo e per il valore delle nostre imprese. C’è una diffusa domanda di Italia.

Il senatore del Movimento 5 Stelle Gianluigi Paragone è stato espulso dal partito, su decisione del cosiddetto “collegio dei probiviri”, un organo del M5S che ha il compito di controllare e sanzionare chi viola le regole interne del partito. Negli ultimi mesi Paragone aveva attaccato duramente la dirigenza del partito, criticando in particolare la leadership di Luigi Di Maio e votando contro la legge di bilancio decisa dalla maggioranza che include il M5S.

Incontro di 45 minuti a Palazzo Chigi tra Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti. Il capo politico del M5s e il segretario del Pd si sono confrontati sulla situazione politica generale e sul percorso da avviare per definire i prossimi obiettivi di governo. Il colloquio è avvenuto, come riportato in una nota congiunta degli staff dei due leader, in un clima “molto positivo e costruttivo”.  L’azione di governo e le Regionali in vista – Il rilancio dell’azione di governo, comunque, potrebbe dipendere dalle prossime tornate elettorali e, in particolare, dalle Regionali in programma in Emilia-Romagna e Calabria il 26 gennaio. Lo stesso Zingaretti, parlando delle elezioni calabresi le ha definite “un importante spartiacque per il riscatto della Regione. Il Pd, il centrosinistra unito e le forze civiche della coalizione hanno dimostrato di avere coraggio, mantenendo fede all’impegno di rinnovamento e cambiamento, superando anche divisioni e polemiche”, ha aggiunto Zingaretti.

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