Europa

Finlandia, Rinne sfiduciato si dimette

Antti Rinne

Seria crisi politica per uno dei pochi governi di sinistra europei, quello della Finlandia che tra l’altro è presidente di turno dell’Unione. Il premier e leader socialdemocratico, Antti Rinne, al potere dalla vittoria elettorale dell’aprile scorso, si è visto ritirare l’appoggio del Partito di centro, uno dei componenti della coalizione di governo, e ha subito presentato le dimissioni. Tutto è possibile a questo punto nella capitale Helsinki, ma gli stessi centristi che hanno aperto la crisi sembrano preferire un nuovo negoziato per resuscitare la coalizione con un nuovo leader socialdemocratico quale capo dell´esecutivo. Elezioni anticipate infatti appaiono rischiose soprattutto per il Centro. E aprirebbero la possibilità di un rafforzamento del partito sovranista, quotato secondo nei sondaggi. Molto probabile è che una donna, la giovanissima numero due della storica socialdemocrazia finlandese, la 34enne Sanna Marin, ministro uscente di telecomunicazioni e trasporti, succeda a Rinne. Sarebbe la piú giovane premier nella storia del Paese nordico.

Lo svolgimento procedurale della crisi è stato velocissimo, da manuale. Antti Rinne si è visto ritirare la fiducia del Centro tramite dichiarazioni pubbliche della giovane numero uno centrista, Katri Kulmuni. Rinne si è immediatamente recato dal capo dello Stato, Sauli Niinistö, presentandogli le sue dimissioni. Il presidente della Repubblica le ha accettate, chiedendogli però di restare in carica per gli affari correnti.

La crisi di governo è stata causata essenzialmente da seri dissensi sullo sciopero di Posti (le poste pubbliche) indetto dai dipendenti contro i piani dell’azienda statale di introdurre al suo interno fasce retributive piú basse per meglio affrontare la competizione legale. La gestione della crisi da parte di Rinne è sotto accusa. Sanna Marin, che si trovava a Bruxelles per urgenti impegni in sede Unione europea, forse non a caso è subito ripartita per Helsinki col primo volo Finnair disponibile. Membri della coalizione uscente, oltre ai socialdemocratici e al Centro, sono il Vasemmistoliitto, la sinistra radicale democratica guidata dalla giovanissima superministra di pubblica istruzione e gioventù Li Andersson, gli ecologisti e il partito dell’influente minoranza etnica svedese. Dopo anni di politica di estremo rigore, il governo nato dal voto di aprile aveva promesso piú spese per welfare istruzione e posti di lavoro per rilanciare la crescita economica e l’occupazione in senso competitivo ma solidale.

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