Politica locale

Referendum separazione Venezia-Mestre, flop affluenza: ha votato solo il 21,7%

Referendum separazione Venezia-Mestre, flop affluenza: ha votato solo il 21,7%

Referendum separazione Venezia-Mestre, flop affluenza: ha votato solo il 21,7%

Forse non si amano, di sicuro non intendono separarsi: fallisce anche il quinto tentativo di trasformare con un referendum Venezia e Mestre in due comuni separati. L’obiettivo del quorum non è stato centrato: il dato finale della partecipazione è stato del 21,73%, pari a 44.887 elettori su 206.553.

A far pendere l’ago della bilancia verso la coabitazione amministrativa sono stati soprattutto gli abitanti della terraferma, disertando il voto, con il 16,35%.

Un afflusso più massiccio, ma numericamente meno ‘pesante’, si è avuto in centro storico (32,64%) e nell’estuario (27,94%).

Nel dettaglio delle sei municipalità, quella di Venezia-Murano-Burano ha avuto la partecipazione più alta, con il 31,48%, davanti a Lido-Pellestrina (29,76%), Mestre-Carpenedo (17,82%), Chirignago-Zelarino (15,92%) e Favaro Veneto (15,44%). Ultima quella di Marghera, con il 12,94%.

Proprio la soglia del 50% più uno degli elettori stabilita per la consultazione potrebbe diventare già da domani un nuovo terreno di battaglia per gli irriducibili fautori della separazione, con una raffica di ricorsi già annunciati sulla legittimità del quorum.

Dopo lo spoglio di tutte le sezioni, il sì ottiene il 66,11% contro il 33,89% del no, pari a 29.477 voti contro 15.109.

Tra le zone, vince il sì nel centro storico (83,45% contro 16,54%) e nell’estuario (85,73% a 14,26%), mentre prevale il no in terraferma (51,84% a 48,15%).

Nel dettaglio delle municipalità, il sì vince a Venezia-Murano-Burano (83,48% a 16,51%), Lido-Pellestrina (86,30% a 13,69%) e Mestre-Carpenedo (51,25% contro 48,74%), mentre si impone il no a Favaro Veneto (54,10% contro 45,89%), Chirignago-Zelarino (52,11% a 47,88%) e Marghera (63,60% a 36,39%).

Gli aventi diritto al voto erano 134.506 in terraferma, 47.824 nel centro storico e 24.223 nell’estuario. Le curiosità: tra gli iscritti 92 ultra-centenari (78 donne e 14 uomini) e 1074 esordienti (579 uomini e 495 donne).

In un clima arroventato da fake news e polemiche politiche, corse soprattutto sui social, si è consumata l’ennesima prova tecnica di separazione. Troppi gli interessi economici in gioco, ripetono dal fronte del sì, facendo notare che dei 20 milioni di euro che arrivano alle casse del Comune in virtù della Legge speciale e delle donazioni per Venezia, più o meno la metà finisce per essere dirottata verso la terraferma.

Al contrario, sul versante del ‘no’ molti amministratori locali hanno messo in luce i costi economici (in particolare nei trasporti) e le criticità di un’eventuale frattura del Comune in due realtà distinte. Lo stesso sindaco Luigi Brugnaro non ha mai nascosto il convincimento che l’iniziativa referendaria contrastasse con la legge sulle città metropolitane, invitato all’astensione. Le forze di maggioranza in Comune si sono allineate al ‘non voto’, mentre l’opposizione si è spaccata. Da una parte il Pd, che ha invitato a barrare sulla scheda il ‘no’, dall’altra il M5S favorevole al ‘sì’ in nome del ‘rispetto per la volontà popolare’.

L’appuntamento con i seggi è arrivato, peraltro, in un momento ‘emotivamente’ difficile per la città lagunare, messa in ginocchio dalle acque alte eccezionali che si sono susseguite nei giorni scorsi causando danni milionari. Senza trascurare che larga parte di chi lavora a Venezia, e che del richiamo turistico della città trae beneficio economico e occupazione, risiede proprio in terraferma e non ha quindi alcun interesse a vedere le due realtà divise dallo steccato di amministrazioni diverse. Più che in passato, dunque, il dato più evidente è stata la disaffezione alle urne.

Anche nel 1979, nel 1989, nel 1994 hanno sempre prevalso i ‘no’ (rispettivamente con il 72,4%, il 57,8% e il 55,6%), e al tentativo del 2003, il quarto, si è arrivati al di sotto del quorum con il 39%. Ma stasera il dato di affluenza appare come una pietra tombale sulle aspirazioni delle due città di non incrociare più i loro destini.

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