Europa

L’omicidio di Daphne Galizia ora fa traballare il governo di Malta

Joseph Muscat

Le indagini sull’omicidio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, uccisa in un attentato nell’ottobre del 2017, stanno mettendo in grave difficoltà il primo ministro maltese Joseph Muscat e il suo governo: martedì, dopo nuovi sviluppi del caso, si sono dimessi il suo capo dello staff Keith Schembri e il ministro del Turismo Konrad Mizzi, mentre il ministro dell’Economia Chris Cardona ha deciso di autosospendersi. Il Times of Malta ha scritto che Schembri è stato arrestato e ha trascorso la notte di martedì in carcere; gli investigatori hanno 48 ore di tempo per interrogare un sospetto senza incriminarlo. La polizia ha arrestato anche Adrian Vella, il medico dell’imprenditore maltese Yorgen Fenech, al centro delle indagini di Caruana Galizia.

Schembri e Mizzi, precedentemente ministro dell’Energia, sono tra i politici più coinvolti nelle inchieste giornalistiche che Caruana Galizia aveva iniziato quattro anni fa, su un presunto giro di tangenti pagate attraverso una società offshore. Le inchieste arrivarono solo fino a un certo punto e dopo la sua morte vennero approfondite da altre testate internazionali, che accusarono l’imprenditore maltese Yorgen Fenech di aver pagato (o perlomeno provato a pagare) quelle tangenti in cambio di una concessione per costruire una centrale elettrica. L’inchiesta di Caruana Galizia portò a elezioni anticipate nel 2017 e alla conferma del Partito Laburista, quello di Muscat; cinque mesi dopo Caruana Galizia venne uccisa nell’esplosione di un’auto che aveva noleggiato.

Le indagini sulla sua morte hanno portato all’arresto di tre presunti esecutori ma non dei mandanti, e l’uomo accusato di essere l’intermediario tra il mandante dell’omicidio e gli esecutori ha ottenuto la grazia in cambio di informazioni sul mandante. Intanto le indagini sul giro di tangenti hanno portato all’arresto di Fenech, la scorsa settimana; secondo alcune fonti del Times of Malta, Fenech avrebbe fatto il nome di Schembri durante la sua deposizione, collegandolo a casi di corruzione e anche all’omicidio di Galizia.

L’allontanamento di Mizzi, Schembri e Cardona è arrivato dopo una riunione di gabinetto durata cinque ore in cui anche gli alleati di Muscat, tra cui il suo vice-primo ministro Chris Fearne, avevano fatto pressione perché allontanasse dal governo le persone coinvolte nel caso. Martedì mattina la polizia aveva perquisito la casa di Schembri e lo aveva interrogato, mentre Cardona era stato interrogato dalla polizia sabato. Mizzi è uscito dalla riunione annunciando le sue dimissioni, negando le accuse e ribadendo di non aver fatto «niente di sbagliato dal punto di vista della legge»; Cardona ha annunciato di essersi autosospeso dopo «una discussione con il primo ministro» sostenendo anche lui di «non avere niente a che vedere con la storia».

Muscat sta ricevendo molte pressioni anche fuori dal governo: da sempre molto popolare, ora è spesso contestato dalle persone in strada mentre parecchi politici europei lo hanno invitato a dimettersi per consentire lo svolgimento di un processo senza ombre. È di questa idea Pieter Omtzigt, relatore speciale su Malta al Consiglio d’Europa, che ha scritto una lettera aperta in cui dice che «i sospetti che Muscat abbia interessi politici e personali nelle indagini sono troppo forti». Anche una coalizione di organizzazioni per la libertà di stampa, tra cui Reporters Without Borders, ha detto di temere che Muscat sia in conflitto di interessi. Martedì mattina Muscat aveva detto di non cercare un terzo mandato e di voler semplicemente portare a termine la vicenda nel miglior modo possibile; in seguito non ha commentato le dimissioni.

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