Europa

Ungheria condannata per espulsioni di migranti

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Ungheria condannata per espulsioni di migranti

La Corte di Strasburgo con una sentenza definitiva ha condannato l’Ungheria per l’espulsione in Serbia di due richiedenti asilo del Bangladesh avvenuta nell’ottobre del 2015, poiché ha violato il loro diritto a non essere sottoposti a trattamenti inumani e tortura.

I giudici hanno stabilito che le autorità ungheresi, dopo aver designato la Serbia come «Paese sicuro» dove poter rinviare i migranti, non si sono assicurate che questo fosse vero nel caso dei due cittadini del Bangladesh.

Nella sentenza la Corte di Strasburgo afferma che le autorità avrebbero dovuto assicurarsi che ai due uomini, a cui era stato rifiutato di presentare la richiesta d’asilo in Ungheria, potessero effettivamente accedere alla procedura in Serbia.

Contemporaneamente l’Ungheria avrebbe dovuto assicurarsi che i due non rischiassero di essere espulsi dalla Serbia verso la Grecia, Paese condannato da Strasburgo per le condizioni dei campi per i rifugiati.

Con la sentenza la Corte di Strasburgo condanna l’Ungheria a risarcire 5000 euro a ciascun migrante per danni morali e 18’000 a entrambe per le spese legali.

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