Europa

Spagna, è ancora stallo. Psoe tiene ma senza maggioranza. Avanzano i popolari, boom Vox

Spagna, è ancora stallo. Psoe tiene ma senza maggioranza. Avanzano i popolari, boom Vox

Spagna, è ancora stallo. Psoe tiene ma senza maggioranza. Avanzano i popolari, boom Vox

In Spagna resta lo stallo: il Paese è senza maggioranza di governo anche dopo il secondo voto anticipato dell’anno, che registra un boom dell’ultradestra. La sinistra arretra ma il partito socialista tiene; la destra avanza con i Popolari che hanno una ventina di deputati in più (da 66 a 88) ma soprattutto Vox conferma i sondaggi e festeggia un exploit con cui raddoppia i seggi in Parlamento e diventa la terza forza del Paese. Questo lo scenario fornito dalle urne delle elezioni generali, le quarte in quattro anni.

Il blocco di destra esce con un leggero vantaggio, seppur azzoppato dal tracollo di Ciudadanos che dagli attuali 57 seggi si ferma a 10, ma ancora lontano dai 176 seggi richiesti per avere la maggioranza in aula. Decisivo sarà l’apporto di Vox dato a 52 seggi, più del doppio degli attuali (24). Il premier uscente, Pedro Sánchez, che aveva convocato il voto forte del successo alle europee dello scorso maggio quando ottenne il 32,86% delle preferenze, esce indebolito. Nei numeri e nel potere negoziale per tentare di formare una nuova maggioranza, cercando una obbligata alleanza con Podemos che, con un ulteriore calo, dagli attuali 43 seggi passa a 35. E non è riuscito nemmeno a convincere gli spagnoli a recarsi alle urne “per non consegnare il Paese alla destra” con un’affluenza intorno al 69% in calo di sei punti. I socialisti ottengono 120 seggi (erano 123).

Il leader del Psoe e premier uscente, Pedro Sánchez, ha detto che il suo partito “ha vinto le elezioni”, annunciando l’impegno per “formare un governo stabile che possa sbloccare la situazione in Spagna, con generosità e responsabilità”. “Sarà un governo progressista guidato dal Psoe, ma non dipende solo da noi”, ha chiarito Sánchez, parlando ai militanti socialisti. “Parleremo con tutti, tranne con chi si autoesclude scegliendo parole di odio”.

Il leader del Pp, Pablo Casado, ha affermato che “è stato un buon risultato per il nostro partito, ma cattivo per la governabilità della Spagna. Sánchez ha perso il suo referendum, voleva più forza e non l’ha ottenuta. Siamo una forza chiave per la Spagna ed eserciteremo la nostra responsabilità”.

“Non vi deluderemo, difenderemo in Parlamento ciò che abbiamo detto in campagna elettorale”. Lo ha dichiarato il leader di Vox, Santiago Abascal. “Solo undici mesi fa non avevamo nessun rappresentante nelle istituzioni, oggi siamo la terza forza politica del Paese, il Partito che ha ottenuto più voti e più seggi”, ha aggiunto. “Oggi si consolida un’alternativa patriottica e sociale che chiede l’unità della Spagna”, ha affermato con un riferimento alla crisi catalana, uno dei fattori del successo di Vox.

Dopo lo scrutinio, il leader di Podemos, Iglesias, si è detto disponibile a un governo con il Psoe, ma la formula non è stata premiata dall’elettorato.

Il leader di Ciudadanos, Albert Rivera, ha ammesso la dura sconfitta e annunciato le dimissioni. “Lascio la vita politica” ha detto ai giornalisti, senza accettare domande. Il partito ha perso più di due milioni e mezzo di voti e 47 seggi, rimanendo con solo 10 deputati al Congresso e come sesta forza in Parlamento. Al più presto, Ciudadanos terrà un congresso straordinario per eleggere un nuovo vertice. “Coerentemente con chi sono, non credo che sia sorprendente che oggi si dimetta. Che sia giusto o ingiusto, è responsabile. E’ quello che mi hanno insegnato i miei genitori e i miei insegnanti”, ha spiegato Rivera.

“Noi non scommettiamo su un governo di grande coalizione. Scommettiamo su un governo progressista.Ci impegniamo a lavorare affinché si avvii quanto prima”. Lo ha detto José Luis Abalos, segretario organizzativo del Partito socialista spagnolo, all’indomani del voto. “A partire da ora, il nostro leader e aspirante alla presidenza del governo chiamerà le differenti formazioni politiche esonderà le loro posizioni. Ci muoviamo a partire da qui”.

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