Giustizia

Russiagate, Conte al Copasir: “Cosa facevano Salvini e Savoini con gli 007 russi?”.

Russiagate, Conte al Copasir: "Cosa facevano Salvini e Savoini con gli 007 russi?".

Russiagate, Conte al Copasir: “Cosa facevano Salvini e Savoini con gli 007 russi?”.

“Siamo al di là di un’opinione o di una sensibilità istituzionale – dichiara il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa dopo l’audizione al Copasir – forse Matteo Salvini dovrebbe chiarire che ci faceva con Gianluca Savoini, con le massime autorità russe, il ministro dell’Interno, il responsabile dell’intelligence russa. Dovrebbe chiarirlo a noi e agli elettori leghisti. Dovrebbe chiarire se idoneo o no a governare un Paese”.

“Rimango sorpreso – ha attaccato Conte – che Salvini pontifichi quotidianamente sulla questione Barr, sollecitandomi a chiarirla perché non gli tornava”. “La verità che Salvini mi ha chiesto – ha sottolineato – l’ho riferita. Io ho chiarito, quello che mi sorprende è che come Salvini, che ha una grande responsabilità, perché non solo era ministro dell’Interno, ma e si è anche candidato a guidare il Paese, a voler fare il presidente del Consiglio chiedendo pieni poteri, come lui non avverta la responsabilità di chiarire questa vicenda”.

“Io ho detto la mia verità – ha chiosato Conte – Salvini tace su Moscopoli”.

Missioni in Russia di Salvini? “Alla luce del sole. Se qualcuno ha fatto cose poco serie sarà dimostrato. Io vado a Mosca o a Washingotn per difendere le aziende dell’Italia”. Così Matteo Salvini, leader della Lega, a Zapping su Rai Radio1, sul Russiagate, risponde all’intervistatore.

“Alla luce del sole? Ma chi vuole prendere in giro Salvini?”, replica il deputato dem Emanuele Fiano. “Salvini – aggiunge – faccia una cosa semplice, venga in Parlamento a dirci di cosa esattamente ha parlato il suo consulente e collega di partito Savoini in quell’incontro al Metropol. Venga a spiegarci come mai, se era completamente all’oscuro di quella trattativa, un suo consulente trattava affari legati al petrolio citando il futuro della Lega. Venga a chiarire di quali argomenti hanno parlato con Malofeev, persona dichiarata indesiderata dalla Ue, grande amico di Salvini”.

“Insomma – conclude Fiano – invece di continuare a menare il can per l’aia, prenda quel microfono da cui in agosto ha decretato la fine del suo governo, e dica agli italiani la verità, con una dichiarazione spontanea. Che paura ha? La verità è la verità non dovrebbe far paura e a un leader politico, senza contare che dovrebbe venir prima della verità giudiziaria”.

Conte spiega così la sua audizione al Comitato di controllo sui servizi segreti. “Sono intervenuto al Copasir ai sensi dell’art. 33 della legge 124, che prevede che il responsabile dell’autorità del controllo dell’intelligence debba riferire semestralmente. Quindi non sono stato convocato sul caso Barr, ma io stesso, non appena ho saputo della nomina del nuovo presidente ho scritto che si svolgesse quest’incontro ordinario e con l’occasione non mi sono affatto sottratto”

Sulla vicenda Barr, ha spiegato Conte, “c’è stata una serie di ricostruzioni fantasiose che rischiano di gettare ombre sul nostro impianto istituzionale”. “È stato detto che la richiesta americana di uno scambio di informazioni è stata fatta in agosto durante la crisi di governo. Falso, la richiesta risale a giugno”. Questa richiesta non è pervenuta dal presidente Trump ma dal ministro Barr di verificare l’operato dell’intelligence americana” che è anche il capo dell’Fbi, ha detto Conte. La richiesta è “arrivata non a me ma da canali diplomatici”.

“Confermo – ha precisato Conte – che ci sono stati due incontri. Il primo il 15 agosto, ma non si è svolto in un bar. Si è svolto nella sede di piazza Dante del Dis, la sede più istituzionale e trasparente possibile. Il secondo incontro si è svolto il 27 settembre ed è stato chiarito che alla luce delle verifiche fatte la nostra intelligence è estranea in questa vicenda. Abbiamo rassicurato gli interlocutori Usa su questa estraneità e ci è stata riconosciuta. Non hanno elemento di segno contrario”.

“Il presidente del Consiglio ha l’alta direzione e la responsabilità della politica dell’informazione sulla sicurezza e non la può condividere con con alcun ministro per il bene della Repubblica. E non la può, e non la deve condividere con alcun leader politico”. “Se ci fossimo rifiutati” di ascoltare le richieste americane “avremmo arrecato” dei danni alla nostra intelligence e sarebbe stato “un atto di scortesia” nei confronti di un alleato storico.

Oltre che al Copasir, “ho il dovere anche di fronte ai cittadini e all’opinione pubblica di riferire alcuni elementi di questa vicenda anche perché ha suscitato un tale clamore mediatico che ne sono nate una serie di ricostruzioni fantasiose che rischiano di gettare ombra anche su nostro operato istituzionale e non possiamo permettercelo”.

In seguito all’inchiesta di Report, il M5S sul ‘blog delle stelle’ pone “quattro semplici domande al capo della Lega”. Eccole: “La prima riguarda proprio il rapporto tra Salvini e Savoini: perché Salvini aveva fatto credere quasi di non conoscere Savoini nonostante fosse il suo ex portavoce, avesse partecipato a moltissimi convegni della Lega, ci fossero numerose foto e video che li ritraggono insieme e che fossero amici da 30 anni? Prima i russi o prima gli italiani?”. Il post si conclude con l’hastag #salvinirispondi.

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