Centrosinistra

Leopolda 10. Italiaventinove.

Leopolda 10. Italiaventinove.

Leopolda 10. Italiaventinove.

Per il battesimo si è rimesso la cravatta, quella di quando stava a palazzo Chigi. Per 55 minuti ha parlato ai seimila della Leopolda con la grinta del castigamatti di un tempo e quando è arrivato il momento di congedarsi, Matteo Renzi ha estratto una citazione dall’apposito catalogo: «Se vogliamo essere presenti – diceva Aldo Moro – dobbiamo essere per le cose che nascono anche se hanno contorni incerti, e non per le cose che muoiono, anche se vistose e in apparenza utilissime». Bella citazione, pronunciata urlando e non con lentezza morotea, ma aver voluto pescare al repertorio democristiano non è del tutto casuale, anzi. Chiamato a spiegare l’identità della sua nuova creatura – Italia Viva – Matteo Renzi ha finalmente fatto capire che la sua idea è quella di un soggetto che occupi attivamente il centro del campo, attingendo a due diversi serbatoi.

Certo, la collocazione centrale, da “Dc 2.0”, Renzi non l’ha esplicitata, ma l’ha lasciata intendere. Ad un certo punto ha citato l’esperienza francese: «Saremo competitor del Pd. Noi vogliamo fare quel che ha fatto Macron e che certo non ha avuto il consenso dei socialisti francesi… Vogliamo recuperare e assorbire larga parte di quel consenso… vogliamo arrivare come minimo sindacale in doppia cifra». Dunque, sul lato sinistro, il modello è l’annessione che En Marche ha realizzato a danno dei socialisti.

E poi si è rivolto agli elettori di Forza Italia: «L’altro giorno in piazza San Giovanni è finito un modello di centrodestra, quello restato ancorato al popolarismo europeo. Con la partecipazione di Berlusconi c’è stato un passaggio di consegne a Salvini». E dunque, chi non condivide quella deriva «venga a darci una mano». Il messaggio – per quanto ambizioso e di difficile realizzazione – è questo: contro gli opposti estremismi a sinistra e a destra, avanti al centro con Matteo Renzi.

Col discorso dell’ex leader del Pd si è conclusa la decima edizione della Leopolda. Per tre giorni si sono succeduti, come nel passato, interventi brevi da parte di personaggi della società civile, con l’idea di trasferire in dote idee ed esperienze utili alla politica. Stavolta la qualità dei testimonial non è stata all’altezza delle edizioni precedenti, non si sa per il ridotto appeal del leader o per il conformismo dei vip, sta di fatto che l’aspettativa ha finito per concentrarsi sull’intervento finale di Renzi. Chiamato a rispondere ad alcune domande che oggettivamente incrociano il futuro politico. Inseguito dalla fama di inaffidabile “sfasciacarrozze”, Renzi come proverà ad allargare il proprio consenso oltre il recinto dei suoi tifosi e dei suoi detrattori, entrambi motivatissimi? L’ex ragazzo di Rignano ha imparato la lezione per cui l’egotismo deprime i consensi anziché moltiplicarli?

A Renzi brucia l’etichetta dello “sfasciacarrozze” e infatti per tagliare sugar-tax e analoghi balzelli per un totale di 2 miliardi il leader di Iv propone: «Abbassiamo le spese e offriamo gratuitamente il lavoro di cinque professionisti per operare una revisione della spesa. Ci prendiamo noi il compito di gestire la revisione della spesa». Mossa abile, come abile – ma in questo caso si tratta di impegni scritti sull’acqua – la promessa di sostenere la maggioranza sino alla fine della legislatura: «Si garantisca una maggioranza europeista e non sovranista per eleggere il presidente della Repubblica. Chi ci accusa di staccare la spina si guardi allo specchio». Come dire: per noi si va avanti al 2023, ma non posso garantire per altri. Per esempio per Luigi Di Maio, mai nominato, così come quasi ignorati sono stati i Cinque stelle. A Salvini ha riservato la battuta che non gli era venuta in mente durante il duello a Porta a porta: «Pensava di offendermi dicendomi che ho un 3%. Ti fai fregare da uno col 3%? Goditi il Papete che a governare il Paese ci pensiamo noi».

Maria Elena Boschi, capogruppo alla camera di Italia Viva, ha aperto i lavori della terza giornata della Leopolda 10: “Non poteva non nascere alla Leopolda Italia Viva: è la nostra casa, è da qui che è iniziato tutto ed è da qui che continuerà la nostra avventura”, ha detto Boschi. Poi l’intervento del ministro alle Politiche agricole Teresa Bellanova: “Oggi nasce la casa dei riformisti, dove uomini e donne hanno pari opportunità – ha detto la ministra -, in cui le donne non vengono ammesse solo in cucina, e poi ai ‘caminetti’ vanno gli uomini”.

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