Guerra

Donald Trump, la folle lettera a Erdogan: “Non fare lo sciocco, ti ricordi il pastore Brunson?”

Donald Trump, la folle lettera a Erdogan

Donald Trump, la folle lettera a Erdogan

Donald Trump ci ha provato con una lettera. Il presidente americano ha inviato una missiva al suo omologo turco Recep Erdogan per far chiedere che cessassero le ostilità e le incursioni contro i curdi-siriani. In linea teorica sarebbe una mossa apprezzabile, il problema è che il contenuto della missiva è piuttosto discutibile.

Diversi dubbi si sono palesati sull’autenticità della lettera, soprattutto per il linguaggio utilizzato (“non fare il duro, non fare lo sciocco“), che definire colloquiale è un eufemismo. Tralasciando l’inusuale forma del documento, il contenuto vede la negoziazione con il capo di Stato turco per evitare ulteriori spargimenti di sangue in quell’operazione militare che viene definita “Primavera di Pace” dagli stessi turchi.

Il presidente americano ha ricordato a Erdogan di non avergli dato alcun via libera per l’attacco alla Siria: “Lavoriamo a un buon accordo. Tu non vuoi essere responsabile del massacro di migliaia di persone, e io non voglio essere il responsabile della distruzione dell’economia turca. Te ne ho dato un piccolo esempio con quanto accaduto con il pastore Brunson (il reverendo arrestato durante il fallito colpo di Stato in Turchia del 2016 e poi rilasciato, ndr)”.

L’offerta di Trump è un compromesso: “Ho lavorato per risolvere i tuoi problemi, ti allego una lettera confidenziale del generale Mazloum (il capo militare delle Forze democratiche siriane, ndr) in cui lui si dice disponibile a negoziare e a fare concessioni che [i curdi] non avrebbero mai fatto in passato”. E poi ancora: “La Storia ti giudicherà positivamente se farai le cose in un modo che è giusto e umano. Ti considererà come il diavolo che qualcosa di buono non accadrà”.

La risposta di Erdogan a questo accoratissimo appello? Ha gettato la lettera nella spazzatura, così riferiscono le fonti governative turche. Anzi, l’operazione militare nel nord della Siria è stata rivendicata con ancora più orgoglio dal “Sultano“. Un buco nell’acqua, insomma.

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