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Duello televisivo Salvini Renzi

Duello televisivo Salvini Renzi

Matteo Salvini e Matteo Renzi

Divisi e irriducibili avversari su ogni tema, Matteo Salvini e Matteo Renzi si trovano d’accordo solo su una cosa: mandare a casa Virginia Raggi. Durante il duello tv a ‘Porta a Porta’ – in onda  su Rai1 – sia il leader della Lega sia l’ex premier attaccano la sindaca di Roma. “Io spero che la Raggi si dimetta domattina. Se c’è una persona che ha fallito come sindaco è la Raggi. Molto meglio i sindaci della Lega”, dice il senatore di Italia Viva. “Noi saremo in piazza sabato e raccoglieremo le firme”, rilancia Salvini. Il video integrale del duello tra Renzi e Salvini a Porta a porta su Rai1 Il botta e risposta da Bruno Vespa Per il resto, sono scintille tra i due leader nella registrazione del botta e risposta moderato da Bruno Vespa. I temi vanno dai migranti a quota 100, dall’economia ai voli di Stato, dalle guerre commerciali all’ambiente.

Renzi: “Salvini, 27 anni politica spot, zero risultati” “E’ 27 anni che fa politica, non ha portato a casa nulla, Salvini. Solo spot. La sua è la politica degli spot”, attacca il leader di Italia Viva.  “Noi diversi sul passato ma soprattutto sul futuro”  Noi abbiamo opinioni diverse non solo sul passato, io sono diverso da lei non soltanto perché credo sia giusto raccogliere i cadaveri dei migranti nel Mediterraneo. Noi abbiamo un’idea diversa di futuro, lei alla fine fa il tifo per quelli che mettono i dazi, per chi dice sì ai muri, lei continua a dire che il mondo di domani verrà e ci farà paura. Ma alla fine chi ci sta rimettendo per i suoi amici che mettono i dazi sono i produttori di Parmigiano che lei fa finta di proteggere”, dice Matteo Renzi, durante il dibattito tv. “Salvini non ha toccato Fornero, quota 100 ipoteca futuro giovani” “E’ bellissimo attaccare la Fornero in tv, ma la verità è che ha salvato i nostri conti. Lei (Salvini, ndr) non ha toccato la Fornero. Ha speso 3 miliardi per consentire a 120mila persone di andare in pensione un anno prima. Ha ipotecato il futuro dei giovani”.  “Io sarei per non confermare Quota 100, ma temo che verrà confermata. Mio zio fa il vigile urbano e vorrebbe andare prima in pensione con Quota 100. Quelli come mio zio portano via 4 miliardi nell’anno appena trascorso, venti miliardi in tre anni e io vorrei che quei soldi fossero dati in busta paga ai lavoratori, alle famiglie e non a mio zio per andare prima in pensione”.  “Salvini è una banderuola” “Uomo di parola Salvini? Lei era per la Padania e poi nazionalista, da comunista a CasaPound, contro l’Italia nel 2006 quando tifava Francia, e poi i canti contro i napoletani… Salvini, lei è una banderuola, non tiene la parola per più di un minuto”. Così Matteo Renzi, ospite di Porta a porta, si rivolge a Salvini. Salvini a Renzi: “Noi al 33% tu al 4%”  “Io adoro l’Italia delle pro loco, dei Comuni, delle sagre. O gli italiani sono cretini e rimbambiti o qualcosa abbiamo fatto. Io sono al 33% e tu sei al 4%”. Così Matteo Salvini ha risposto a Matteo Renzi che lo accusava di aver frequentato “troppo le pro loco e troppo poco le istituzioni, i vertici del G7”, durante il duello televisivo a ‘Porta a Porta’. “Se in un anno abbiamo raddoppiato i voti è perché abbiamo mantenuto la parola sulla legge Fornero, abbiamo ascoltato centinaia sulla flat tax”.  “Hai giocato male la tua occasione, ora tocca a noi”  “E’ vero, io ho cominciato a fare il consigliere comunale nel 1993, ma perché mi hanno votato. Quindi se mi votano o sono tutti scemi…”, ma dicendo così “fai un torto all’intelligenza degli italiani”, replica Salvini a Renzi che gli ricorda che è in politica da 27 anni. “Tu hai avuto la tua occasione te la sei giocata e ti è andata male, ora tocca a noi”, aggiunge. “Renzi è un genio incompreso, ha fatto tutto e nessuno lo capisce” “Renzi è un genio incompreso, ha fatto tutto e gli italiani non lo capiscono, ha sconfitto la fame nel mondo, ha portato la pace nel mondo e ha portato la ricrescita dei capelli e gli italiani non se ne sono accorti”, ironizza Salvini.  “Non raccolgo cadaveri? Pessimo gusto” “Non ho capito la roba dei cadaveri che lui raccoglie e io no, di pessimo gusto…”, dice poi il leader della Lega. “L’immigrazione dei barconi, degli scafisti, dei trafficanti non mi piace, gli scafisti con il traffico di esseri umani comprano droga e armi e non voglio essere loro complici. Sono cattivo? Va bene ma penso di aver fatto l’interesse del mio popolo”.  “Limiti a contanti? Neanche in Urss… Non ne metterei”  “Abolirei qualsiasi limite alla spesa in contanti degli italiani, è un danno all’economia. Io mi fido degli italiani, che senso ha limitarlo? Poi vanno a comprare all’estero. Ma neppure in Urss avrebbero fatto una misura così”, dice Salvini parlando della misura in discussione in vista della manovra. Renzi: perché non quereli Savoini? “Chi cita in ballo il mio governo per eventuali complotti ne risponde in tribunale. Mai con Obama ho fatto una cosa che non fosse legale. Suggerirei con rispetto a Salvini di fare altrettanto, se vuole gli presto l’avvocato, nei confronti di chi è andato in Russia a chiedere una tangente milionaria. Non capisco perché Salvini non quereli Savoini… Se uno dei miei viene con me e va chiedere 65 milioni al Metropol, io lo querelerei”, attacca poi Matteo Renzi. Lo scontro sui 49 milioni della Lega E’ botta e risposta anche sui 49 milioni. “Noi – dice il senatore di Iv – siamo garantisti, ma sui 49 milioni c’è una sentenza passata in giudicato. Maroni e Bossi dicono che li ha spesi lei. Li ha utilizzati o no per far pubblicità su Fb, per alimentare la Bestia?”. “Lei – la replica – parla di vicende di prima che diventassi segretario, io rispondo di quello che ho fatto io. Se qualcuno ha sbagliato in passato, noi stiamo pagando ogni mese”.

Così sintetizzo in risultato calcistico il confronto andato in onda ieri sera a Porta a Porta, ennesimo capolavoro di Bruno Vespa che riesce ancora una volta a dimostrare la sua centralità nel dibattito politico italiano (per scegliendo uno stile di conduzione eccessivamente defilato, in alcuni momenti addirittura capace di trasmettere la sensazione di una sfida senza arbitro). Valuto migliore la performance dell’ex premier perché credo sia stato capace di segnare due gol, che ora provo a descrivere.

Il primo centro Renzi l’ha fatto palesandosi più preparato sui temi di discussione, affrontati con puntualità e molte citazioni adeguate sia sotto il profilo dei numeri che nei riferimenti giuridici. Il toscano ha infatti incalzato spesso l’avversario in modo efficace, dimostrandosi anche più disponibile a riconoscere le cose buone fatte dalla parte politica a lui avversa.

Il secondo gol di Renzi è ravvisabile nel fatto che ha giocato senza arretrare o subire pur scendendo in campo nel ruolo più scomodo, cioè quello di governo. È infatti ben evidente che stare in maggioranza è (anche televisivamente parlando) più difficile che stare all’opposizione, non fosse altro per il fatto che devi rispondere di quello che sta accadendo, mentre chi ti sta di fronte può ragionare su cosa farebbe se toccasse a lui tenere il volante.

A fronte dei due punti per il fondatore di Italia Viva vedo un solo gol di Salvini, che però è un gol “pesante”, come si dice in linguaggio di critica calcistica.

Il segretario della Lega ha giocato bene i suoi due cavalli di battaglia, cioè immigrazione e tasse, riuscendo così a rassicurare il suo elettorato.

Potremmo anche metterla in un altro modo, per giungere poi a conclusioni analoghe: Renzi ha parlato alla testa dei telespettatori mentre Salvini ne ha cercato la pancia.

In questo senso il primo è apparso più convincente, mentre il secondo si è mantenuto sul classico, cercando di non fare danni.

Due notazioni infine sulle scelte più politiche dei due sfidanti.

Salvini ha completamente ignorato ogni altro soggetto della sua metà campo, chiarendo ancora una volta che per lui esiste solo la Lega.

Renzi ha tenuto un atteggiamento leale verso il governo, ma non per questo particolarmente partecipe né caloroso.

Insomma i due ci hanno fatto capire che faranno di tutto per rendere la vita difficile all’inquilino di Palazzo Chigi.

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