Parlamento

Calderoli propone il Popolarellum

Il volto è sempre quello. Ogni qualvolta si parla di legge elettorale ecco sbucare fuori il faccione di Roberto Calderoli. Sono le 13 e 20 ed è appena uscito dal Palazzaccio, la Corte di Cassazione. Giacca blu, cravatta verde, scarpe rosse, stravagante al punto giusto, lo specialista dei trucchi parlamentari Lega si offre ai cronisti: «Missione compiuta, sono regolari le otto delibere dei consigli regionali. A questo punto il popolo si potrà esprimere sulla legge elettorale. E avremo una legge elettorale maggioritaria con soli collegi, all’inglese, e non vedremo le schifezze dell’ultimo mese». Assieme ai delegati delle otto regioni guidate dal centrodestra, Calderoli deposita il quesito per un referendum sulla legge elettorale che elimina la quota proporzionale dal Rosatellum. Si trattiene circa due ore all’interno del Palazzo per espletare tutte le questioni burocratiche. Poi esce, tutto baldanzoso, come quello che la sa lunga, anche perché ripete con il sorriso sornione: “Oggi al governo ci sono tutti quelli che hanno perso le elezioni: dalle regionali alla Europee”.  E presto “riperderanno anche in Umbria, dove occorre ricordare che si torna al voto per un’inchiesta che vede coinvolto il presidente della regione del  PD, inchiesta che è stato denunciata dal M5S, lo stesso movimento che adesso sigla un accordo con il Pd. Stupendo”.

Calderoli non si mostra preoccupato che alla fine il quesito sia bocciato dalla Corte Costituzionale. “Ma va… Lei conosce costituzionalisti che la pensano allo stesso modo?”, domanda ironicamente. Poi si ferma e la mette così: “Diversi costituzionalisti si sono già proposti per sostenere il referendum e si sono proposti per andare a rappresentare in Corte e abbiamo avuto contatti anche con il papà di questi referendum, con il professor Segni”. Da qui ricomincia la ripartenza della Lega di Salvini. Ma guai a chiamarla “spallata” al governo giallorosé, avverte Calderoli. Che poi scandisce:  “Questa è una iniziativa per ridare la voce al popolo. Ecco perché il nome della legge elettorale sarà “Popolarellum”. Ma Berlusconi è d’accordo? “Ho parlato con il presidente Berlusconi. Lui continua a dirmi: ci vuole una quota proporzionale. Ma io gli rispondo: fai parlare prima il popolo, poi ne parliamo”. E fra qualche giorno – “non questa settimana perché devo tornare a Milano a mettere a punto l’organizzazione della piazza di San Giovanni del 19 ottobre, che sarà strapiena” – il Carroccio presenterà una iniziata di legge di iniziativa popolare per modificare la Costituzione in modo da prevedere l’elezione del Capo dello Stato. Dal Popolarellum al presidenzialismo, il passo è breve. Con un obiettivo: “A Natale saremo al 40 per cento”.Dopo questa frase va via: “Ho già detto tanto…”.

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