Governo

Crisi di governo, le dichiarazioni degli altri

Crisi di governo, le dichiarazioni degli altri
Matteo Salvini e Giuseppe Conte

 Salvini: “Rifarei tutto quello che ho fatto” –
“Grazie e finalmente: rifarei tutto quello che ho fatto”. Lo afferma il vicepremier, Matteo Salvini, intervenendo nell’Aula del Senato. “Non ho paura del giudizio degli italiani”. “Mi dispiace che lei mi ha dovuto mal sopportare per un anno, l’ho scoperto oggì”. “La critica più surreale è che non si fanno le crisi d’agosto. I parlamentari lavorano d’agosto come tutti gli altri italiani”. Sono qua “con la grande forza di essere un uomo libero, quindi vuol dire che non ho paura del giudizio degli italiani, in questa aula ci sono donne e uomini liberi e donne e uomini un pò meno liberi. Chi ha paura del giudizio del popolo italiano non è una donna o un uomo libero”. “La libertà consiste nel non avere nessun padrone e io non voglio l’Italia schiava di nessuno”. “E’ una novità di oggi, mi dispiace che il presidente del Consiglio mi abbia dovuto mal sopportare per un anno”. L’ha detto il vicepremier Matteo Salvini nel suo intervento in Aula, al Senato, replicando al premier Conte ed elencando alcuni aggettivi con cui il presidente del Consiglio l’ha definito: “pericoloso, autoritario, preoccupante, inefficace, incosciente”. E ha concluso: “Bastava Saviano per raccogliere tutti questi insulti, un Travaglio, un Renzi, non il presidente del Consiglio”. “Non mi è mai capitato di parlare con Merkel sui propri interessi di partito per chiedere consigli su come vincere le elezioni…Non ho mai preso un caffè lamentandomi che Salvini ha chiuso i porti “. “Si vota anche a settembre, non veniteci a parlare di aumento Iva, di spread, di esercizio provvisorio, di recessione… “. “Siamo gli unici presunti fascisti che vogliono il voto, pensa che dittatura vorremmo avere? Quella del voto… “. “Lai fa un torto agli italiani e ai cattolici italiani quando pensa che votino in base al rosario…Non me ne vergogno ma ne sono l’ultimo e umile testimone”. “Gli italiani non votano in base a un rosario, ma con la testa e con il cuore. La protezione del cuore immacolato di Maria per l’Italia la chiedo finchè campo, non me ne vergogno, anzi sono ultimo e umile testimone”. I ministri della Lega sono “gente libera che risponde solo e soltanto alla popolo italiano, non alla Merkel o a Macron” gente che ha “una idea di famiglia e di figli, che hanno una mamma e un papà, e buon lavoro con il partito di Bibbiano”. “La via maestra sono le elezioni, così gli italiani giudicheranno. Ma se volete tagliare i parlamentari e andiamo a votare? Ci siamo”.  “Ho staccato io la spina al governo? La spina si stacca in Parlamento, se il presidente Conte si autostacca la spina, si autolicenzia é una scelta sua, se da domani qualcuno è al tavolo con Renzi….vuol dire che c’era un disegno preordinato”. Così Matteo Salvini ai cronisti al Senato. “La Lega lo lascia il margine. Loro da settimane dicono ‘se c’è la sfiducia non si tagliano i parlamentarì, io sono disposto a tagliarli e poi si proceda al voto nella maniera più veloce possibile, tra 1 mese o tra 4. Certo se loro staccano la spina e iniziano a dialogare col Pd…”. “Ho detto che son disposto a tagliare i parlamentari e poi si procede al voto nella maniera più veloce possibile, se è fra un mese è fra un mese, se è fra quattro mesi è fra quattro mesi… Certo, se loro staccano la spina e da domani iniziano a dialogare col Pd, vuol dire che c’era già un disegno preordinato”. Così Matteo Salvini, parlando con i cronisti al Senato.

Bongiorno: “La Lega è stracompatta”
“La Lega è stracompatta. Non ci sono stati capricci o volontà di rottura, ma se c’è stata frattura è solo per la consapevolezza che bisogna fare le cose per bene”. Lo ha detto il ministro della Pa Giulia Bongiorno, arrivando al palazzo dei gruppi per la riunione dei senatori della Lega con Matteo Salvini.

Giorgetti: “Toni duri da Conte? Tutto come previsto” –
“Siamo compattissimi”. Così Giancarlo Giorgetti ha risposto ai cronisti che gli chiedevano delle indiscrezioni su malumori nella Lega riguardo la gestione della crisi, entrando al Palazzo dei gruppi del Senato per la riunione con Matteo Salvini. “E’ andato tutto come previsto”. Così Giancarlo Giorgetti, risponde ai cronisti che gli chiedono se sarebbe aspettato toni così duri dal premier nei confronti di Matteo Salvini. Quanto al futuro, il sottosegretario leghista prosegue: “La domanda non è se il Pd e i Cinque Stelle possono durare ma se possono mettersi assieme”. In un corridoio laterale del Senato, in pieno dibattito dopo il discorso di Conte, Matteo Renzi incrocia Giancarlo Giorgetti appena fuori dall’aula. Il senatore del Pd, nel suo intervento, aveva appena riconosciuto “l’onore delle armi” al sottosegretario alla Presidenza. Cordialità e strette di mano tra i due: “In bocca al lupo!”, dice Renzi a Giorgetti. Il leghista replica: “In bocca al lupo a te! Con Di Maio…”. E Renzi: “Io al governo con Di Maio non vado”.

Romeo: “Vediamo cosa dice e fa Conte in aula”
“Vediamo prima cosa dice e cosa fa Conte in Aula…”. Lo ha detto il capogruppo al Senato della Lega, Massimiliano Romeo al termine della riunione del gruppo con Matteo Salvini, quando gli chiedono se il carroccio presenterà o meno una risoluzione di sfiducia al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “Il dibattito in aula ci sarà sicuramente e Matteo Salvini interverrà, forse non solo lui”, aggiunge. I ministri della Lega dove prenderanno posto, tra i banchi del governo o del gruppo? “Meglio scoprirlo in diretta, no? Perché rovinare la sorpresa?”, conclude.

Fonti Lega: “Controsenso sfiducia con apertura su riforme” –
Era un controsenso mantenere la mozione di sfiducia a Conte avendo aperto alla possibilità di continuare il percorso delle riforme, avendo peraltro il premier già annunciato le sue dimissioni rendendo la mozione stessa superflua. E’ quanto spiegano fonti della Lega motivando il ritiro della mozione di sfiducia.

Fonti M5s: “Ritiro mozione di sfiducia? Per addossare colpa a Conte” –
La porta del Movimento 5 Stelle alla Lega è chiusa definitivamente. Il ritiro della mozione di sfiducia al premier Giuseppe Conte, secondo quanto apprende LaPresse da fonti qualificate M5S, non rappresenta alcuna mano tesa bensì un modo per addossare tutta la colpa della fine del governo giallo-verde a Conte, quando la crisi è stata invece aperta dal vicepremier Matteo Salvini. M5S pertanto salirà al Quirinale, viene riferito, con una apertura sia a un governo tecnico, per fare la legge di bilancio e poi andare al voto, sia a un governo politico con solide basi.

Verdini: “Non sono consigliere di Salvini, sono balle spaziali”
“Su di me scrivono balle spaziali. Non consiglio nessuno… Salvini? E’ fidanzato con mia figlia, mica con me…”. Siparietto tra i cronisti e l’ex senatore Denis Verdini, che passeggiava vicino a Palazzo Madama mentre i giornalisti aspettavano la fine della riunione dei senatori leghisti. “Ma che triangolo? Io ho avuto con Berlusconi un rapporto straordinario. E con Renzi, lo sanno tutti. Con Salvini il rapporto ce l’ha mia figlia. Se mi volete attaccare, mi devo fidanzare io con Salvini. Certo le ho votate, le unioni civili, però… “. “Io non voglio tornare: ho finito, e basta”, ha ribadito Verdini, assalito dai cronisti che lo hanno rincorso.

Bernini: “Sfiducia a Conte? Valuteremo dopo discorso”
“Valuteremo dopo aver ascoltato le comunicazioni del premier Giuseppe Conte” se presentare una risoluzione di ‘sfiducia’ al governo. Lo ha detto la capogruppo al Senato di FI, Anna Maria Bernini, uscendo dalla riunione del gruppo azzurro, ancora in corso a Palazzo Madama. “L’unico antidoto al precipitare dalla crisi è la stabilità politica, che viene solo da nuove elezioni”. Lo ha detto la capogruppo di FI, Anna Maria Bernini, nel dibattito al Senato dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte. Nel suo intervento, ha aggiunto l’azzurra rivolgendosi a Conte, “lei si stava rivolgendo a una parte dell’emiciclo, lei pensa a un Conte bis di sinistra-sinistra, un conte bis che lei sta cercando in questa Aula, nonostante il volere degli italiani. Lei vuol passare dal partner verde e quello rosso. Lei vuol rimanere lì dov’è, e ammanta tutto questo con l’interesse del Paese”.

Di Maio: “Salvini è inaffidabile, fa le capriole”
“Il Ministro Matteo Salvini, fra un comizio e un mojito, è alla ricerca di un ‘centro di gravità permanente’ che, suggeriva Battiato, non gli faccia mai cambiare idea sulle cose e sulla gente. Suo malgrado qui c’è una forza come il MoVimento 5 Stelle che ha invece deciso di agire in maniera decisa e credibile. Non c’è tempo da perdere con chi si dimostra inaffidabile, dobbiamo pensare agli interessi degli italiani”. “Abbiamo sempre lavorato per obiettivi seri e concreti, sottoscritti in un Contratto di Governo su cui ci siamo dimostrati sempre leali. Altri si sono persi in dichiarazioni e slogan che sono tutto e il contrario di tutto”. “Ecco lo strano ‘Vangelo secondo Matteo, con le dichiarazioni del Ministro Salvini degli ultimi 10 giorni. A pensarci bene, il vero Vangelo ci aveva avvertito: “In verità vi dico, uno di voi mi tradirà”.

Morra: “Salvini non ha idea di contrasto mafie” –
Matteo Salvini “ha avuto paura di venire in commissione” antimafia “perché non ha idea di cosa sia un’azione di contrasto alle mafie”. Lo ha detto il presidente della commissione antimafia, Nicola Morra, in aula al Senato. “Il 7 di agosto – ha poi raccontato Morra – avendo la possibilità di parlare con il ministro degli Interni, gli ho chiesto quando avrebbe avuto intenzione di farsi vedere in Aula. Salvini mi ha toccato con il palmo delle mani e mi ha detto: ‘Non ti preoccupare, verrò il più presto possibile”. Visto che poi ha aperto la crisi “mi sono sentito preso per il naso. Un ministro della Repubblica non può prendere per i fondelli l’Aula del Parlamento”. Matteo Salvini dopo che l’8 di agosto ha fatto sapere urbi et orbi che bisognava interrompere l’esperienza di governo ha avviato un tour, non un pellegrinaggio, incontrando cittadini, venendo contestato, ma soprattutto ostentando il rosario. Ora in terra di Calabria ostentare il rosario, votarsi alla Madonna, dove c’è il santuario cui la ‘ndrangheta ha deciso di consegnarsi significa mandare messaggi che uomini di Stato, soprattutto ministri degli Interni devono ben guardarsi dal mandare”. Lo ha affermato Nicola Morra (M5S) in aula al Senato, nel dibattito sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte.

Toninelli: “Sui migranti l’Ue ci volta le spalle, colpa di Salvini”
Nella vicenda Open Arms, “c’è un dato politico da registrare: mentre in precedenza gli altri Paesi europei, prima dello sbarco, davano la disponibilità ad accogliere una parte di migranti, ora invece ci dicono prima di sbarcarli a Lampedusa e poi si vedrà. Stanno ricominciando a voltarci le spalle e questo ha un unico responsabile: Matteo Salvini, che ha indebolito il Governo e, di conseguenza, la nostra posizione in Europa”. Lo scrive il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli su Facebook.

Patuanelli (M5s): “Salvini non ha spiegato perché ha voluto crisi” – “Dalle europee in poi avete detto in loop che siamo quelli del no. Per me voi siete quelli del boh. Noi non abbiamo paura di rivolgerci al popolo con nuove elezioni, noi non abbiamo paura di niente”. Così il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli, intervenendo in Aula. “Salvini ha parlato per 25 minuti… ma non ha detto l’unica cosa che aspettavamo di sentire per capire: perché ha voluto la crisi di questo governo”. La mozione di sfiducia della Lega al premier Conte “oggi è stata ritirata, ma direi che è un pò tardi. E’ evidente chi ha aperto questa crisi”. Così Stefano Patuanelli, capogruppo M5S al Senato, durante il suo intervento in Aula.

Buffagni (M5s): “Il M5s non ha paura né delle elezioni né di continuare a governare”
“Noi non abbiamo paura né delle elezioni né di continuare a governare. Vorrei però che si tornasse a parlare di contenuti”. Così Stefano Buffagni, in diretta al Tg1.

Prodi: “Orsola? Temi proposti distanti dalla destra”
Romano Prodi dirama una nota per correggere alcune interpretazioni circolate negli ultimi giorni circa la sua proposta per un cosiddetto governo “Orsola” avanzata domenica in un editoriale sul Messaggero: “Sta circolando, diffusa anche da importanti quotidiani nazionali, l’opinione secondo cui ‘Orsolà (…) preveda anche l’adesione della destra”, si legge nel comunicato. Che specifica come i temi proposti dall’ex premier e padre nobile del Pd “non risulta siano stati finora cari alla destra. Anche per questo il patto si chiama Orsola e non Ursula”. Come a dire: l’invito a dare vita a un governo di legislatura era rivolto a Pd e M5s ma non a Forza Italia. Alla Festa nazionale dell’Unità ci saranno Matteo Renzi e Romano Prodi, il Professore dopo 11 anni di assenza. Lo ha fatto sapere Stefano Vaccari, responsabile nazionale dell’organizzazione del Pd, rispondendo ai cronisti alla presentazione della kermesse dem che si aprirà venerdì a Ravenna.

Zingaretti: “Conte riconosca suoi errori e si apre nuova fase” –
Le parole di Conte sono “da apprezzare” ma c’è il “rischio di una autoassoluzione”. Per questo “qualsiasi nuova fase politica non può non partire dal riconoscimento di questi limiti strutturali di quanto avvenuto in questi mesi”.

Calenda irride Renzi: “Gagliardo, sfida Salvini senza elezioni”
“Sono pronto a sfidare Salvini alle elezioni nel collegio di Firenze o in quello di Milano, scelga lui”, scrive Matteo Renzi su Twitter postando una sua intervista in Tv. A stretto giro, arriva però il commento sferzante di Carlo Calenda: “Gagliardo. Anche se senza elezioni è difficile sfidare chicchessia”. L’ex ministro, sempre su Twitter, poi prosegue sempre rivolgendosi a Renzi: “Il punto però ora è un altro: sei d’accordo anche sul governo di legislatura M5s-Pd? Perché io non l’ho ancora capito. E direi che di questo si parla ora più che di un governo istituzionale di pochi mesi”.

Renzi: “Oggi governo annuncia le dimissioni”
“E oggi il Governo Populista annuncia le dimissioni. Si chiude dopo 14 mesi una delle peggiori esperienze della storia repubblicana”. Lo scrive Matteo Renzi in un post su Facebook in cui, tra le altre cose, si legge: “Adesso un governo istituzionale per evitare l’aumento dell’Iva e per riportare l’Italia in Europa: come al solito tocca rimediare ai loro danni”. “Sarebbe facile assistere allo spettacolo sorridendo ma la situazione impone un surplus di responsabilità. Lei oggi presidente del consiglio si dimette ed il governo che lei ha definito populista ha fallito e tutta l’Ue ci dice che l’esperimento populista funziona in campagna elettorale ma meno bene quando si tratta di governare”. “No si è mai votato in autunno, c’è da evitare l’aumento dell’Iva e serve un governo non perchè noi ci vogliamo tornare ma perchè l’aumento dell’Iva porta crisi dei consumi non è un colpo di Stato cambiare il governo ma un colpo di sole aprire la crisi ora ora, questo è il Parlamento non il Papeete”. “Comunque finisca la crisi, “faccia chiarezza sulla Russia, quereli Savoini perché non può esistere democrazia occidentale nella quale c’è il sospetto della più grande tangente mai chiesta da chi lavorava con lei”. “Lei ha fatto un governo col 17% e non col 51% e questo governo ha fallito anche per sua responsabilità”. L’ha detto Matteo Renzi nel suo intervento in Aula, al Senato, rivolgendosi a Matteo Salvini che ha parlato prima di lui. E ha aggiunto: “La sfido dove vuole, signor ministro Salvini ma non giochi sulla pelle degli italiani, in gioco ci sono le famiglie italiane”. “Colleghi di M5s, non so se voteremo lo stesso governo, io non ne farò parte”. Lo ha detto Matteo Renzi in Aula al Senato. “Sono qui a dire che prima delle legittime ripicche ci sono gli interessi del Paese. So che è in arrivo una recessione, che tra Usa e Cina c’è un problema di Dazi, che se l’Italia non si siede al tavolo europeo saranno problemi. Di fronte a questo prima vengono le istituzioni. Per questo daremo il nostro contributo perché a pagare la vostra sciagurata fine non siano le famiglie” . Se nasce un nuovo governo, come auspica, sul nome del premier Matteo Renzi non intendere “aprire bocca”. Lo ha detto lo stesso senatore del Pd parlando con i giornalisti al senato. “Ormai io non sono centrale – ha detto Renzi – ho portato la palla sin qui”. Interpellato dai cronisti sul discorso di Conte, l’ex premier ha spiegato quanto detto in Aula: “Conte ha lasciato con stile, gli va riconosciuto. Certo noi gli abbiamo fatto notare che si poteva accorgere anche prima di tutte le cose di cui ha accusato Salvini. Poi io il mio giudizio sul suo governo l’ho già dato, ha fallito, ed è il governo Conte”. Conte, hanno osservato i cronisti, si è candidato per un bis: “l’incarico lo dà Mattarella su indicazione dei partiti, io non apro bocca”. Quando si parla di ‘renzianì in genere si intende quello che voi chiamate Giglio Magico, cioè io, Luca Lotti e Maria Elena Boschi. Io non parlo per Luca e Maria Elena ma se dovessi dare un suggerimento direi che sarebbe naturale che noi tutti restassimo fuori” da un eventuale nuovo governo. “Il Governo se nasce – ha aggiunto – è a servizio pubblico del Paese, non per risolvere i problemi dei partiti”.

Rosato: “Raggiunte 75mila firme per sfiduciare Salvini”
“Sono arrivate a 75 mila le firme per sostenere la mozione di sfiducia a Salvini. La raccolta, lanciata da Matteo Renzi tramite i Comitati di azione civile, ha mobilitato migliaia di cittadini per chiedere che il ministro dell’odio, dei 49 milioni di euro sottratti allo Stato e dei traffici illeciti con la Russia di Putin, lasci la poltrona. Le firme verranno consegnate al Senato, dove si discute della mozione di sfiducia che Salvini ha fatto al suo governo”. Lo riferisce il coordinatore nazionale dei Comitati civici Ettore Rosato, che è anche vicepresidente della Camera.

Marcucci: “Si a confronto con i 5 stelle” –
“Sì a un confronto con i Cinquestelle, poi vedremo se ci saranno le condizioni per dare vita a un governo”. “Alcuni errori gravi in questi anni di governo ci sono stati, sicuramente li vogliamo correggere”. “condizioni programmatiche, nell’interesse del Paese”, le ha definite il renziano Marcucci. “Nel discorso di Conte ho visto rispetto istituzionale e mi ha fatto piacere”. “Un’autoassoluzione dice Zingaretti? Sarebbe grave un’autoassoluzione perché hanno governato male”, ha risposto Marcucci.

 Zanda: “Non ci sarà riedizione” –
“Il Presidente della Repubblica e le forze politiche vedranno come risolvere la crisi, o con le elezioni o con un nuovo governo. Dopo il suo intervento sappiamo che non ci sarà una riedizione del suo governo con la stessa maggioranza, la stessa formazione e lo stesso contratto incostituzionale che lo ha sorretto”. Lo ha detto il senatore del Pd, Luigi Zanda, intervenendo al Senato. “La nostra Costituzione prevede le elezioni ogni cinque anni, quelle che interrompono la legislatura sono decise solo dal Presidente della Repubblica – ha aggiunto – I senatori vogliono che la costituzione sia rispettata e che sia il presidente della Repubblica a decidere se la legislatura va interrotta oppure no”. Zanda ha poi detto che “le dimissioni di Conte sono una buona notizia” anche perché “fare un governo sulla base di un contratto è uno sfregio alla Costituzione e alla prassi costituzionale”.

Boccia: “Renzi si scusi per aver accusato dem di connivenza” –
“Renzi dovrebbe semplicemente scusarsi. È molto grave che usi la parola connivenza riferendosi al Pd e alla comunità di cui farebbe parte e che tanto gli ha dato in questi anni. Un insulto a tante donne e tanti uomini che non lo meritano”. Così su Twitter Francesco Boccia, deputato Pd e responsabile economia e società digitale del Partito Democratico.

De Petris: “Ora si apre fase nuova” –
“Salvini ha tirato fuori il suo solito repertorio che dimostra ancora una volta che può rappresentare un pericolo per il nostro paese. Il suo è stato un intervento in cui ha voluto forse evocare il padrone assoluto che è se stesso. Tuttavia c’è la possibilità di poter aprire una pagina nuova e diversa per il nostro Paese ma bisognerebbe ripartire dalla ricostruzione di quei valori fondanti che sono nella nostra Costituzione e che possono essere il primo cemento, ancora prima del programma per poter provare a costruire un’ipotesi di uscita da questa crisi”. L’ha detto la capogruppo del Misto Loredana De Petris a margine del dibattito in corso nell’aula del Senato commentando l’intervento di Matteo Salvini in Aula.

Grasso: “Salvini ha pieni poteri al Papeete non in Parlamento” –
“E’ davvero patetico sentire di telefoni accesi come se fosse un amore estivo, oggi ho sentito Salvini ripetere il ritornello di Pappalardo ‘Ricominciamo, ricominciamò pur di non lasciare il Viminale. Patetico”. Così il senatore Pietro Grasso parlando in aula al Senato. “In questi mesi l’azione del governo ha avuto un solo grande dominus e sulla base del compromesso continuo avete permesso troppi strappi alle istituzioni, alla Costituzione, al tessuto democratico e civile del Paese”, ha detto Grasso ringraziando Conte di aver “mantenuto ferma la volontà di riferire in Senato”. “C’è bisogno di riscrivere l’agenda del Paese affrontando i veri problemi non cavalcando le emergenze- aggiunge – noi abbiamo avversato un governo gialloverde ma mai l’abbiamo considerata una truffa ai cittadini. E dunque è legittimo che da oggi questo stesso parlamento esplori altre possibilità alternative. L’Italia non ha bisogno di un accordicchio, di un esecutivo dal corto respiro. Se questo governo desse vita a un governo pronto a ribaltare l’agenda e guardare all’interesse di tutti allora avremmo il dovere di provarci. Solo in quel caso darei al governo il mio voto di fiducia”.

Meloni: “Conte ha solo obiettivo difendere poltrone dei 5 stelle”
“Giuseppe Conte utilizza parole auliche per nascondere l’obiettivo reale: difendere le poltrone del Movimento 5 Stelle. Non si può invocare il rispetto della Costituzione e poi tramare per un osceno governo Cinquestelle-Pd che ha come unico obiettivo quello di impedire agli italiani di esercitare la loro sovranità, prevista dall’articolo 1 della Costituzione. Andremo dal Presidente Mattarella a ribadire che Fratelli d’Italia non c’è per nessun inciucio: chiediamo elezioni subito, perché dalle elezioni può nascere un governo forte e coeso, capace di difendere gli interessi italiani”. E’ quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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