Governo

Per il M5S “Salvini non è più un interlocutore credibile”

Per il M5S "Salvini non è più un interlocutore credibile"

Beppe Grillo e Davide Casaleggio

Segnali di apertura ai 5 Stelle per provare a ricucire la crisi, ma anche la minaccia di scendere in piazza per dire no alla “truffa” del “governo degli sconfitti”. Matteo Salvini gioca una doppia partita: prima su Facebook spiega che senza elezioni “ci si risiede al tavolo e si lavora”; poi, ospite alla Versiliana, dice di essere pronto a combattere “anche senza poltrone” ma anche di non voler lasciare il Viminale, ritrattando sulla sfiducia a Conte: se martedì in Senato (giorno del discorso di premier e del voto), “il presidente del Consiglio dipinge un’Italia che non è la mia, amici come prima. Se traccia un percorso che fa bene all’Italia, chi sono io per dire no?”. Il tutto mentre Lega e Movimento continuano a lanciarsi accuse reciproche di tradimento. “Con tutte le contraddizioni di questi giorni inizio a pensare che Salvini che abbia perso la testa“, commenta Di Maio, precisando che “nessuno del M5S si siederà mai al tavolo con Renzi”.

“Se qualcuno ha deciso ribaltoni e inciucioni allora lo dica ad alta voce. Se non c’è un governo la via maestra sono le elezioni. Altrimenti ci si risiede al tavolo e si lavora. Ma Renzi e Boschi sono il passato“, così il leader della Lega esordisce nella sua diretta Facebook quotidiana. “Farò di tutto per evitare che gli italiani anneghino in un governo di sinistra, di gente di sinistra bocciata a tutte le ultime elezioni. Sarebbe una vergogna. Qui gli unici traditori sarebbero coloro che dovessero tradire il voto popolare per riesumare mummie alla Renzi e alla Boschi“, ribadisce il ministro dell’Interno, alludendo alla necessità di tornare a dialogare con Di Maio e il M5S.

Con riferimento al caso Open Arms, Salvini dice di avere “tutti contro”: “Il premier, i ministri Toninelli e Trenta, la procura di Agrigento che ha aperto un fascicolo”. “Devo finire in galera perché ho difeso i confini del mio paese? Lo farò a testa alta”. Poi insiste: “Magari qualcuno a breve termine può farcela, non tanto a fregare Salvini ma a fregare gli italiani nel nome delle poltrone. Ma al lungo termine il furto non paga mai, in questo caso il furto di democrazia”. “C’è il presidente Mattarella che fortunatamente ha tutti gli elementi per valutare qual è il percorso più utile per rilanciare questo splendido Paese che è l’Italia”.

Ma non finisce qui, perché dopo poche ore c’è l’appuntamento al festival della Versiliana a Marina di Pietrasanta (Lucca). Qui Salvini torna ad attaccare Matteo Renzi e i suoi. “Siamo in mano a una trentina di renziani. Senatori di un pezzo del Pd che sanno benissimo che se andiamo a votare non li voterebbe nessuno. Ho fatto venire a galla in questi giorni che per qualcuno la poltrona vale seimila volte di più della democrazia”, dice. Poi aggiunge: “Non do la soddisfazione a compagni di lasciare il ministero dell’Interno. Lo difendo con le unghie e con i denti”. E insiste: “Prodi oggi ha detto ‘facciamo il governo Ursuls, con Pd, M5s e Fi, voi lo riterreste normale?”.

Quanto a Giuseppe Conte, il leader della Lega dice che martedì sarà in Senato. Lo “ascolterò senza pregiudizi e vediamo cosa dice”. “Conte è ancora il mio presidente del Consiglio, ma il rapporto è ormai epistolare. Lui mi scrive lettere e io gli rispondo via lettera – prosegue -. Se dice applichiamo la flat tax, la cosa che vogliamo fare noi… altrimenti vediamo. Nelle ultime settimane ho fatto un esercizio di pazienza”. In ogni caso, ribadisce, “tengo sempre il telefonino acceso”. Poi aggiunge: “Certo che poi la via maestra la valuta presidente Mattarella. Sarebbe folle mandare al governo minoranze bocciate alle elezioni. Il governo degli sconfitti sarebbe una truffa“.

Intanto Beppe Grillo, garante del movimento Cinque Stelle, riunisce nella villa di Marina di Bibbona, in Toscana, Davide Casaleggio, Luigi Di Maio, il presidente della Camera Roberto Fico, Alessandro Di Battista, i capigruppo di Senato e Camera, Stefano Patuanelli e Francesco D’Uva, e la senatrice Paola Taverna. Riunione di vertice ai massimi livelli, con lo stato maggiore dei 5 Stelle, per valutare gli sviluppi in corso. “Tutti i presenti – si legge in una nota – si sono ritrovati compatti nel definire Salvini un interlocutore non più credibile. Prima la sua mossa di staccare la spina al governo del cambiamento l’8 agosto tra un mojito e un tuffo. Poi questa vergognosa retromarcia in cui tenta di dettare condizioni senza alcuna credibilità, fanno di lui un interlocutore inaffidabile, dispiace per il gruppo parlamentare della Lega con cui è stato fatto un buon lavoro in questi 14 mesi. Il Movimento sarà in Aula al Senato al fianco di Giuseppe Conte il 20 agosto”.

Pronta la replica dei leghisti. “Se i grillini preferiscono Renzi alla Lega lo dicano chiaro, gli Italiani sapranno chi scegliere”, scrivono i capigruppo Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari. Il botta e risposta prosegue. “Ormai in casa Lega sono arrivati a scrivere i comunicati della disperazione – scrivono a breve giro di posta gli omologhi Patuanelli e D’Uva -. I capigruppo della lega invece di attaccare il movimento se la prendano con quell’irresponsabile di Salvini. È chiaro a tutti, anche a molti leghisti, che la colpa di questa inverosimile situazione sia solo la sua. Adesso che hanno fatto la frittata, che hanno tradito, non vengano a piangere da noi”.

1 risposta »

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.