Governo

Crisi di governo, Di Maio: “Salvini è pentito, ma ormai la frittata è fatta. È attaccato alla poltrona, perché non si dimette?”

Prove di patto Di Maio-Salvini
Luigi Di Maio e Matteo Salvini

Matteo Salvini apre, Luigi Di Maio sembra – almeno per ora – chiudere lo spiraglio. Dalla conferenza stampa del ministro dell’Interno, a Castel Volturno, erano arrivati segnali di distensione nei confronti dei 5Stelle: “Il mio telefono è sempre acceso”, ha detto il leader della Lega nel suo incontro con i giornalisti. E poi: “Abbiamo bisogno di sì, un governo con ministri del sì” (possibile allusione a un rimpasto). Dal capo politico dei 5Stelle però arriva una risposta dura.

Salvini “ora è pentito, ma ormai la frittata è fatta”, scrive Di Maio su Facebook. “Ha fatto tutto da solo, per tornare dopo nemmeno 24 ore nelle braccia di Berlusconi. Ognuno è artefice del proprio destino. Buona fortuna!”.

Il leader dei 5Stelle difende il premier:  “Per quanto riguarda la risposta di Salvini a Conte (‘Me lo dica in faccia’) siamo al paradosso. Parla lui, che in faccia a noi non ha mai detto nulla. Parla lui, che ha mandato tutto all’aria senza una motivazione, annunciando la crisi di governo da uno stabilimento balneare dopo essersi preso due settimane di ferie”.

Di Maio sfida Salvini su un passaggio decisivo: “Il 20 agosto noi ministri del Movimento 5 Stelle saremo al fianco di Giuseppe Conte in aula per sostenerlo contro la sfiducia della lega. Li aspettiamo al varco!”.

Ma intanto l’attacca per le conseguenze prodotte dalla crisi: “Ha aperto una crisi che rischia di far aumentare l’Iva a milioni di famiglie e che potrebbe mandare a casa migliaia di lavoratori: non riesco ad approvare il decreto per fermare chiusura di Whirlpool a Napoli e altre questioni pendenti. Lo ha fatto solo per il consenso. Lo ha fatto per qualche sondaggio? Non solo. Anche perché stavamo per togliere le concessioni ai Benetton e stavamo per tagliare 345 parlamentari che lui non vuole tagliare più”.

Poi un attacco anche sul fronte immigrazione: “È facile fare i duri a parole. Duro devi esserlo nella vita e con chi se lo merita, non con dei bambini”. E ancora: “Se stai al governo e sei un ministro di questa Repubblica devi essere duro con i colossi e con le multinazionali che sfruttano il nostro Paese e i cittadini. Devi essere duro con Autostrade ad esempio, dopo che 43 persone innocenti hanno perso la vita perché un ponte gli è crollato sotto i piedi. E invece la Lega hanno passato un anno a difenderla Autostrade… “.

Per finire, il leader M5S accusa Salvini di essere attaccato alla poltrona: “Salvini giorni fa aveva tuonato ‘siamo pronti a dimetterci tutti, vedrete…’. Sono passati 5 giorni ma stanno ancora tutti lì attaccati alla poltrona. Deve far comodo, evidentemente, avere l’auto blu e i voli di Stato mentre si fa campagna elettorale nelle spiagge”.

Agli affondi di Di Maio si aggiunge il post irridente di Alessandro Di Battista, frontman dei 5Stelle: “Il ministro del tradimento inizia a dare cenni di pentimento. Infatti ha appena dichiarato: ‘Non ho mai detto a Conte di voler staccare la spina al governo’.  Forse gli sta passando l’hangover provocato dalla settimana ‘papeetiana’ o forse una serie di ministri leghisti ai quali aveva promesso scatti di carriera, potere assoluto e mesi di open bar iniziano a lamentarsi”.

E ancora: “Salvini ha tradito, ha creato disordine e adesso non sa che fare. Altro che uomo forte al comando”. Poi un’allusione ad altri interlocutori nella Lega: “Semmai il Movimento 5 Stelle dovesse avere ancora un qualsiasi rapporto istituzionale con la Lega Nord pretenda interlocutori più seri e preparati del ministro del Tradimento. Nella Lega ci sono persone molto più credibili di Salvini. Sono le stesse persone che in queste ore lo stanno trattando come un inetto che, nonostante 26 anni di politica, continua ad ignorare le regole democratiche”.

D’altra parte, già in mattinata, era arrivato un affondo contro la Lega dal Blog delle Stelle: “Che coincidenza, Salvini ha staccato la spina proprio mentre il Senato si trovava impegnato ad autorizzare il sequestro del computer di Siri”. Dunque, per ora, la porta dei 5Stelle sembra chiusa. Il Movimento sperimenta i vantaggi di una politica del “doppio forno”, tra le aperture di Salvini e quelle – sia pur con tante divisioni – del Pd. Ma quella che è stata definita la crisi più pazza del mondo potrebbe riservare, ancora, molte sorprese.

Di sicuro l’ipotesi di un governo M5S-Pd sembra aver allarmato Salvini: “Sventeremo con ogni mezzo possibile un nuovo sciagurato patto della mangiatoia e dell’invasione. Farò tutto quello che è umanamente e democraticamente possibile perchè Renzi e la Boschi non governino più”.

Anche il ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio, sembra frenare rispetto alla crisi: “Noi dei messaggi li abbiamo lanciati”, ha detto in serata dal festival della Versiliana, “ma le risposte dei M5s sono sempre state aggressive”, allora “sentiamo che cosa ha da dire Conte. Io consiglierei a Salvini di aspettare il 20 agosto”.

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