Parlamento

Scenari di crisi di governo

Salvini apre la crisi del governo Conte
Scenari di crisi di governo

“Ho già chiarito nel corso dei colloqui al ministro Salvini che farò in modo che questa crisi da lui innescata sia la più trasparente della storia repubblicana. Per questo mi riservo di contattare i presidenti del Senato e della Camera affinché adottino le iniziative di propria competenza per permettere alle Camere di tornare a riunirsi”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlando a palazzo Chigi.

“Non vi meritavate che qualcuno aprisse una crisi di Governo l’8 agosto. Perché una crisi di governo ora è assurda, ma soprattutto è pericolosa. Porta con sé la preoccupazione che a dicembre possa aumentare l’IVA. Che possa saltare Quota 100 per chi voleva andare in pensione o che possa scomparire la tassazione al 15% per chi ha una partita Iva.”: così comincia il lungo post di questa mattina su Facebook di Luigi Di Maio, in cui il vicepremier 5s aggiunge: “Qualcuno dice che all’Italia serva un Governo forte. Bene, ce l’avevamo un governo forte e la Lega lo ha fatto cadere. Era quel Governo che aveva fatto tante cose che ora rischiamo di perdere”. Infine, sugli scenari, Di Maio ribadisce la necessità di approvare il taglio dei parlamentari prima di affidarsi al presidente della Repubblica 

“Ho totale fiducia e rispetto del presidente Mattarella, che mi sembra abbia ben chiaro il bene dell’Italia”. Lo ha detto Matteo Salvini a Taormina rispondendo ai giornalisti “Un governo forte nel senso di stabile e che vada avanti per cinque anni”: Matteo Salvini risponde così ai giornalisti che sottolineavano la sua richiesta all’elettorato di “pieni poteri” formulata giorni fa a Pescara. “Non teme che qualcuno le dica che vuole diventare una sorta di dittatore?”, ha chiesto un cronista. “Macchè dittatore? Chiedo le elezioni, i dittatori non vogliono le elezioni, più democratico di cosi’ che vuoi avere nella vita? C’e’ la costituzione che regola i poteri. Non voglio un governo che litiga sempre. Quelli che non vogliono le elezioni non amano la democrazia”.

Andare a votare subito sarebbe “folle”. Adesso ci vuole un governo istituzionale, che permetta agli italiani di votare il referendum sul taglio dei parlamentari, che eviti l’aumento dell’Iva, e che gestisca le prossime elezioni politiche senza strumentalizzazioni. L’ ha detto, intervistato dal Corriere della Sera, Matteo Renzi rivolgendo questo appello a tutte le forze politiche. E spiegando che il presidente Mattarella potrà valutare l’incarico a un premier autorevole: “A lui toccheranno le scelte: noi dobbiamo consegnargli una ipotesi concreta”. “Dopo aver messo i conti a posto, si vada a votare e le assicuro che noi e i Cinque Stelle staremo da due parti diverse”.

Ho ben chiara la minaccia rappresentata dall’iniziativa di Salvini, addirittura per la tenuta della democrazia liberale, ma il sostegno a ipotesi pasticciate e deboli, non illudiamoci, ci riproporrebbe ingigantito lo stesso problema tra poche settimane”. “Di fronte a una leadership della Lega che tutti giudichiamo pericolosa e che si appella al popolo in maniera spregiudicata è credibile imbarcarsi in un esperienza di governo Pd-5 stelle (perchè di questo stiamo parlando)  per affrontare la drammatica manovra di bilancio e poi magari dopo tornare alle elezioni? Su cosa? Nel nome della salvaguardia della democrazia? Io con franchezza credo di no. E’ forte dire
nel nome della democrazia non facciamo votare?”, scrive il segretario nazionale del PD Nicola Zingaretti in un intervento su Huffingtonpost. “Ho anzi il timore che questo darebbe a Salvini uno spazio immenso di iniziativa politica tra i cittadini. Griderebbe lui allo scandalo. Daremmo a lui la rappresentanza del diritto dei cittadini di votare e decidere. Davvero allora i rischi plebiscitari sarebbero molto seri”, aggiunge  Zingaretti. 

“Dopo l’intervista di Matteo Renzi invito tutti nel Pd a discutere senza rancori e senza rinfacciarci i cambi di linea. Io lo farò. Anche perchè in un passaggio così difficile e rischioso, qualsiasi scelta potrà essere fatta solo da un Pd unito e con la guida del segretario”. Così Dario Franceschini su Twitter dopo che sui social i dirigenti e i sostenitori del Pd si dividono tra chi sostiene la linea del segretario per il voto subito e quella di Renzi per un governo di scopo. Molti, tra l’altro, accusano Renzi di un voltafaccia dopo aver sostenuto la linea del muro assoluto contro i grillini sostenuta finora. 

“E’ folle quello che tratteggia Renzi, è un tentativo di prendere qualche mese in più, nel frattempo levare le castagne dal fuoco con un governo tecnico che dovrebbe fare una manovra lacrime e sangue, votandola assieme al Movimento 5 Stelle e a Forza Italia per avere infine Salvini al 60%”. Carlo Calenda stronca il piano di Matteo Renzi per un governo istituzionale sostenuto da varie forze politiche con il conseguente rinvio delle elezioni. “C’è una grande battaglia da combattere – aggiunge l’europarlamentare del Pd intervistato da Radio Capital – va costruito un fronte largo e andare al voto senza paura, perchè altrimenti oltre al rischio di perdere le elezioni c’è la certezza di perdere l’onore. Sarebbe oltretutto un favore a Matteo Salvini, il quale non aspetta altro che fare sei mesi di campagna elettorale dando addosso a un governo tecnico sostenuto da Pd e M5S. Noi a quel punto non avremmo la possibilità di essere credibili con gli elettori. Non possiamo fare accordicchi o scorciatoie”

“Ho letto con molta attenzione ed interesse la sua intervista. Io credo che sarebbe opportuno, per non dire necessario, che tutto il Pd ragioni su questa proposta in modo unitario e senza lasciarsi andare in personalismi ed individualismi, perché le elezioni ad ottobre sarebbero a mio avviso dannose”. Così il sindaco di Firenze, Dario Nardella, a margine della celebrazione dei 75 anni della Liberazione della città, commentando la posizione sul futuro del Governo espressa dall’ex premier Matteo Renzi, che stamani è intervenuto all’avvio delle celebrazioni a Palazzo Vecchio. Elezioni a ottobre, ha spiegato il sindaco, che “per altro mi paiono anche inverosimili, visto che ancora non è stata neanche decisa la data per quanto riguarda la sfiducia al presidente del Consiglio Conte. Non vedo come vi possano essere i tempi per andare a votare ad ottobre”. 

Beppe Grillo torna a farsi sentire: «Dobbiamo fare dei cambiamenti? Facciamoli subito, altro che elezioni. Salviamo il paese dal restyling in grigioverde dell’establishment, che lo sta avvolgendo come un serpente che cambia la pelle». La sua apertura non è il grimaldello per arrivare a un cambio di alleanze con cui tenere in vita il governo, sostituendo la Lega con il Pd. Piuttosto, si sta preparando il terreno a una delle possibili soluzioni che potrebbero essere prospettate dal Quirinale, quando la sfiducia a Giuseppe Conte e al suo esecutivo verrà sancita dal voto in Senato dopo Ferragosto. E quindi – è la voce che corre con insistenza nel quartier generale grillino – si stanno creando le condizioni per dare vita a un governo del Presidente, che traghetti il Paese oltre la legge di bilancio e renda possibili delle elezioni in primavera. Magari appoggiato – quello sì – dal partito democratico e da altre forze parlamentari.

Prima del voto, spiega Roberta Lombardi, “ci devono essere una serie di passaggi. Il primo è il varo definitivo del taglio dei parlamentari. Un segnale nei confronti dei cittadini stufi della politica, di chi si è rifugiato nell’astensionismo”. “Sposo totalmente la linea di Grillo – ribadisce Lombardi – siamo stati coerenti, ma non siamo fessi. Se Salvini vuole subito il voto, deve capire che il Parlamento non è ai suoi ordini”. Poi, aggiunge, “c’è la mozione di sfiducia presentata dal Pd contro il ministro dell’Interno”. E interrogata su un possibile voto del Movimento accanto ai dem e contro il leader della Lega dice: “Dovremmo sfiduciarlo insieme a tutte le opposizioni”. Infine attacca: “La figura del capo politico ha fallito, serve una ledership corale”.

Ancora Salvini. “In questo momento mi sembra molto più coerente il segretario del Pd Zingaretti. Nel senso che tutto il Pd ha insultato per più di un anno Di Maio, Conte, Grillo, Fico, mi sembra una posizione coerente quella di chi dice che dopo questo Governo c’è il voto”. Lo ha detto Matteo Salvini a Taormina. “In democrazia scelgono gli elettori, manovrine di palazzo alla Monti, un governo Renzi-Grillo sarebbe un governo alla Monti-Fornero. E non oso immaginare l’accoppiata Renzi-Grillo. Mi vengono i capelli dritti in testa”.

“La situazione politica è surreale. C’è una maggioranza naturale già formata, quella tra FdI e Lega, potenzialmente coesa, potenzialmente vincente e invece sento tanti rumors, tanta voglia di fare giochi di palazzo. Vedo questi abboccamenti tra Pd e Cinquestelle. Sento che c’è un’ipotesi di maggioranza. Il Pd chiede di far votare prima la sfiducia a Salvini e poi quella a Conte. Altra cosa surreale. Come l’idea che circola di un governo Conte con ministri non politici. Spero che sia fantapolitica, ma in passato ne abbiamo viste di tutte. Sarebbe una sorta di patto del Nazareno allargato al Movimento 5 Stelle. D’altra parte quando hanno eletto la Von der Leyen un accenno c’era già stato”. Lo dice in una intervista al Quotidiano nazionale il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni

Della Vedova sottolinea la necessità di rispettare i ruoli istituzionali: “I tempi e lo sviluppo della crisi sono nelle mani sagge di un grande siciliano come Sergio Mattarella. Non decide Salvini. L’Italia è una repubblica parlamentare e voglio ricordare a Salvini che il Governo di cui è stato Ministro e dominus è, secondo i suoi standard, “un governo non eletto”, formato in Parlamento da partiti che si sono combattuti nelle urne. Quindi calma e gesso, caro Ministro degli interni“. Sulla possibilità di immediate elezioni, Della Vedova sottolinea la sua contrarietà: “Mi lasci dire infine la cosa piu importante e decisiva che viene prima di tutte le altre: se si andasse davvero al voto in tempi brevi e con le regole attuali, non sarebbero elezioni democratiche ma oligarchiche. Solo cinque partiti avrebbero accesso sicuro al voto: Lega, M5S, PD, FI e FdI. Tutti gli altri avrebbero di fronte una raccolta firme estiva impraticabile senza uno stuolo di consiglieri comunali. Una disparità di trattamento tale da pregiudicare la regolarità costituzionale delle elezioni: cosi non c’è parità di accesso“.

1 risposta »

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.