Parlamento

La crisi del governo Conte vista dagli altri

Salvini apre la crisi del governo Conte
La crisi del governo Conte vista dagli altri

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha chiuso la porta a ogni ipotesi di governo “tecnico” chiedendo di andare subito al voto. “Si vada alle Camere e poi si aprano le urne per dare la parola agli italiani”. Nessun sostegno a un esecutivo di scopo, balneare o di minoranza che traghetti il Paese in modo ordinato senza scossoni verso la legge di Bilancio e la sterilizzazione delle clausole Iva. Posizione netta, ma altre considerazioni si impongono. 

Perché c’è “l’altro” leader del Pd, Matteo Renzi, quello che guida il grosso dei gruppi parlamentari dem, che per tutto il giorno e nonostante la loquacità dovuta alla gravità del momento politico, non ha mai pronunciato le fatidiche parole “elezioni anticipate”. L’unico accenno, durante la sua partecipazione alla Festa dell’Unità di Santomato, è in questo passaggio: “Se questi vanno a fare le elezioni con l’aumento dell’Iva al 25%, si compie il delitto perfetto di Salvini che è il responsabile della crisi economica”. Poi l’ex premier ha lanciato allusioni al segretario dem sul suo futuro nel partito: “Ho vinto due volte le primarie e per due volte ho dovuto dimettermi per problemi interni. Dal 18 al 20 ottobre alla Leopolda si tirano le somme su tutto, perché non è possibile continuare a fare polemiche interne”. D’altronde il tempismo lo ha portato a rilasciare, nel giorno della crisi di governo, un’intervista alla Stampa in cui scommette sulla “nascita di una forza di centro, su questo non ci sono dubbi”, pur non specificando quale ruolo avrà.

Ma è sui tempi che le procedure parlamentari, le convocazioni delle Camere e le consultazioni richiederanno che Renzi ha concentrato la sua attenzione: “Salvini pensa di aver fatto il colpo geniale oggi mandandoci a votare, vedremo i tempi, decide Mattarella”. È una constatazione, ma ha l’odore dell’auspicio. E continua: in caso di elezioni anticipate “noi dobbiamo essere pronti ad andare a votare e spiegare come questi hanno fallito”, ma ”è fondamentale mettere in sicurezza i conti degli italiani, non possiamo far aumentare l’Iva per lo sghiribizzo di Salvini”. Tradotto: si deve approvare la legge di Bilancio o quantomeno un provvedimento per sterilizzare le clausole di salvaguardia ed evitare l’aumento dell’Iva al 25%. Lo stile è volutamente sibillino, e lascia aperte molte strade.

Zingaretti la mette così: “Questa volta unità, non scherziamo con questa parola. Cancelliamo qualsiasi percezione del prevalere dell’io e riscopriamo il prevalere del noi. Non ho mai votato per Matteo, ma con lui ho sempre avuto grande rispetto. Ora dico a Matteo: aiuta, dai una mano. È legittimo che fai politica, sei una risorsa e aiutaci a vincere le elezioni al prossimo appuntamento elettorale, perché abbiamo il dovere di non permettere mai più che quelli che hanno vinto il 4 marzo tornino al governo”. 

Renzi, lo ha specificato, è di nuovo in campo: “Se c’è un motivo per cui mi rimetto in campo è che non riuscirei a guardarmi allo specchio se lasciassi un Paese nelle mani di chi istiga ad avere paura degli altri”. Se lo farà dall’interno o dall’esterno del Pd lo deciderà nelle prossime settimane. Ma dipenderà anche dai tempi di una crisi che ha subìto una pesante accelerazione nell’arco di una notte, e che ha colto di sorpresa anche molti esponenti delle opposizioni. E tutti sanno che prima si va al voto maggiore prima Salvini potrà capitalizzare il consenso che sondaggi ed europee gli hanno attribuito. Perciò la strategia dem dovrà assecondare quel contingentamento dei tempi che la prassi istituzionale richiede. “E’ arrivato il momento di una battaglia che riguarda ognuno di noi”, ha detto Renzi. Resta solo da capire se sarà una guerra-lampo, come vorrebbe Salvini, o una guerra di trincea, come converrebbe a tutti gli altri.  

Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia. «Come sempre sostenuto da Fratelli d’Italia non è possibile dare all’Italia il Governo di cui ha bisogno insieme al M5S di Di Maio, Fico e Toninelli. Bene la Lega che ne ha preso atto. Ora si torni al voto per dare agli italiani il governo sovranista che alle ultime elezioni europee hanno dimostrato di volere. Un Governo che abbia come priorità la difesa dei confini e dell’economia italiani, la riduzione delle tasse e il sostegno a chi crea posti di lavoro». Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia. «La crisi di governo è già nei fatti, il resto sono giochi di Palazzo. Ma a noi quel che preme è la crisi dell’Italia, inchiodata alla crescita zero, con famiglie e imprese massacrate dalle tasse, fanalino di coda in Europa. Ora più che mai serve un governo liberale e riformista». Così, su Twitter, Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia.

Benedetto Della Vedova, segretario di Più Europa. «Quello di Salvini e Di Maio è il fallimento della ideologia e della politica nazionalista, populista e sovranista. L’alternativa deve essere liberal-democratica, europeista ed ecologista: Più Europa è pronta, dopo la prova delle 26 maggio, a rappresentare alle prossime elezioni chi vuole battersi senza reticenze per questi valori ed obiettivi». Lo scrive su Facebook il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova. «Chiediamo prima di tutto regole che consentano una competizione elettorale dove tutti abbiano le medesime opportunità: le elezioni non possono diventare una competizione oligarchica aperta solo a 5 partiti», conclude Della Vedova.

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