Religione

Papa Francesco: “Il sovranismo porta alle guerre”

L'ipocrisia di Papa Francesco
Papa Francesco

Il sovranismo è un atteggiamento di isolamento. Sono preoccupato perché si sentono discorsi che assomigloiano a quelli di Hitler nel 1934. ‘Prima noi. Noi…noi’: sono pensieri che fanno paura. Il sovranismo è chiusura. Un paese deve essere sovrano, ma non chiuso. La sovranità va difesa, ma vanno anche protetti e promossi anche i rapporti con gli altri paesi, con la Comunità europea. Il sovranismo è un’esagerazione che finisce male sempre: porta alle guerre”. Ecco il passaggio più significativo di una lunga intervista al Papa oggi sulle pagine della Stampa. Il Pontefice esprime preoccupazione per l’Europa e per le sorti del Pianeta: “Il 29 luglio abbiamo esaurito tutte le risorse rigenerabili del 2019. E’ una situazione di emergenza globale. Occorre agire subito”.

“L’Europa non può e non deve sciogliersi – dice il Papa alla Stampa-. È un’unità storica e culturale oltre che geografica. Il sogno dei Padri Fondatori ha avuto consistenza perché è stata un’attuazione di questa unità. Ora non si deve perdere questo patrimonio. 

E’ indubbio per Francesco che tutto passi per il dialogo e invece sono sempre più frequenti le chiusure politiche, culturali:

“Il meccanismo mentale deve essere ‘prima l’Europa, poi ciascuno di noi’. Il “ciascuno di noi” non è secondario, è importante, ma conta più l’Europa. Nell’Unione europea ci si deve parlare, confrontare, conoscere. Invece a volte si vedono solo monologhi di compromesso. No: occorre anche l’ascolto”.

Ma il Papa torna a parlare anche di un tema dove si è speso spesso essendo controcorrente, visti i venti della politica italiana ed europea: i diritti dei migranti.

 “Mai tralasciare il diritto più importante di tutti: quello alla vita. Gli immigrati arrivano soprattutto per fuggire dalla guerra o dalla fame, dal Medio Oriente e dall’Africa. Sulla guerra, dobbiamo impegnarci e lottare per la pace. La fame riguarda principalmente l’Africa. Il continente africano è vittima di una maledizione crudele: nell’immaginario collettivo sembra che vada sfruttato. Invece una parte della soluzione è investire lì per aiutare a risolvere i loro problemi e fermare così i flussi migratori”.

Infine il Pianeta. Il Papa esprime grande preoccupazione per il disinteresse della politica e invece vede speranza “nei movimenti di giovani ecologisti, come quello guidato da Greta Thunberg, “Fridays for future”. Ho visto un loro cartello che mi ha colpito: “Il futuro siamo noi!”, dice Francesco. Prendersi cura dell’Amazzonia che “insieme agli oceani contgribuisce in maniera determinante alla sopravvivenza del pianeta. E penso alla ricchezza della biodiversità amazzonica, vegetale e animale: è meravigliosa”. Parole da ascoltare, il tempo è sempre meno per agire.

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