Giustizia

Decreto Sicurezza bis: fiducia del Senato con 160 sì, è legge.

Decreto Sicurezza bis: fiducia del Senato con 160 sì, è legge.

Decreto Sicurezza bis: fiducia del Senato con 160 sì, è legge.

Via libera del Senato alla fiducia posta dal governo sul decreto Sicurezza bis. I voti a favore sono 160, i voti contrari 57 e 21 gli astenuti. Con il voto favorevole alla fiducia viene approvato in via definitiva il decreto Sicurezza bis, che diventa legge. I presenti erano 289, e la maggioranza richiesta era di 109.

Un applauso dei senatori della maggioranza, sia della Lega che del M5s, e pure un selfie del senatore leghista Simone Pillon con alcuni colleghi hanno salutato il voto di fiducia al governo. Qualche voce di protesta si è levata dai banchi del Pd.

Matteo Salvini affida a Twitter la sua soddisfazione: «Il Decreto Sicurezza, più poteri alle Forze dell’Ordine – scrive -, più controlli ai confini, più uomini per arrestare mafiosi e camorristi, è Legge. Ringrazio voi, gli italiani e la Beata Vergine Maria».

«Il decreto Salvini è passato, l’Italia è più insicura – è il commento del segretario dem, Nicola Zingaretti -. Grazie agli schiavi 5 stelle la situazione nelle città e nei quartieri rimarrà la stessa, anzi peggiorerà. Avevamo chiesto il contratto per i lavoratori delle forze dell’ordine, presidi nei quartieri a rischio, rilancio e risorse dei patti della sicurezza con i sindaci, investimenti per il recupero delle periferie. Ma niente. Di tutto questo non c’è nulla, così come non c’è nulla sulla lotta alle mafie, nemmeno l’ombra. Il crimine ringrazia, le persone sono sempre sole e le paure aumentano. Salvini ci campa».

Nel pomeriggio il senatore del M5S Alberto Airola aveva anticipato, nella dichiarazione di voto, il sì alla fuducia, così argomentando: «Ho fatto i miei calcoli, anche inevitabilmente sulle persone», e il Dl sicurezza bis «non è l’anticristo dei decreti, è una manifestazione di forza del nostro contraente, la Lega” alla quale “non possiamo permettergli di dividerci». Aggiungendo una citazione che affonda nella prima Repubblica: «Mai come ora, con un certo groppo nel petto, mi sovvengono le parole di Rino Formica secondo cui la politica è sangue e merda», e «ora, o do forza al Movimento 5 Stelle, oppure domani non potremmo avere un movimento al governo, e abbiamo tante cose da fare, prima di tutto fermare il Tav».

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