pena di morte

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Donald Trump

Il dipartimento della Giustizia ha annunciato la ripresa delle esecuzioni capitali nel sistema di giustizia federale, dopo una moratoria durata oltre 15 anni. Nel suo comunicato, il dipartimento riferisce che il ministro della Giustizia, William Barr, ha chiesto al direttore dell’Ufficio carcerario federale di programmare le esecuzioni di cinque detenuti che si trovano nel braccio della morte per condanne per omicidio. La prima esecuzione è stata fissata per il 9 dicembre.
“Il Congresso ha espressamente autorizzato la pena di morte attraverso la legislazione adottata dai rappresentanti del popolo in entrambe le camere del Congresso e firmata dal presidente”, ha detto Barr. “Il dipartimento di Giustizia sostiene lo stato di diritto e dobbiamo alle vittime e alle loro famiglie l’esecuzione delle sentenze imposte dal nostro sistema giudiziario”.
La decisione annunciata oggi avrà effetto solamente sul sistema di giustizia federale, poiché gli Stati Usa decidono autonomamente se adottare la pena di morte nei propri ordinamenti giudiziari. Sebbene l’ultima condanna a morte nel sistema di giustizia federale sa stata eseguita nel 2003, la magistratura federale ha continuato in ambito processuale a chiedere condanne alla pena capitale.
La prima condanna a morte che verrà eseguita il 9 dicembre, riferisce il dipartimento di Giustizia nel suo comunicato, sarà quella di Daniel Lewis Lee, membro di un gruppo di suprematisti bianchi, che nel 1999 venne condannato per l’omicidio di una famiglia di tre persone, compresa una bambina di otto anni.
Le cinque esecuzioni programmate avranno luogo tra il 9 dicembre e il 15 gennaio del 2020 nel penitenziario di Terre Haute, in Indiana. Altre esecuzioni “verranno programmate in date successive”. Si tratta, spiega il dipartimento, di condannati a morte che hanno esaurito tutti i gradi di appello e le disposizioni successive alla condanna e per i quali, al momento, non ci sono impedimenti legali che ne impediscano l’esecuzione.

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