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Egils Levits è il nuovo Presidente della Repubblica lettone

Egils Levits è il nuovo Presidente della Repubblica lettone
Egils Levits

Egils Levits, giurista, politologo, attualmente giudice della Corte di giustizia europea ed ex ministro della giustizia, è il nuovo Presidente della repubblica lettone. E’ stato eletto dalla Saeima, il parlamento lettone, al primo scrutinio dei voti, con la maggioranza assoluta di 61 su 100 deputati.
Levits prende il posto di Raimonds Vējonis, che ha concluso il suo mandato e non si è ricandidato per un secondo mandato, anche in considerazione del fatto che sul nome di Levits già da un paio di mesi erano confluiti tutti i partiti della maggioranza di governo, decisi a presentare una candidatura unitaria per il rinnovo della principale carica dello stato lettone.

Il presidente della repubblica in Lettonia viene eletto dal Parlamento a maggioranza assoluta. Per la prima volta l’elezione del capo dello stato è avvenuta a scrutinio palese, anziché a scrutinio segreto come nelle precedenti elezioni. Questo ha reso la votazione più trasparente ma anche molto più prevedibile, rispetto agli anni passati, quando nel segreto dell’urna molti presidenti in pectore sono stati bocciati.
Quest’anno si prevedeva un’elezione senza sorprese, sia per la nuova regola del voto palese, sia per l’ampio margine di voti di cui Levits ha potuto godere fin dal primo turno.

Levits era già stato candidato dal partito di destra Visu Latvijai! nelle elezioni presidenziali del 2015, ma non riuscì ad ottenere i voti necessari e fu in quell’occasione Raimonds Vējonis, a raccogliere i consensi della maggioranza dei deputati al quinto turno di voto.

Gli altri due candidati dai partiti in parlamento erano il Difensore civico lettone Juris Jansons, candidato dal partito dei verdi e agricoltori ZZS che ha ricevuto 8 voti e Didzis Šmits, candidato dalla parte dei deputati di KPV che non hanno sostenuto come il resto del partito Levits, e al quale sono andati 24 voti.
Saskaņa, il partito russofono che è all’opposizione ma vanta il maggior numero di deputati in parlamento, non ha espresso un suo candidato e non ha neanche dato indicazioni di voto ai suoi parlamentari. Diversi deputati di Saskaņa hanno fatto confluire il proprio voto su Šmits.

Egils Levits è nato il 30 giugno del 1955 a Riga, il padre Jonass Levits era considerato un dissidente nell’allora Lettonia sovietica. Alla fine degli anni sessanta, i migliorati rapporti fra Urss e occidente permisero accordi di espatrio verso Israele per molte famiglie ebraiche residenti nei territori dell’Urss. La famiglia di Levits scelse invece di trasferirsi in Germania, dove Levits completò gli studi al Ginnasio lettone di Munster e poi alla facoltà di giurisprudenza di Amburgo.

I legami di Levits con la Lettonia rimasero comunque molto stretti, tanto che già alla fine degli anni ottanta Levits, rientrato in patria, aderì al Fronte nazionale, e il 4 maggio del 1990 fu uno dei deputati del parlamento lettone che votò a favore della Dichiarazione sul ripristino dell’indipendenza della repubblica lettone. Levits fu proprio uno degli autori stessi della Dichiarazione.

In seguito entrò nella organizzazione non governativa “Klubs 21” e nel 1993 fu eletto fra le fila del partito „Latvijas ceļš” nel primo parlamento della nuova repubblica lettone.  E’ stato vice primo ministro e ministro della giustizia nel governo guidato da Valdis Birkavs e successivamente ambasciatore in Austria, Svizzera e Ungheria.

Nel 1995 è stato nominato rappresentante per la Lettonia presso la Corte europea per i diritti dell’uomo, e nel 1997 presso la Corte di conciliazione e arbitrato dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), che è poi diventata la Corte di giustizia dell’Unione europea. Nel ruolo di giudice della Corte di giustizia europea è stato confermato anche nel 2018, ma Levits aveva già annunciato l’intenzione di dimettersi dalla carica in caso di elezione a capo dello stato.

Nel 2007 si parlò di lui per la prima volta come possibile candidato alla carica di capo dello stato lettone, ma Levits rifiutò per la mancanza di sostegno della maggioranza di governo di quel tempo. Al suo posto venne poi eletto Valdis Zatlers, che istituì una Commissione di diritto costituzione, a capo della quale fu nominato proprio Levits.
Nel 2012 la Commissione fece la proposta di integrare la Costituzione lettone con un preambolo che riassumesse i principi fondamentali sui cui si basa la repubblica lettone. Il preambolo fu poi inserito nella Costituzione nel giugno del 2014 e Levits ne è considerato a tutti gli effetti il padre.

Nel 2015 accettò la candidatura alla carica di capo dello stato da parte di Visu Latvijai!, il partito della destra nazionale lettone, ma fu sconfitto nel voto parlamentare da Raimonds Vējonis.
Quest’anno Visu Latvijai! ha riproposto la sua candidatura, che Levits ha detto di accettare solo a patto che fosse una candidatura unitaria di tutta la coalizione di governo di centrodestra lettone. Cosa che è avvenuta, in quanto anche gli altri partiti della coalizione hanno deciso di sostenerlo.

Le posizioni politiche di Levits si possono collocare nell’area di conservatorismo moderato.
Nel 2012 ha preso posizione a favore della concessione della doppia cittadinanza ai lettoni che volevano acquisire un doppio passaporto, misura che poi è diventata legge.

Levits ha anche spesso sostenuto che nell’attuale sistema costituzionale lettone, una repubblica parlamentare, il capo dello stato non ha grandi poteri, ma ha i poteri giusti e opportuni per un tale sistema e non c’è necessità di ampliarli con modifiche costituzionali.

Pochi mesi fa Egils Levits ha pubblicato  un suo libro, “Valstsgriba – Idejas un domas Latvijai 1985-2018” (La volontà della nazione – Idee e pensieri per la Lettonia 1985-2018) uno spesso compendio delle idee e degli scritti di Levits durante tutto il periodo della sua carriera giudiziaria, che però può anche essere considerato un manifesto intellettuale e di idee sul futuro del paese da parte di un futuro presidente.

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