Europa

Ue, la presidenza del Parlamento al pd Sassoli

Ue, la presidenza del Parlamento al pd Sassoli
David Sassoli

Al secondo scrutinio ce l’ha fatta. Il pd David Sassoli, candidato ufficiale dei Socialisti e democratici sostenuto anche dal Ppe, è stato eletto presidente del Parlamento europeo durante la seduta plenaria a Strasburgo con 345 voti. Prende il posto di un altro italiano: Antonio Tajani (Ppe). La sua elezione è stata annunciata a Montecitorio dal deputato dem Emanuele Fiano ed è stata accolta con un lungo applauso dell’Aula.

Alla prima tornata aveva mancato l’elezione per soli 7 voti, femandosi a 325 preferenze contro le 332 previste per ottenere la maggioranza assoluta. Per essere eletti è necessario ottenere la maggioranza assoluta nei primi tre scrutini. In caso di mancata elezione, il quarto scrutinio consiste in un ballottaggio tra i deputati del Parlamento che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

Dopo l’accordo concluso dai leader dei 28 a Bruxelles sui vertici dell’Ue, questa mattina i deputati europei eletti a fine maggio – che si sono insediati ieri dopo una breve sessione inauguale a Strasburgo – hanno completato dunque il puzzle delle nomine eleggendo il presidente dell’Europarlamento. La seduta si è aperta alle 9 e il voto era a scrutinio segreto per eleggere il successore di Tajani (Ppe), per un mandato rinnovabile di due anni e mezzo.

Dopo aver perso la Commissione europea, a causa del siluramento di Timmermans, i socialisti hanno puntato alla presidenza del Parlamento e hanno scelto Sassoli, deputato europeo da 10 anni, per portare a casa questo risultato.

Sassoli, ex vicedirettore del Tg1, è stato negli ultimi due mandati europei vicepresidente dell’Eurocamera e ha ottenuto la candidatura con 74 voti a favore, 39 contrari e 13 astenuti: «È un onore che il gruppo S&D mi abbia indicato come presidente del Parlamento europeo», ha commentato al termine del dibattito.

“Mi candido perché credo che l’Europa sarà più forte solo con un parlamento europeo in grado di giocare un ruolo più importante – ha detto l’eurodeputato del Pd nella sua dichiarazione di voto –  Dobbiamo essere tutti, comunque la pensiamo, impegnati nel costruire la casa della democrazia europea e questo parlamento deve essere la casa della democrazia europea”. Ha poi citato uno dei padri dell’Unione, il francese Jean Monnet: “Niente è possibile senza gli uomini, niente dura senza le istituzioni”.

Sassoli, sostenuto anche dal tedesco Manfred Weber, leader del gruppo parlamentare del Ppe (il maggiore della Camera), era in competizione con la tedesca Ska Keller candidata dei Verdi, l’eurodeputato ceco Jan Zahradil per il gruppo Ecr dei Conservatori e Riformisti europei e la spagnola Sira Rego per il gruppo della sinistra unitaria. I Popolari e i liberali non avevano espresso un loro candidato ed avevano votato Sassoli; i socialisti tedeschi invece avevano votato la verde Keller. Anche il gruppo degli euroscettici di Identità&Nazionale (quello della Lega) non ha espresso candidati.

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